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Ottaviano. Il parroco vende l’oro della chiesetta e nel rione esplode la rivolta. Pace fatta solo dopo l’omelia

venerdì 13 aprile 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano.E’ crisi: sacerdote vende l’oro della Chiesa per raccogliere fondi per la ristrutturazione, rivolta tra i fedeli. Una vicenda assai curiosa quella andata in scena nella Cappella dell’ Addolorata del rione Cimitile, zona di confine tra Ottaviano e Piazzolla di Nola dove un’ intera comunità di fedeli si e’ scagliata nei giorni scorsi contro il sacerdote. Pomo della discordia la vendita dei cimeli e gioielli religiosi presenti nella storica cappella che, il parroco don Salvatore Luminelli, avrebbe deciso di vendere per poi destinare il ricavato ai lavori di ristrutturazione della stessa cappella. Un gesto nobile se non fosse per le reazioni che il gesto ha generato aprendo così una vera e propria rivolta finita a suon di manifesti pubblici. La storia prende il via circa dieci giorni fa quando don Salvatore decide di "riciclare" i gioielli custoditi nella parrocchia, frutto dei voti dei fedeli. Collane, placche di oro, pietre e oro, targhe e vecchie cornici ognuno con un significato per grazia ricevuta e pertanto donata dalle famiglie cittadine alla Madonna Addolorata. Ma quei cimeli sono li da troppo tempo e nessuno ne ha memoria. Nel frattempo avanza l’esigenza di effettuare alcuni lavori di restayling nella vecchia cappella. Ma anche per la chiesa e’ tempo di crisi e così ecco la " brillante" idea di don Salvatore. " Perché non vedere, o meglio riciclare, ciò che non serve piu’? Detto fatto. Il parroco senza esitare raccoglie l’oro e via alla vendita. Ma il sacerdote non va al semplice banco del "Compro oro" ma decide di fondere l’intero oro in un unico blocco da poi vendere. Nel frattempo la notizia fa il giro del piccolo rione, ed esplodono le reazioni. C’è chi si schiera dalla parte di don Salvatore " quell’oro non serviva a niente, non era esposto, ne venerato tanto vale averlo utilizzato per un buon fine". Sul fronte opposto c’e chi invece grida al sacrilegio " erano voti di fedeli per delle grazie, e per giunta non siamo nemmeno stati interpellati, e lui non ne aveva nessun diritto". Un rione spaccato sino a manifestare il proprio dissenso attraverso un pubblico manifesto, riecheggiante al "lutto della comunita’ dei fedeli". Il povero don Salvatore, vistosi così accusato non ha potuto che salire sul pulpito e predicare. Attraverso una lettera durante l’omelia l’uomo ha cosi spiegato l’estremo gesto "Non ho venduto tutto, ma solo quello ormai deteriorato, e poi ne erano a conoscenza alcuni membri della congrega" . Risultato? Dopo nemmeno 48 ore la pace e’ stata fatta: don Salvatore per farsi perdonare ha comprato una collana d’oro che ha dato in dono alla statua della Madonna Addolorata nella Chiesa e i fedeli dal canto loro hanno pubblicato un manifesto di scuse pubbliche a don Salvatore. Il tutto in attesa di vedere il recupero della cappella, quando? Dipende dal ricavato della vendita ovvio. (Metropolis 13 Aprile 2012)

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