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Nella notte a Sant’Anastasia l’auto guidata da un 51enne finisce contro un camion

Scontro sulla statale: un morto

venerdì 16 marzo 2012, di Gabriella Bellini


Ancora una volta la Statale 268 si è macchiata di sangue. Un impatto mortale questa notte intorno alle 3 sulla Statale 268(al chilometro 3+400) nel tratto che ricade nel territorio di Sant’Anastasia.
A perdere la vita un commerciante 51enne, Antonio Capuano residente a Mercato San Severino (Salerno) e con alcuni precedenti penali. L’auto dell’uomo, per cause da accertare, si è scontrata con un furgone Iveco guidato da un 44enne di Poggiomarino che nel violentissimo scontro è rimasto illeso anche se in stato confusionale. Capuano, sposato e padre, non è deceduto sul colpo, ma è morto tre ore più tardi a causa delle gravi ferite riportate nell’impatto mortale. Trasportato d’urgenza all’ospedale “Loreto Mare” di Napoli, infatti, nonostante le cure dei medici il suo cuore ha smesso di battere alle 6 del mattino. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della Stazione di Sant’Anastasia (agli ordini del maresciallo Andrea Angelo Apicella) e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna, con loro l’ambulanza del 118 e i vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare per circa un quarto d’ora per riuscire ad estrarre il corpo di Capuano dalle lamiere attorcigliate. Tagliata una portiera, i medici si sono subito resi conto delle gravissime condizioni in cui versava il 51enne e lo hanno trasportato nel nosocomio napoletano. Incerta la dinamica dello scontro, sul posto, considerata la tarda ora, nessun testimone a parte il camionista.
Nell’urto violentissimo la parte anteriore dell’auto di Capuano si è attorcigliata su se stessa, mentre il furgone ha perso una delle ruote anteriori che si è scagliata ad oltre cento metri di distanza. L’ennesima vittima della “Statale della morte”, appena tre giorni fa in un impatto analogo tra un’altra auto ed un camion perse la vita un operaio Fiat di 47 anni, residente a Scafati.
Capuano, era spostato con una donna straniera, la sua famiglia era originaria proprio di Mercato San Severino, dalla casa paterna di via Roma si era trasferito nella frazione Costa dove aveva un circoletto. Lo stesso mestiere faceva anche il fratello Donato gestore di un’ altro circolo “Nuova Sanseverinese” che ha sede sul Corso della cittadina salernitana. Ieri, infatti, le serrande del locale erano abbassate per lutto, ed il bar ‘Carpe diem’ in un’altra frazione del Comune quella di Sant’Angelo. Una famiglia nota in paese, il padre era conosciuto poiché era stato per anni un venditore ambulante, in particolare aveva gestito una bancarella del “‘per e o muss’” nelle feste di piazza. L’ennesima vittima di una Statale che nel tempo si è guadagnata il suo triste, ma purtroppo veritiero, soprannome.

DA METROPOLIS DEL 16 MARZO

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