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Ottaviano, ristorante in vendita solo ai cinesi. I gestori: «Non ci fidiamo dei nostri concittadini»

sabato 7 aprile 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Mette in vendita il proprio Chalet, ma l’invito all’acquisizione è solo ed esclusivamente riservato ai cinesi. In città scoppia la polemica di chi si sente discriminato. Un episodio di razzismo, questa volta però completamente ribaltato, perché la legge dell’acquisto immobiliare esclude gli italiani e, gli ottavianesi nello specifico, dall’acquisto dello Chalet più conosciuto in città. Ebbene si, una storia assurda che da ieri pomeriggio ha fatto scoppiare non poche polemiche nella cittadina di pace che ora è sul piede di guerra. La protesta è partita dal social network Facebook ,dove un utente, ha postato la foto dove in calce si evincono i cartelli con inciso “Vendesi ma solo a cinesi”. Cinque le locandine, attaccate in ogni angolo dove è presente la segnaletica nei pressi dello Chalet Augusto, in via Valle delle Delizie, e in alcuni casi invadendo anche abusivamente i dispositivi di segnaletica stradale. Ma questa è un’altra storia. Pochi secondi per vedere centinaia di cittadini ottavianesi indignarsi. C’è chi incredula ha chiesto spiegazioni “vendesi solo ai cinesi?ma quel cartello è vero”. E di qui una lunga lista di posizioni che dal semplice “è assurdo dove andremo a finire” sino al più forte “o è una provocazione oppure il fine è quello di prendere più soldi perchè tanto si sa oggi chi ha grosse liquidità è la camorra o la comunità cinese” fa aprire un infuocato ed amaro dibattito. Idee diverse, ma tutte convergenti nella stessa direzione. “Non si può mettere in vendita uno stabile di quelle dimensioni e vincolarlo solo ed esclusivamente alla vendita a cinesi – continuano – e la possibilità di investire su una città che sta morendo, di ottavianesi ed imprenditori che vogliono comprarlo e recuperare uno spazio e magari lo stesso offrire opportunità di inserimento lavorativo, i proprietari non l’hanno messo in campo?”. Discriminati ed offesi ma più di tutto perplessi. “A mio avviso credo che qualcosa non quadri, o è una semplice provocazione o solo la necessità di vendere in fretta l’immobile”. Ma se da una parte scatta la protesta cittadina, sul fronte opposto gli imprenditori proprietari dello Chalet Augusto, sembrano riscattarsi con “ci fidiamo solo dei cinesi”. Un dato oggettivo che senza dubbio fa pensare: per salvare l’economia cittadina e per risollevare lo stallo solo il miracolo cinese? Forse si, ma anche no. “Non siamo indignati del fatto che si possa aprire la vendita a cinesi,- commenta qualcun altro - ma del fatto che imprenditori, che sono ben radicati nel territorio e nel suo tessuto sociale, possano invitare all’acquisto di una simile struttura solo la popolazione cinese”. Ma se si riflette sul costo d’asta per acquistare lo Chalet forse la risposta è chiara e veloce: un milione di euro. Questo il costo complessivo per aggiudicarsi uno degli immobili diatriba di oltre 30 anni di una guerra, tralatro, civile tra l’ente comunale e i proprietari. Pomo della discordia il mancato titolo di proprietà che era esclusivamente del comune e non dei privati, poi i ricorsi. Una guerra giudiziaria che stando all’invito alla vendita dovrebbe essere finalmente conclusa. Ma la provocazione resta e anche l’interrogativo: ci saranno cinesi in giro pronti a comprare?

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