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Ottaviano. Sacerdote vende i gioielli della chiesa: l’insurrezione dei fedeli "vogliamo indietro l’oro"

martedì 17 aprile 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Continua e non accenna a fermarsi l’insurrezione cittadina contro don Salvatore Luminelli e la consorella che nei giorni scorsi, hanno venduto l’oro nella Cappella dell’ Addolorata del rione Cimitile, provento delle offerte dei fedeli che ora rivendicano il gesto dei religiosi. La polemica era insorta perché il sacerdote non aveva per nulla chiesto il parere ai suoi fedeli che senza mezze misure si erano scagliati contro il parroco. Un manifesto a lutto e tanto di addobbi nella stessa Cappella per protestare l’assurdo gesto. Poi un manifesto apparso di scuse, ma per il quale in tanti, il giorno dopo prendono le distanze. Ed infine la consegna di pietre e cimeli che il sacerdote non è riuscito a vendere, provocando cosi nuovamente l’insurrezione cittadina che ora non ci sta e promette di denunciare il tutto. “Quello che è accaduto è uno scandalo – tuonano un gruppo di fedeli – don Salvatore non poteva vendere quell’oro che apparteneva a noi cittadini, doveva chiedere il parere a tutte le famiglie che avevano effettuato le donazioni. Lo ha fatto peccando e questo non glielo perdoneremo. Rivogliamo l’oro indietro e chiediamo chiarezza sull’intera vicenda viceversa denunceremo tutto”. La chiarezza e la trasparenza che per chi indossa l’abito religioso dovrebbero essere d’obbligo eppure i fedeli hanno troppi interrogativi primo fra tutti il perché vendere oro della Cappella, tralaltro custodito privatamente e senza permesso da un famiglia del posto, per poi destinare i fondi alla realizzazione di un’altra chiesa “oltre il gesto di vendere oro senza chiedere il permesso vogliamo capire perché deve utilizzare i fondi ricavati per continuare i lavori in una chiesa nuova. La nostra Cappella ha esigenza altrettanto di essere recuperata e sarebbe stato più logico e invece non solo don Salvatore e la suora decidono autonomamente di vendere il nostro oro per poi provocarci ridonandoci quello che non sono riusciti a vendere, stanno offendendo la Madonna non solo noi. Questo non lo accettiamo”. “Ha venduto oltre 750 grammi di oro, perché abbiamo fatto un censimento tra le famiglie e non può venirci a dire che ha venduto solo 301 grammi di oro ricavandone 7mila euro – incalza con rabbia una fedele – ci ha fatto restituire le pietre ma non poteva portarci scontrini o altro? Non solo ci ha mancato di rispetto ma continua a sbagliare”. Secondo i fedeli infatti il sacerdote non avrebbe aggiornato nemmeno i cittadini sullo stato della vendita continuando a sbagliare. Comportamenti opinabili e senza dubbio pieni di ombra, ma perché? “Sapete cosa ci ha detto dopo aver venduto l’oro, che ribadiamo rivogliamo indietro – continua un’altra residente del rione – che tutto quell’oro non valeva a nulla e che in cambio di quello ci ha donato una collana che in peso e misura vale il triplo: una donatagli dal padre il giorno della prima comunione. Passi per l’affetto ma per noi è solo un prenderci in giro per l’ennesima volta”. Ed è cosi che i parrocchiani non accennano a fermarsi “chiediamo l’intervento del Vescovo, denunceremo tutto ai carabinieri perché non può appropriarsi di oro donato per voti alla Madonna, è un sacrilegio e tutto da chi profeta i principi di nostro Signore, è assurdo”.

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