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No alle barriere architettoniche a Sant’Anastasia

lunedì 14 gennaio 2008, di Mina Spadaro


SANT’ANASTASIA. La rappresentanza anastasiana dell’UIC (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) invita le istituzioni comunali ad abbattere le barriere architettoniche al fine di rendere le strade del paese fruibili da tutti, soprattutto da persone diversamente abili. Per questi ultimi, gesti molto semplici come attraversare o semplicemente percorrere un tratto di marciapiede, possono diventare imprese impossibili se lungo il percorso si incontrano ostacoli quali ad esempio le auto parcheggiate sugli stessi marciapiedi o sulle strisce pedonali, indice di indisciplina dei cittadini e di scarso controllo da parte degli ufficiali competenti. Tali ostacoli, inoltre, possono procurare grandi problemi no solo ad un non vedente o a un disabile sulla sedia a rotelle, ma anche a cittadini con ridotta mobilità o a mamme col passeggino. Dagli anni ’60 ad oggi si sono emanati più di 45 provvedimenti legislativi a tutela dei diversamente abili. La legge n. 118 del 30 marzo 1971 ha previsto l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, nonché l’accessibilità agli invalidi non deambulanti ai mezzi pubblici di trasporto e ai luoghi pubblici. Nel 1996 con un decreto emanato dal Presidente della Repubblica (D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503) sono state fissate dettagliate prescrizioni tecniche riguardanti le strutture esterne, le caratteristiche strutturali interne degli edifici pubblici, e i servizi speciali di pubblica utilità (autobus, treni, metropolitane, marciapiedi,ecc.). L’osservanza di tale normativa, a mente della legge quadro
sull’Handicap n. 104 del 5 febbraio 1992, è demandata all’Ufficio Tecnico del Comune. “Disporre strisce pedonali in alcune aree cittadine, dove sono completamente consumate o inesistenti; vietare la sosta selvaggia sui marciapiedi; attuare il controllo delle soste per i disabili; eliminare i paletti non regolamentari; impedire l’invasione arbitraria dei marciapiedi da parte delle attività commerciali”: questo è quanto l’UIC di Sant’Anastasia, con una lettera indirizzata al Comune nella persona del sindaco, del vicesindaco, dell’assessore alle politiche sociali, dell’assessore alla viabilità, del comandante della polizia urbana, del responsabile dell’ufficio tecnico settore urbanistica, del presidente del consiglio comunale, della consulta comunale dei diversamente abili e del difensore civico, chiede sia fatto per migliorare la vita di persone che sarebbero altrimenti destinate a restare in casa non avendo la possibilità di uscire senza prepararsi ad un percorso ad ostacoli. Le richieste inoltrate, infine, non gravano economicamente sulle spese dell’amministrazione, ma richiedono buona volontà e senso civico.

Messaggi

  • Due anni fa arrivarono degli stanziamenti per abbattere le barriere archietettoniche in diverse zone di Sant’Anastasia, l’ho so per certo perchè mi fu chiesto dal comune di aiutarlo ad individuare le zone più disagiate. Vorrei tanto sapere da parte dell’ufficio tecnico e da chi era preposto a seguire il finanziamento quei soldi che fine fecero visto che Sant’Anastasia è rimasta la stessa e la mia collaborazione non fu più richiesta.
    Smettiamola con i discorsetti moralizzatori, pensiamo al concreto.
    Apriamo gli occhi.

    • due anni fa,l’UIC non esisteva a sant’Anastasia, e non sono a conoscenza se richieste simili da associazioni disabili sono state mai fatte all’epoca ma credo di no.
      Mi sorge pero’ la curiosita’ di chiederti come sei venuto a conoscenza dei finanziamenti che dici e a che titolo ti hanno chiesto collaborazione.
      Visto che ci sei, una domanda: sai perche’non se ne e’ fatto piu’ niente e se non lo sai,i motivi per cui non te ne sei informato....
      Sputare sentenze sul moralismo e’ molto facile delle concretezze invece attendo risposta

