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Ottaviano. Assalto in villa ma la vittima mette in fuga i malviventi armati

sabato 24 marzo 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Assalto in villa nella periferia della città: serata di terrore per una giovane famiglia. Ma il tentativo di furto svanisce perché la vittima reagisce e mette in fuga i malviventi. Una sequenza drammatica quella vissuta nei giorni scorsi da una famiglia ottavianese finita nel mirino di malviventi, che senza alcun freno, hanno puntato le loro pistole alle tempie dell’uomo. Non c’è stata violenza, se per questa s’intende un pestaggio. E non c’è un bottino, ma la rapina rimarrà solo tentata, grazie al coraggio di un uomo che ora cerca di dimenticare. Ma rimangono, per ora, i segni. Nell’anima, in primis, e su quel cancello dove la vittima si trovava al momento dell’assalto. Tre uomini, con il volto coperto da un passamontagna e con alla mano pistole, hanno dato il via all’inferno. Sono da poco passate le 22,10 e l’uomo con la moglie e i suoi due figli sta facendo rientro a casa. Arrivato dinnanzi al cancello di ingresso, scende per aprire il secondo cancello che lo avrebbe condotto all’interno del garage. Ma è in questo momento che accade l’impossibile. L’uomo si vede puntare due pistole alla tempia da due dei raid. Il terzo si avvicina alla macchina dove nel frattempo agghiacciata vi era la moglie con i due bambini. In alto e ben in vista la minacciosa pistola. Sono attimi che sembrano un eternità. Nessuno di loro proferisce parola, ma le mani fredde e robuste stringono la donna. Una scena che fa scattare il marito che senza pensarci due volte reagisce. Si è tre contro uno. Questo non sembra per nulla spaventare l’uomo, che seppur incosciente delle reali intenzioni dei tre ladri, decide di opporsi. E’ una ribellione di un padre che teme per i suoi figli, è la ribellione di un uomo al quale gli viene toccata la propria moglie. Cosi l’uomo senza pensarci due volte sferra alcuni colpi, cerca di rimanere in piedi senza farsi sottomettere dai tre. Nel frattempo grida alla moglie di andare via. La donna rientra in macchina e subito scappa via alla ricerca di aiuto. Il marito nel frattempo cerca di provocare i tre, è solo una tecnica per capire le loro intenzioni. Gli urla di prendere la macchina, orologio, cellulare, ma solo dopo uno di loro gli griderà imprecazioni. Sarà quello il dettaglio che riuscirà a fare di un indizio un caso. Da lontano nel frattempo le urla dell’uomo catturano l’attenzione e i banditi capiscono d’avere i minuti contati e cosi decidono di darsi alla fuga, a bordo di una Peugeut. Ma anche nella vittima regna la consapevolezza che ogni errore potrebbe essere pagato a carissimo prezzo. Istanti lunghissimi, sino all’arrivo dei carabinieri. L’horror è una prima visione assoluta in via san Domenico, dove in tanti, ora non vorrebbero abitare. In quella stessa strada in cui i malviventi hanno, con ogni probabilità, trascorso la serata in attesa delle loro vittime. Ma i tre parlavano pochissimo, si è sentita qualche parola pronunciata velocemente, in un italiano non propriamente ineccepibile ma che sembra richiamare la cadenza dialettale ottavianese. Che dietro quei passamontagna si nascondessero cittadini ottavianesi? Saranno solo le indagini a chiarirlo, ma quello che resta è il timore che altri episodi lievitino in città “più controllo sembra di stare nel far west” è l’eco di chi ora teme.

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