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Torre Annunziata. E’ la Pasquetta dei "femminielli" a risvegliare il rispetto e l’uguaglianza

martedì 10 aprile 2012, di Giovanna Salvati


Torre Annunziata. E’ stata la Pasquetta della rinascita nel Rione dei Carceri, quella che grazie ai “femminielli” ha risvegliato la vitalità e la voglia di riscatto di un popolo che è stanco di essere abbandonato. L’allegria dei ritmi latini e delle tammorre napoeltane, il gusto delle tipiche fave e fiumi di buon vino rosso locale. E poi le bancarelle con il tradizionale “per e muss”. Negli angoli botteghe del pesce pronte per l’impepata di cozze, carciofi ardere sulla brace e tutto intorno il degrado del rione storico misto alla storia di quello che resta di strutture centenarie. E’ questa l’atmosfera che si respira entrando nel rione e l’accoglienza è di tutto rispetto. C’è Ciretta , mentre si lascia avvolgere dal suo scialle rosso, racconta la storia del femminiello “è la tradizione di un popolo che anche se non lo ammette è meza femmina” mentre illustra l’importanza del femminiello percorre le strade del quartiere cuore della città, e in tanti la salutano, le mandano baci e soprattutto le regalano sorrisi. Nessun imbarazzo nei suoi atteggiamenti, lei è come gli altri, anzi forse meglio, perché non riesce ad indossare maschere e nelle sue parole c’è verità e semplicità. Parte da Partenope arrivata a Torre Annunziata e dall’amore per un popolo e per la cultura “il femminiello non ha preconcetti, è storia è vita di un popolo attraverso un percorso che oggi stiamo cercando di riportare alla luce”. Si scherza con lei sulla posizione del femminiello nella nuova società “si parla di gay ma il femminiello è storia, prima che fosse importato dall’America la parola gay”. Per Ciretta e le sue amiche la diversità non è essere femminiello “fare finta di niente è sbagliato, bisogna vivere quel che siamo e quel che sentiamo”. Ad applaudire lo show di Ciretta c’è Luigi Di Cristo, Coordinatore dell’Associazione Femmenelle Partenopee “abbiamo scelto di inaugurare qui la prima edizione della Pasquetta del Femminiello nel rione Carceri perché è da Torre Annunziata che devono nascere messaggi positivi e allegri, l’accoglienza è speciale, sensibile e soprattutto coinvolgente. Noi crediamo in questa terra e l’affluenza di persone lo dimostra”. A raggiungere Ciretta e Luigi, ci sono centinaia di bambini, e special guest dell’evento la Sabrina che avvolta dai suoi mille veli rosa si concede ad una passerella tra i tanti che applaudono entusiasmati. I ritmi si fanno più forti a sera inoltrata quando il rione diventa un palcoscenico naturale di inciuci. I racconti dei componenti della tombolata dei femminielli descrivono la Napoli senza tabù, quella senza paura di dire e di fare. E non manca quel pizzico di autoironia che Ciretta non esita nel concedere come formula anticrisi al difficile momento che anche Torre Annunziata sta vivendo “fregarsene di tutto e di tutti, viversi i momenti belli ed essere più reattivi a condizioni di forte disagio ed abbandono”. Ognuno è artefice del proprio futuro e la formula femminella che è in ognuno di noi potrebbe in qualche modo aiutare a regalare una visione più semplice, coinvolgente e chissà risolutiva mettendo cosi alla gogna il vittimismo dilagante. (Metropolis 10/04/2012)

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