    • Allora, innanzitutto il mio invito sul moralismo non era un attacco all’associazione - non so neanche se tu parli a nome loro o solo a titolo personale - del quale apprezzo tantissimo il lavoro e l’utilità dell’essersi fondata. Il mio invito al "basta moralismi" significa che qui con le buone parole, con i buoni propositi atti a suscitare senso civico nella gente e efficacia da parte dell’istituzione, non si va più da nessuna parte; qui sono tutti sordi rispetto ai problemi dell’handicap. E’ venuto il momento di agire, di denunciare le inefficienze, la gente che se ne sbatte dei divieti. Di comunicare a chiare lettere quello che non funziona. E permettimi: il fatto che l’associazione due anni fa non esistesse, non toglie nulla al vero soggetto della discussione: quei soldi c’erano e non sono stati utilizzati.
      Se poi ti va di approfondire il discorso - qui su questo forum troppo spesso si rischia di essere fraintesi - possiamo scambiarci le mail per confrontarci e conoscerci. Così potrò spiegarti pure perchè non sono stato più chiamato(anche se fondamentalmente è il problema minore, l’importante era abbattere le barriere, con o senza la mia consulenza).

      Con rispetto.

    • Io parlo da cittadina acquisita non piu’ di 15 anni fa.
      E mi dispiace dirlo, contro il vantaggio di una cittadina meno caotica del centro di Napoli (all’epoca era veramente poco caotica)c’era pero’ l’enorme svantaggio della mancanza di cultura sociale dell’integrazione dei disabili.
      Non e’ sufficiente tante volte voler fare quando il problema e’non sapere cosa fare prima ancora di non sapere come.
      Tanto mi sembra per quanto vedo non fare nelle strade,nelle scuole, negli accessi agli Enti pubblici e Servizi.
      In bocca al lupo per chi non si arrende

    • Gentile Gianluca quanto affermi "quei soldi c’erano e non sono stati utilizzati" è di una gravità inaudita e dimostra tutta l’inettitudine degli Amministratori che sempre ci hanno governato di qualsiasi colore o appertenenza siano stati o siano.

      L’abbattimento delle barriere architettoniche è segno di civiltà ed Amore verso chi soffre ed è, per qualche modo, diverso da noi.

      Per essi abbiamo il dovere morale di batterci! Se del caso anche occupando le stanze di palazzo Siano per portare all’attenzione di tutti questo grave problema.

      ing. Mario Merone

    • Domani, alle ore 17.00, in consiglio comunale, si discute lo sfratto del centro Liguori a favore di alcune classi scolastiche. Per quanti non lo sapessero, il centro Liguori si occupa a tempo pieno dei portatori di handicap e del loro socializzare. Alla faccia delle politiche sociali e di tutto quello che stiamo scrivendo in questo forum. Evito ogni ulteriore commento sull’attuale governo cittadino per non sfociare nelle solite polemicucce.

    • Ciao Gianluca del boschetto. Concordo pienamente con il Tuo pensiero e, come Cittadino anastasiano, mi sento offeso non solo perché i nostri Amministratori hanno pensato di avanzare simili richieste ma anche perché hanno proposto o proporranno soluzioni che, a mio parere, ritengo indecenti sopratutto e soltanto perché rivolte contro i nostri cari Amici con handicap.
      Mi auguro, domani sera, di assistere ad una vera battaglia verbale in seno al Consiglio Comunale e tra tutti i Componenti Consiglieri e che al termini i Nostri Amici siano lasciati tranquilli nella sede che oggi occupano.
      Mi auguro anche che la nostra Assessore alle Politiche sociali, e non soltanto Lei, spieghi al Consiglio tutto la necessità delle avances di simili proposte così che anche noi Cittadini spettatori alla fine potremo trarre le nostre debite conclusioni che potremo far valere alla prossima tornata amministrativa.
      ing. Mario Merone

