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Somma Vesuviana. Porte aperte dei beni culturali in occasionell’American’s Cup

martedì 10 aprile 2012, di La redazione


In occasione della kermesse America’s Cup che da domani partirà inizierà nella città partenopea il Comune di Somma Vesuviana ha organizzato un fitto calendario nel quale i tanti turisti che sbarcheranno a Napoli, avranno a disposizione anche l’opportunità di visitare la Città D’Arte di Somma Vesuviana, raggiungibile anche con la Circumvesuviana. Somma Vesuviana, per l’occasione, apre infatti le porte a quanti vogliono visitare l’imponente patrimonio storico, artistico ed archeologico che vanta da secoli. Tutti i bbeni culturali di Somma saranno paerti al pubblico dal 15 aprile dalle ore 10 alle 12 di mattina e dalle ore 16 alle 18 di pomeriggio. Inoltre per il giovedi 12 aprile alle ore 13 il sopraintendente Stefano Gizzi visiterà il Castello D’Alagno ed incontrerà la stampa.

Di seguito qualche cenno storico su quanto i turisti potranno visitare venendo a Somma Vesuviana.

VILLA AUGUSTEA .- Datata tra il primo ed il quinto secolo d.C., la Villa, molto probabilmente, fu l’ultima residenza dell’imperatore romano Augusto per poi divenirne tempio alla memoria. Si pensa che la maestosa struttura romana, come del resto tutta Somma, sia stata seppellita dai lahar provenienti dal Vesuvio durante l’eruzione del 79 d.C. I primi tentativi di riportarla alla luce, condotti dal 1932 al 1936, rivelarono importanti elementi architettonici, ma a causa dell’imminente guerra, furono interrotti, ed il tutto reinterrato. Solo oggi possiamo riammirare, anche se in parte, quello che resta dell’importante monumento.

CHIESA SOTTERRANEA COMPLESSO MONUMENTALE SANTA MARIA DEL POZZO - La chiesa del XIV secolo, fu voluta dal re di Napoli Roberto d’Angiò per ricordare il matrimonio della nipote Giovanna, sua erede e futura regina, con Andrea d’Ungheria, figlio del re Caroberto, dedicandola a “Nostra Donna”, epiteto francese della “Madre di Dio”. Alcuni affreschi bizantineggianti dell’abside, datati XI secolo, dimostrano che l’edificio angioino sia stato adattato a qualcosa di preesistente, forse un antico tempio pagano dedicato a Giove Summano.

CHIOSTRO COMPLESSO MONUMENTALE SANTA MARIA DEL POZZO - Il chiostro rinascimentale, con ambulacro coperto e pozzo centrale, è l’ambiente più ibrido del cenobio, con i suoi diversi ordini architettonici. I Maldestri interventi edili, si resero necessari dopo l’eruzione del Vesuvio del 1737, alquanto rovinosa, per l’accresciuto prestigio del convento e per adeguarlo ai nuovi stili in voga a quel tempo.

CHIESA SUPERIORE COMPLESSO MONUMENTALE SANTA MARIA DEL POZZO – La regale fondazione del convento di Santa Maria del Pozzo risale al 1510, quando la regina Giovanna I d’Aragona, III di Napoli, rivolgendosi all’allora Vescovo di Nola Giovan Francesco Bruno acquistò, permutando altri beni, un vasto appezzamento di terreno in Somma Vesuviana con annessa una piccola chiesa sotterranea dedicata alla Madonna del Pozzo. La chiesa del convento fu consacrata il 13 marzo del 1575 dall’allora Priore francescano e Vescovo di Lettere Francesco Aurelio Griano, alla Vergine Annunziata dall’Arcangelo Gabriele, come scolpito sulla lastra marmorea posta all’ingresso.

CASTELLO D’ALAGNO – Lucrezia D’Alagno, proprietaria dell’intero territorio sommese dal 1456 per donazione dell’amato re Alfonso I d’Aragona, avviò la costruzione del nuovo castello in sostituzione di uno più antico e più a monte, proprio a ridosso del borgo medievale del Casamale. Alla fine del secolo XVIII, il castello ha subito un restauro radicale acquisendo i caratteri neoclassici di una villa settecentesca, con l’aggiunta di un piano sottotetto ed il rifacimento dell’intera intonacatura.
BORGO MEDIEVALE, CASAMALE – Il borgo antico si estende sulla dorsale del Monte Somma, tra i 180 ed i 220 metri s.l.m. e deve il proprio nome alla nobile famiglia dei Causamala, che compare in un atto di locazione del 1011. Proteggono il borgo le cosiddette mura aragonesi, perché, pur già esistenti, furono rinforzare nel 1467 dal re Ferrante d’Aragona. La cinta, edificata, quasi ininterrottamente, per circa 1300 metri, rappresenta una vera e propria fortezza inespugnabile, tale da conferire al borgo il ragionevole appellativo di “Terra Murata”.

CHIESA COLLEGIATA – Il cuore del Casamale è rappresentato da un edificio ecclesiastico, il convento dei Padri Emeritani di Sant’Agostino, sorto tra il XII ed il XIII secolo nella parte alta del quartiere Casamale, con la cappella titolata prima a San Giacomo e poi, dopo la costruzione della più grande chiesa, a Santa Maria della Sanità o Santa Maria della Neve. Sul finire del cinquecento l’Università di Somma, intesa come comunità, con una conclusione del Parlamento Cittadino, chiese a Papa Clemente VIII il privilegio di erigere una chiesa Collegiata nel quartiere murato.Il Pontefice accolse la supplica, ed il 21 ottobre 1599 spedì la Bolla concessiva al Vescovo di Nola “perché abolisse la chiesa dei PP. Emeritani di S. Agostino e la erigesse in chiesa di Secolare Capitolo Collegiale, sotto il titolo di S. Maria Maggiore”.

MASSERIA RESINA - Il complesso, appartenuto ai nobili Carafa di Napoli nel XVIII secolo, si presenta intatto nella sua originaria struttura quadrangolare con corte interna attrezzata, tipica costruzione delle case coloniche del territorio vesuviano. Negli antichi cellai è ancora egregiamente custodito la cosiddetta “cercola”, uno dei più grandi torchi campani realizzato con un tronco intero di quercia.
MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA – Il Museo, ospitato presso il Complesso Monumentale Santa Maria del Pozzo, è dedicato, dal fondatore, “alla memoria di tutte quelle persone che hanno sgobbato tanto nella vita e che da questa società hanno avuto poco o niente”. La privata collezione, costituita da oltre 300 pezzi ben conservati, evoca tempi lontani, paesaggi inviolati, sentimenti puri e valori veri.
MUSEO ETNOSTORICO DELLE GENTI CAMPANE - Il Museo, presso il Santuario di Santa Maria a Castello che si erge sulle mura dell’antica rocca normanna, “presenta forme culturali che si rivelano fortemente localistiche, ad esempio i rituali religiosi, devozionali, popolari campani, e contemporaneamente elementi che ci portano alla conoscenza di altre culture e altre storie”.

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