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Somma Vesuviana. La montagna brucia: in 24 ore le fiamme divorano 30 ettari di frutteti. E’ danno all’economia locale

venerdì 23 marzo 2012, di Giovanna Salvati


omma Vesuviana. La montagna brucia per 24 ore. Potrebbe esser il titolo di un libro, o di un film drammatico, quello dove il vero valore aggiunto viene scandito dalle pagine intrinseche di fiamme e di fumo, quello dove il vecchio ricordo di quelle che prima erano distese di albicocche ora sono solo cenere. Un dramma, una tragedia scampata ma un incubo non ancora finito. Trenta gli ettari andati in fiamme mercoledì e che solo nel tardo pomeriggio di ieri, dopo più di 24 ore, sono state domate dai vigili del fuoco. Tutto è iniziato alle ore 15,30 di mercoledì. Dall’imponente Monte Somma il fuoco ha iniziato a divorare tutto ciò che incontrava sul suo percorso. Partono le prime degnazioni al 115, ma il centralino, per quanto cerca di smistarle, nulla viene effettivamente fatto. Scatta la polemica. I cittadini continuano a chiamare, ma la risposta che gli viene fornita è sempre la stessa “purtroppo non ci sono mezzi in zona ma la situazione è sotto stretto controllo”. Vedere le fiamme avanzare rapidamente verso la propria abitazione non è quanto più di rassicurante ci possa essere. Nessun canadair disponibile perché impegnati a Pozzuoli, per gli elicotteri invece impegno a Lettere. E cosi la montagna sommese continua a rimanere vittima delle fiamme. Sono le 20,00 e la situazione sembra precipitare. A dar man forte alle fiamme ci pensa il vento. Sul posto schieramento di forza dell’ordine. I primi ad arrivare sono i mezzi della Guardia Forestale di Boscoreale,con loro ci sono i vigili del fuoco del comando di Nola. Arrivano anche i mezzi della Protezione Civile Cobra II. A coordinare le operazioni di sicurezza però sono gli uomini del maresciallo Raimondo Semprevivo, sotto la guida del capitano Michele D’Agosto. Si cerca di fare un primo censimento delle abitazioni e di quante persone siano effettivamente all’interno delle case. Nel frattempo il fuoco avanza e la paura cresce. Le fiamme proseguono nella zona est del monte Somma e i primi ad essere sgombrati sono i tanti curiosi accorsi sul posto a vedere le fiamme, vengono allontanati molti giovani che spesso trovano intimità in quelle distese. In pochi minuti si pensa al peggio. Si prova a rassicurare i residenti, che decidono però di lasciare la propria abitazione sino a quando solo dopo intorno alle due, in piena notte, il bollettino delle forestale comunica che le fiamme si sono spostate, complice l deviazione del vento, nell’entroterra della distesa montuosa. Cittadini in salvo ma per le distese di frutteti? Per la chiesa seicentesca? Anche quella è vita. Quella che nella quotidianità fornisce sviluppo economico alla città, risorsa inestimabile, ma solo il giorno dopo la stima dei danni consegnerà un chiaro panorama. “Aspetteremo che tutti focolai vengano spenti per fare una stima effettiva dei danni” spiega il sindaco Allocca . Ma quello che resta è sulla reale causa: che sia di origine dolosa o accidentale è tutto ancora da accertare, ma di certo il proliferare di focolai in più parti dell’hinterland campano, non ultimo Pozzuoli, Palma Campania sembrano di fare di tanti indizi un caso. Ma ancora di più il grave stallo rappresentato dall’impossibilità di intervenire solo perché non si hanno mezzi a disposizione.

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