    • Scusate,dall’articolo che e’ comparso e dal quale sfocia questa discussione, mi e’ sembrato corretto informarmi sull’Unione dei ciechi, che pare sia ubicata proprio in questo centro.Non poco direi se parliamo di un ente di tutela di stima nazionale. L’anno scorso in questo centro mi ci sono recata per accompagnarvi una persona per un disagio personale, li ho visto:
      Associazioni casalinghe nel pieno di una festa, servizi per le donne disagiate con tanto di organizzazione ed uffici, non mi e’ sembrato un centro per disabili,ne’ ho visto qualcosa che lo facesse capire se non qualche ragazzo disabile seduto sulle scale dell’androne.
      Se questa e’ la concretezza del centro liguori, ho qualche dubbio sul valore del centro stesso.
      L’Amministrazione attuale da certamente continui segni di atavismo sociale nei confronti dei disabili, lo stesso articolo denuncia questa realta’ ma la situazione che ho visto io,cioe’ un centro disabili con affluenza di uffici per le donne,aggregazione per le casalinghe, appartiene alla scorsa Amministrazione,cosi’ mi sorge spontanea la domanda: che i disabili come al solito, piu’ che un valore umano, siano sempre strumentalizzati ad uso e consumo delle convenienze politiche?

      ditemi che sbaglio , vi prego...

    • Scusami Criptak, non vorrei fraintenderti, me secondo te i disabili dovrebbero essere relegati in luoghi isolati e nescosti da tutti? Messi in quarantena? E’ l’integrazione? Questa bella parola di cui tutti parlano ma nessuno più applica concretamente dove la mettiamo?
      A mio parere non c’era niente di male che il centro fosse a contatto anche con altre realtà, anzi, ben venga, magri la gente si abituava alla diversità e ne riusciva a carpirne anche effettivamente le esigenze. Poi, sulla questione che se si potesse strutturare organizzativamente meglio, possiamo tranquillamente discutere, ma sicuramente meglio prima che c’era, che adesso che sta per chiudere.

    • Il Consigliere Gifuni di AN che spesso o sempre nel nome della umana comprensione porta a S.Anastasia anche padre Rastelli, perché non interviene su questo problema dando anche il suo voto contrario alla richiesta portata all’ordine del giorno di domani?
      Vigile attento

    • ciao a tutti,
      rispondo a gianluca del parco boschetto :
      si ,credo ci siamo fraintesi, in realta’ mi rifacevo all’affermazione che riguardava il centro liguori, che affermi centro dove a tempo pieno ci si occupa dei disabili. Ripeto che per quanto ho visto a me non sembra nemmeno un centro diurno per disabili e da quanto ne so i disabili vi afferiscono per buona volonta’ di associazioni di volontariato locali.

      In questo discorso esulo l’associazione dei ciechi che di fatto e’ un Istituzione nazionale con quasi un secolo di storia e che in qualita’ di ente moraledi tutela spero voglia farsi sentire dall’alto (non mancano loro i mezzi)in merito allo sfratto in arrivo.

