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Somma Vesuviana, aprire le porte della politica alle donne: "Se non ora quando?"

domenica 15 aprile 2012


Somma Vesuviana. “Auguri a te donna/ Preziosa ed essenziale/Delicata ma forte/ Ogni giorno è una fortuna averti accanto/”. A scriverlo, sui mazzettini di mimose inviati ai plessi scolastici cittadini lo scorso 8 marzo, Raffaele Allocca, sindaco di Somma Vesuviana. Lo stesso premier cittadino che, dopo l’uscita di scena di Chiara Di Mauro e Anna Cuomo, non ha previsto nella sua giunta alcuna donna. Lo stesso che, nel dicembre dello scorso anno, aveva promesso di adeguare il suo esecutivo “ai rilievi fatti dai consiglieri di minoranza”, salvo poi ritrovarsi con la sola Alessandra De Siervo nella sua amministrazione (ad esclusione dei dirigenti comunali ovviamente). Il dibattito, sul ruolo delle donne e sulla loro responsabilizzazione politica è più che aperto anche se l’onta del “Se non ora quando?” non sembra aver avuto alcun effetto nella cittadina sommese. Le teorie ed i pensieri emersi dall’incontro organizzato da Polis, ed al quale hanno partecipato i consiglieri Nello Tuorto (Polis) Arturo Rianna (AR), Luigi Aliperta (Udc), Umberto Maione (Pd) più Paolo D’Avino, rappresentante dei Popolari per il Buongoverno, ha fatto emergere, come spesso capita, una unità d’intenti davvero notevole. Per i fatti invece ci si aspetta la controprova. In sintesi tutti sono convinti che lo strumento legislativo non serva per garantire le “pari opportunità” in politica (ma immaginiamo se non avessimo votato con il nuovo sistema elettorale i consiglieri Regionali. Quello che prevedeva la possibilità di una doppia preferenza maschio/femmina all’interno dello stesso partito. Quante donne avrebbero occupato gli scranni di Palazzo Santa Lucia?). Tutti sono convinti che serva meritocrazia per selezione le classi dirigenti femminili (ma questo si immagina che varrebbe anche per i giovani). Tutti si dicono pronti a candidare donne. Nessuno però si è soffermato sul fatto che, in quattro anni di gestione politica sommese (e qui ci si riferisce a tutta la classe dirigente cittadina, con ovvie colpe più nette degli assessori alle pari opportunità), non un solo evento, che sia uno, ha avuto come tema centrale la “Donna” o il suo mondo. Tranne naturalmente qualche concorsuccio di bellezza (ci si può privare della nostra miss quotidiana) o i mazzetti di mimose dell’8 marzo (che a onor di cronaca a molte signore sono piaciuti). Ma per una volta il dibattito è uscito dal luogo in cui è nato (la conferenza stampa) ed è approdato anche nelle stanze dei partiti. “Cosa pensano i partiti di maggioranza dell’assenza di donne nella giunta Allocca?” ha chiesto Giuseppe Di Palma, responsabile del movimento politico Polis. Due su tutti, il Pdl ed Allenza per Somma, hanno risposto. Per il Popolo della Libertà l’ha fatto Paola Raia, consigliere regionale e commissario cittadino donna di un partito tutto al maschile. “Sono amareggiata dal fatto che debba intervenire la giurisprudenza in casi simili. In genere dovrebbe essere il buonsenso di chi governa a garantire spazio alle donne. In questo caso prendo atto della manchevolezza di chi amministra l’Ente comunale sommese il quale ha lasciato fuori dalla giunta le donne”. Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Fornaro, segretario del movimento Alleanza per Somma, l’unico ad avere in casa una donna, l’ex presidente del consiglio cittadino Alessandra De Siervo, tra gli scranni di Palazzo Torino. “Noi siamo fortunati ad avere nel gruppo Alessandra, anche perché quotidianamente lei riesce a carpire cose che a noi uomini sfuggono. Il mio augurio è che la situazione cambi e si possa aprire l’esecutivo anche alle donne di questa città”. Il tutto nell’attesa di vedere se e quanto siano maturi i tempi per candidare come sindaco una donna. Perché, come recita il movimento femminista nato in antitesi ai culi ed alle cosce di arcoriana memoria, “Se non ora quando?”.

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