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Nola, sabato prossimo un documentario per ricordare don Peppe Diana

mercoledì 21 marzo 2012, di Comunicato Stampa


NOLA – il 24 marzo prossimo, dalle ore 09,30, presso il Salone del Tribunale di Nola, si terrà una manifestazione in memoria di don Giuseppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe che negli anni novanta, prima che i casalesi venissero alla ribalta dopo i processi Spartacus e il best seller ’Gomorra’ di Roberto Saviano, organizzò un movimento di reazione alla camorra nell’area aversana.

Ad organizzare l’appuntamento il C.E.A. area nolana di LEGAMBIENTE Parco del Vesuvio, Il Comitato Fronte della Legalità - articolo 3, in collaborazione con l’Osservatorio sulla Camorra e l’Illegalità, il Centro Studi S.I.G.E.E., la Scuola Bruniana di Formazione Forense, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Nola, il Liceo Albertini di Nola.

Alla Manifestazione, che prevede la prioiezione del Documentario “Una Semplice Vita”, realizzato dal regista Amedeo Veneruso e commissionato circa un decennio fa dal Comitato don Giuseppe Diana presieduto dal dott. Renato Franco Natale, già coraggioso sindaco anticamorra di Casal di principe, parteciperanno: l’avv. Mario Papa - direttore della Scuola Bruniana di Formazione Forense; Nino Daniele – già sindaco anticamorra di Ercolano e Presidente dell’Osservatorio sulla Camorra e l’Illegalità; Paolo Mancuso - Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nola; padre Beniamino Depalma – Arcivescovo, Vescovo di Nola.

Ammazzato nella sagrestia della sua chiesa il 19 marzo 1996, il giorno del proprio onomastico, per anni la memoria di don Giuseppe Diana venne infangata dai suoi stessi assassini che gettarono sul coraggioso prete figlio della sua terra le peggiori e più infamanti accuse.

Oggi la figura di don Giuseppe Diana è uno degli esempi più significativi della lotta all’antopologia criminale che pervade il vivere civile di tante aree della Provincia di Napoli e del sud in generale.

Don Giuseppe Diana è morto il 19 marzo 1996, da allora la lotta alla criminalità organizzata ha portato alla scomparsa di un certo tipo di camorra; la camorra di strada, la camorra che spara e che si pone come altrernativa allo Stato ormai, soprattutto nella fascia di territorio che va dall’area stabiese e, passando per i paesi vesuviani e il nolano, giunge al basso casertano, è stata sostituita da una camorra che si fa rappresentare da ’impeccabili’ professionisti e imprenditori, un sistema che si è infiltrato massicciamente in tutti gli enti locali e manda i propri rappresentanti al Parlamento dello Stato.
Questo nuovo sistema riesce anche a parlare di antimafia, giunge ad onorare le vittime di camorra, le stesse vite che ha stroncato nel corso degli anni. Con un misto di retorica antimafia e controllo degli enti locali garantisce il totale controllo nella gestione dei pubblici appalti, pianifica e attua le speculazioni edilizie, riesce addirittura ad accaparrarsi gli stessi beni sequestrati ai clan.

La cronaca giudiziaria dell’ultimo decennio è piena di esempi della capacità di infiltrazione delle entità criminali in ogni organo di gestione e governo sia locale che nazionale.

Ricordare oggi la figura di don Giuseppe Diana e di tutte le vittime di camorra assume, quindi particolare importanza, soprattutto nell’area nolana dove non sono mai stati presenti ampi movimenti culturali di contrasto alle Entità Criminali.

C’è la necessità di allargare la lotta alla Criminalità Organizzata dal solo campo del contrasto alla violenza urbana (usura, estorsioni, prostituzione, spaccio di droga) trasformandola in una battaglia culturale contro la corruzione e la violazione dei diritti civili ad opera della stesse istituzioni democratiche che dovrebbero garantirne l’applicazione.

Ecco che don Giuseppe Diana diventa il simbolo di un contrasto ’Etico’ tra l’antropologia criminale, che come un canco divora la vita civile delle comunità ormai di vaste aree di Italia, e l’umanesimo cristiano e laico dei diritti civili, della tutela delle minoranze, della tolleranza, del rispetto delle Leggi dello Stato e del Bene Pubblico.

La manifestazione in ricordo di don Giuseppe Diana è solo la prima di una serie di inziative che hanno come scopo principale l’organizzare un movimento di resistenza democratica volta a contrastare ed eventualmnte eliminare la presenza e l’influenza delle Entità Criminali negli enti di governo locale del territorio dell’area nolana.

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