      Il punto pero’ non e’ questo, ma cio’ che mi preme e’ far presente che quando di fatto una Struttura vuole essere un punto di riferimento per i disabili, come tale deve essere anche curato e potenziato da risorse e tanto non mi e’ sembrato vedere, di contro ho visto un piano superiore (fatiscente nella struttura) ma con spazi definiti e per nulla condivisi e per attivita’ ben definite.
      SE posso essere d’accordo sul fatto che piu’ realta’ possano essere un vantaggio per l’integrazione, e’ anche una realta’ che cio’ non e’ possibile realizzare se gli spazi sono recintati.
      Facciamo spesso l’errore di pensare che piu’ realta’ sono un vantaggio culturale, ma che in pratica accade che poi ognuno relega i suoi interessi in spazi comuni che l’Amministrazione concede.
      Per il caso vissuto,avrei considerato in altro modo la festa in atto (che vidi) delle casalighe se avessi visto parteciparvi i disabili, che in realta’ sedevano sulle scale dell’androne nello spazio a loro concesso.
      La convivenza di piu’ realta’ non e’ questa, altrimenti si riduce ad un affettamento di spazi comuni in piu’ servizi concedibili da progetti finanziati dalla Regione e relegati in uffici che non riesco a considerarli come stimolo di integrazione al diverso se con quest’ ultimo non hanno nemmeno contatti.
      In conclusione, il mio disappunto riguarda la realta’ concreta che ha questo centro liguori e vorrei capire se noi cittadini Anastasiani, oggi stiamo perdendo un centro disabili che esiste veramente oppure stiamo strumentalizzando il nome dei disabili per perdere il circolo del tempo libero delle casalinghe e gli uffici per la tutela delle donne.
      mi scoccia scandalizzarmi (come cosi’ succedera’)pensando che l’amministrazione penalizza i cittadini disabili un una citta’ che di fatto non offre niente di buono per i disabili e dovermi accorgere che invece sto inconsapevolmente penalizzando i bambini della scuola a favore di uffici e di circoli "dopolavoro" che pure sono una risorsa sociale ma che potrebbero essere ubicate in tante altre strutture di proprieta’ del Comune e ugualmente idonee ai servizi che giustificano la loro esistenza.
      Forse, oltre a non perdere il centro liguori per disabili, dovremmo anche insistere perche’ lo si crei veramente.
      Cio’ che vedo ancora lontano anni luce e’ la cultura del "diverso" cultura che leggo dai giornali viene coltivata unicamente potenziando eventi come le manifestazioni popolari, si veda per esempio l’impegno profuso dall’assessore alla cultura per la cura del presepio vivente,dove pare sia stata impegnata l’intera risorsa di bilancio a disposizione, mentre ci si autofinanzia per il concorso letterario e ci si dispera perche’ le scuole non hanno uno straccio di ausilio ne’ un punto di appoggio per la formazione per l’integrazione dei disabili.
      Siamo ancora in un Paese dovel’ammistrazione priorizza la spesa per il bellissimo abito da sera scollato per il ricevimento di natale al cappotto caldo che ripara tutto l’inverno e per quelli seguenti.
      Tutto da rifare...ma basterebbe cominciare a capire davvero di cosa vogliamo discutere senza usare la disabilita’ a convenienza.
      Di questo certo non do colpa a te gianluca.

    • Concordo pienamente con Criptak e chiedo: c’è la soluzione per ospitare i bambini della scuola elementare di ponte di Ferro che non sia il centro Liguori? PROPONETE, NON CRITICATE!!! E’ giunto il momento dei fatti, non delle chiacchiere!
      Ne avete abbastanza oppure no di questa situazione da quarto mondo?
      Non mi rispondete però con l’assurda idea di proporre i doppi turni alle scuole del territorio perchè poi diventiamo quinto mondo (si scende sempre più giù, naturalmente, avete presente i gradini dell’inferno dantesco?): ci si dividerebbe il disagio in due: loro del Ponte di Ferro e gli altri, pur gentili ed ospitali. MEDITIAMO SI’ MA AGIAMO PURE CON BUONSENSO.

    • Criptak, adesso che ci siamo chiariti, condordo pienamente con il tuo discorso.
      Ma c’è un ulteriore elemento di novità, sopraggiunto ieri in tarda serata: la delibera per la chiusura del centro Liguori è passata, grazie all’appoggio di due sensibilissimi consiglieri del centro-sinistra(entrambi del Partito Democratico).
      Eppure, dalle bellissime ed umane parole di tutti i consiglieri di centro sinistra, sopratutto da quelle di Cortese del quale conosco ampiamente la profondissima sensibilità umana e politica rispetto alle problematiche dell’handicap, si evinceva tutt’altra intenzione. Da qui si risalta che non tutti sono uguali e che questo centro sinistra locale è solo un minestrone di soggetti per nulla coordinanti e affini ad un progetto politico(prima che alle stesse loro segreterie).

      P.S.
      Spero, quantomeno, vista l’animosità dei vari consiglieri di centro sinistra rispetto alla questione Liguori, che dalle segreterie di partito vengano adottate misure di allontanamento politico nei confronti dei consiglieri a loro appartenenti, prestati, ieri sera, a questo vergognoso voto che calpesta come al solito la dignità umana ed il diritto ad una vita sociale delle classi più svantaggiate.

