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Ottaviano. Dal Procuratore Giovandomenico Lepore il monito per le aziende "più controllo e tutela"

domenica 1 aprile 2012, di Giovanna Salvati


Per sette anni è stato il simbolo impeccabile della lotta alla criminalità, del ripristino delle regole della trasparenza e della legalità. Il processo per emergenza rifiuti in Campania, l’inchiesta “Calciopoli” con la condanna in primo grado di Luciano Moggi, l’indagine sulla P4, la guerra giudiziaria ai Casalesi e l’arresto del boss Antonio Iovine, la cattura dopo 16 anni della primula rossa Zagaria. Questo, e molto altro ancora, compare nel curriculum professionale, in sette anni di attività, a capo della Procura della Repubblica di Napoli per Giovandomenico Lepore. Oggi, messi da parte fascicoloni e il duro lavoro, l’ex Procuratore siede sulla poltrona della presidenza dell’Organismo di vigilanza dell’Adler Plastic di Ottaviano, multi nazione presieduta dall’imprenditore Paolo Scudieri.
La sua pacatezza e l’inappuntabile stile di operosità, lo hanno condotto verso traguardi lavorativi di gran spicco, il tutto in un territorio come Napoli e provincia, palestra di vita. “In realtà difficile nulla è perso anzi”. Dichiarò il magistrato il giorno del suo insediamento e dopo sette anni di attività , il 14 dicembre, ultimo giorno in carica a Napoli, lo ha dimostrato. I tanti obiettivi raggiunti tra indagini, inchieste ed arresti, di pari passo hanno viaggiato con la ricerca scatenata ma indiscreta, di ripristinare i principi di legalità con campagne di sensibilizzazione, dove l’autorità ha ceduto il passo all’autorevolezza. Possibile? Si. In un momento in cui la cronaca di ci regala solo episodi di corruzione e malaffare, dove le amministrazioni inevitabilmente finiscono per sottolineare i tessuti sociali sporchi di corruzione con le conseguenti infiltrazioni camorristiche, l’esempio di Lepore riporta in auge la necessità di guardare oltre la propria punta del naso. Come? “Proiettandoci verso nuovi orizzonti ma solo dopo che abbiamo aperto gli occhi”. Scherza cosi l’ex Procuratore ai nostri microfoni. Con la semplicità e disponibilità di sempre, Lepore di lascia intervistare durante il convegno all’interno del Castello Mediceo di Ottaviano, dove si è discusso di imprese e sviluppo delle stesse nel Mezzogiorno. E’ uno scambio di opinioni coinvolgenti, non mancano le nostre provocazioni che di petto vengono accolte da Lepore e cosi da Ottaviano, ecco l’intervista del neobattezzato Presidente dell’Organismo di Vigilanza Giovandomenico Lepore.

Una nuova figura all’interno del sodalizio Adler, perché?

“Il ruolo che mi ritrovo a ricoprire all’interno dell’Adler non è altro che un’applicazione di un Decreto Legislativo approvato l’8 giugno 2001, il 231, che introduce nell’ordinamento italiano un nuovo regime di “responsabilità” a carico degli enti aziendali per reati commessi dai propri dipendenti derivante dalla commissione, o tentata commissione, di reato, nell’interesse o a vantaggio degli enti stessi .La “responsabilità amministrativa” prevista dal decreto consente di colpire il patrimonio degli enti, e quindi l’interesse economico dei soci attraverso delle sanzioni pecuniarie, o indirettamente tramite, l’interdizione dall’esercizio dell’attività, che hanno tratto un vantaggio dalla commissione di determinati reati da parte delle persone che rappresentano l’ente”

Quali sono i reati per i quali l’azienda può essere chiamata a rispondere?

“Bhè ne sono molteplici: riguardano senza dubbio i reati nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, i delitti di tipo informatico, i reati di falso nummario, reati societari, reati contro la personalità individuale, quelli di abuso di mercato, di riciclaggio, di tutela della salute del lavoro. Sono cosi tanti e svariati”.

In che modo interviene il Presidente dell’Organismo di Vigilanza ?

“Se l’Ente è responsabile perché il reato è stato commesso a “suo interesse o a suo vantaggio” non è necessario aver conseguito un “vantaggio” concreto, ma è sufficiente che vi fosse “l’interesse” a commettere il reato. L’Ente tuttavia non risponde se dimostra di aver “adottato ed efficacemente attuato” un modello di organizzazione, gestione e controllo tale da prevenire la commissione dei reati della stessa fattispecie di quello verificatosi. Di queste verifiche e su questa scia lavora l’organo che presiedo.

Previsto dalla legge come ci sottolineava ma che non tutte le realtà imprenditoriali hanno integrato nelle proprie società, perché?

“ E’ previsto dalla legge si ma non è obbligatorio , l’Alder lo ha fatto e per le altre aziende saranno fatti loro (scherza Lepore).

Dalla società ottavianese parte quindi un monito per le aziende affinchè vengano promulgate queste figure?

“ L’Adler non è solo l’azienda di Ottaviano, sa che ci sono tantissimi altri stabilimenti in tutto il mondo e senza dubbio questa scelta influenzerà su più di una realtà, certo un impegno importante per una corretta applicazione nei modelli di organizzazione e gestione e controllo della realtà imprenditoriale”.

Dall’ottavo piano della Procura della Repubblica di Napoli al quartier generale di Ottaviano dell’Adler Plastic, Lepore rappresenta un impegno profuso ancora una volta nelle menti e braccia di chi lavora cercando di professare la legalità, troppo spesso dimenticata nella piccola cittadina di pace.

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