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Torre Annunziata. Cento passi verso il palazzo Fienga. Il corteo anti camorra dei giovani sfila nella roccaforte dei Gionta

domenica 25 marzo 2012, di Giovanna Salvati


Torre Annunziata. Cento passi e più verso la roccaforte del clan Gionta. Tamburi e slogan anticamorra verso il palazzo Fienga. Tutto in una sola mattinata, tutto per riappropriarsi della propria terra, cancellando gli anni di una faida e le macchie di sangue che per troppe volte hanno sporcato quelle strade. Si grida alla legalità nelle strade oplontine con i giovani delle scuole del territorio che ieri mattina hanno sfilato in un lungo corteo coinvolgendo cittadini, istituzioni e forze dell’ordine. E’ la speranza questa volta a blindare di coraggio la voglia di cancellare gli anni bui. Sfilano cantando e gridano da piazza Cesario sino al Largo Pescatori. Sostano davanti al palazzo Fienga, roccaforte del clan Gionta. Ed è qui che il grido si fa più forte, ma dove le finestre rimangono serrate. Tanta la presenza dei giovani che hanno voluto esserci perchè “dire non è una semplice frase ma la voglia di sperare che in questa città possiamo costruire il nostro futuro”. “Oggi c’è stata una grande conquista, quella che vede valorizzare un percorso dove i giovani sono stati i veri protagonisti – spiega il sindaco Giosuè Starita - un momento in cui c’è stata una evidente crescita complessiva, il dato positivo è che quest’anno l’impegno da parte delle forze dell’ordine è stato tanto e concreto. Questi momenti sono importanti – ha infine concluso il primo cittadino - i giovani sono nei luoghi in cui qualche anno fa era terra di camorra, hanno con coraggio e forza voluto esser qui è questo decreta il successo di un iniziativa che sicuramente andrà ripetuta”. “La tua vita può cambiare solo se sei disposto a camminare gridando con forza senza aver paura” si sente in sottofondo, mentre sul palco si alternano donne e uomini che per colpa della camorra hanno perso mariti, figli. “Quello che ho chiesto oggi e’ che non ci fossero identificazioni delle scuole, l’appello corale di questi ragazzi parte da tutte le scuole di Torre Annunziata – commenta il dirigente scolastico Felicio Izzo dell’Istituto artistico oplontino - il cuore dei giovani grida no alla camorra e lo fa scandendo messaggi importanti, ma soprattutto attraverso i meccanismi della legalità che partono per la voglia di riscatto, chi pensa che questi siano manifestazioni inutili non comprende il valore della libertà e della democrazia”.“Oggi ho voluto essere presente perché è importante ed è fondamentale esserci –sottolinea invece don Ciro Cozzolino – esserci con quei ragazzi con i quali ogni giorno nella parrocchia come tra i banchi di scuola io e i miei colleghi ci impegniamo a promulgare messaggi di legalità. I giovani hanno bisogno di testimonianze forti e soprattutto di esempi importanti dai quali carpire l’importanza di essere portatori sani di legalità”. “ Siamo ancora pochi – ha concluso Francesco Alessandrino del Caffè Lettarario – purtroppo c’è ancora molta diffidenza, ma l’importante è esserci, è fondamentale continuare a gridare forte contro la camorra e a lanciare messaggi positivi, non a caso siamo in un’area simbolo della città che ora più che mai deve diventare il simbolo del riscatto”.

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