  • concordo con quanto scritto da criptik e condivido i suoi dubbi.
    quello che mi sembra importante chiedersi non è se il centro liguori debba esistere o meno ma piuttosto se il centro liguori debba esistere così come è esistito finora.
    che una realtà rivolta al disagio sociale debba esserci non credo ci siano dubbi ma, probabilmente, sulla scorta di un approccio emotivo alla questione, su becere strumentalizzazioni e stereotipi da buon samaritano, non si riesce a centrare il nocciolo della questione - che comunque ha poco a che fare con l’ardito proposito dell’amministrazione - e che riguarda l’efficienza e l’efficacia delle politiche sociali a sant’anastasia.
    il centro liguori deve esserci ma deve esserci anche un serio controllo su quelle relatà - spesso improvvisate - che in nome di una non meglio specificata "anima caritatevole" non fanno altro che creare più danni e che spesso pensano solo a speculare.
    quanti soldi vengono intascati dalle associazioni anastasiane e quali risultati concreti si ottengono? quali sono i servizi operanti sul territorio? quanti utenti accedono ai servizi e in quale percentuale sul totale della potenziale platea? quali bisogni vengono soddisfatti e quali no? qual è il grado di soddisfazione dell’utente finale del servizio? l’utente è visto come soggetto attivo o semplicemente come fruitore passivo dei servizi? come mai stenta a decollare una vera informazione sui servizi, con miriade di progetti di cui nessuno sa niente?
    le domande sono tante e le questioni complicate da affrontare ma, ovviamente, le mie parole non vogliono apparire come attacco gratuito né tanto meno si riferiscono a qualche specifica associazione, però credo che bisogna iniziare ad interrogarsi seriamente sulle politiche sociali ed essere sempre vigili, affinché i soldi stanziati in nome della solidarietà sociale non vengano utilizzati esclusivamente per rimpinzare le tasche dei soliti "finto-caritatevoli" ma piuttosto servano per creare, davvero, quelle condizioni di pari dignità per tutti, di rispetto delle diversità e di rispetto dei DIRITTI delle persone.
    e purtroppo...c’é tanta strada da fare...

    • Condivido le parole di Sales, ma sono dispiaciuto di una sola cosa, che giornalisticamente, nessuno abbia parlato di ciò che è accaduto e che si è approvato nel consiglio comunale di ieri.

    • Rispondo in merito alla discussione in qualita’ di responsabile della rappresentanza provinciale dell’Uniome Italiana ciechi.
      Tanto devo per dissipare dei dubbi e cercare di rendere chiara la posizione del polivalente liguori col nostro insediamento.
      Per chi volesse capire la realta dell’Unione Italiana ciechi puo’ andare sul sito WWW.uiciechi.it e rendersi facilmente conto che La Nostra rappresentanza non ha ragione di esistere grazie allo sfruttamento delle risose dell’ambito 10 ne’ per quelle messe a disposizione dal Comune,
      E’ una diramazione territoriale di servizi estesi ai disabili della vista
      da parte di questo Ente di tutela per 5 Comuni del territorio vesuviano.
      Siamo intervenuti al Polivalente nel periodo che vedeva finirela vecchia Amministrazione e iniziare quella attuale,in una realta’ come descriveva criptak e che oggi era pero’ un po’ diversa.
      Preciso che da allora ad oggi , di tutti i sovvenzionamenti di cui parlate NOI NE SIAMO ASSOLUTAMENTE ESTRANEI E INCONSAPEVOLI.
      LA NOSTRA ASSOCIAZIONE -ONLUS- opera gratuitamente e volontariamente per cinque Comuni vesuviani con una catena di servizi che partono dall’assistenza legale alla formazione per Per Enti e disabili della vista,avvalendosi di professionisti formati all’I.ri.for.r (Ente di formazione riconosciuta dallo Stato per l’integrazione dei disabili visivi http://irifor.uiciechi.it)
      Insomma, una ricchezza inestimabile dal punto di vista culturale e sociale,senza contare il beneficio apportato alle realta’ associative in un discorso di integrazione al diverso nel centro polivalente. Di questo il Comune poteva fregiarsi a costo zero, se non per la concessione di una stanzetta a titolo gratuito.
      Differentemente dalle altre associazioni, non e’ costituita da operatori che si associano per progetti sovvenzionati da chi vi pare, ma e’ un’Associazione di estensione Nazionale gestita e diretta dagli stessi disabili a qualsiasi livello (io stesso sono non vedente assoluto) che opera e presta il Suo Servizio con motivazioni ,forse, leggermente diverse da quelle che possono riguardare operatori dipendenti dall’ambito 10(nulla togliendo al loro valore).

      Io,ero presente al Consiglio Comunale e ho visto perpetuare un errore di fondo da chi ha portato la Nostra voce, errore dovuto ad un difetto di conoscenza della realta’ completa del polivalente,i consiglieri di centrosinistra, nello spiegare le ragioni dei disabili hanno dato troppo risalto al danno che si arrecava ai disabili per la perdita dei locali che avrebbero permessol’accesso ai finanziamenti per i progetti, mentre nessuna parola e’ stata spesa su quanto ho poc’anzi spiegato e che , secondo me, andava sottolineata a conoscenza dell’intero consiglio ed alla cittadinanza che non sapeva che non vi erano solo problemi di concessione di finanziamenti.

      Da cittadino interessato e sensibile ai problemi dei disabili, non mi sarei veramente reso conto della situazione,
      condividendo cosi’, la stanchezza politica del centrodestra che ha intelligentemente approfittato di questo Unico risalto per "dimostrare" di riuscire a mettere fine all’uso improprio della parola disabili e creare al suo posto una soluzione per le scuole, che di fatto sembra essere soluzione per mettere fine ai contenziosi tra dirigenti scolastici, che in mancanza di classi rischiano di perdere il lavoro (su questo si centrava il problema).
      Per finire, al gioco degli scacchi ha vinto il centrodestra.
      Di mio posso dire che l’Amministrazione di Sant’anastasia , non sa, o finge di non sapere quanto c’e’realmente nel polifunzionale Liguori . In pieno accordo con chi parla della cultura della disabilita’ mi convinco sempre di piu’ che sono proprio gli amministratori che hanno bisogno di capirne di piu’ sulle associazioni per formulare sagge strategie utili ai disabili, e infine ,sottoscrivo la metafora dell’abito da sera e del cappotto,concordando nel dire che finche’lasceremo coltivare la cultura dell’apparenza a discapito della sostanza, non potremo che aspettarci piu’ di un presepio a Natale .

      Noi, tranquilli, condividiamo in concreto le esigenze dei disabili, perche’ le viviamo Noi per primi,e le amministrazioni comunali ,ignorando l’associazione UIC non dimostrano soltanto indifferenza verso un progetto di lavoro per i disabili, ma danno un segno forte di indifferenza faccia a faccia con la disabilita’, che invece si propone per il benessere della collettivita’ in piena professionalita’.
      Sono ancora curioso di "vedere" quale soluzione di "pari dignita’del polivalente", cosi’ come ha affermato il Sindaco, ha in serbo per i disabili.

      PS. per meglio conoscermi, vi invito a visitare il sito www.uiciechi.it/osi
      Resta di fatto che sono sempre a disposizione per accogliere ed informare chiunque sulla Nostra realta’
      presso il centro LIGUORI I giorni dispari dalle ore 16.00 alle ore 19.00

    • Mi fa molto piacere vedere che da parte di molti concittadini, anche se non coinvolti né direttamente né indirettamente, il problema disabilità è molto sentito.
      Io sono il genitore di uno di quei ragazzi che criptak ha visto seduti sui gradini d’ingresso del centro Liguori(certo che non fa piacere sapere che il centro era male utilizzato) e nonostante tutte le deficienze e le utilizzazioni improprie ho sempre sostenuto, in attesa di un futuro migliore, che dovevamo stare lì come se si stesse presidiando forte Alamo sicuro che un Santa Anna qualsiasi sarebbe venuto.
      Così è stato.
      Ai disabili non serve nessuna “anima caritatevole” occorre che vi sia per loro, che non hanno autosufficienza, la possibilità, finora negata, di avere intorno personale specializzato che possa garantire loro assistenza così come prevista dalla L.328/2000.
      Questo costa e dalla regione arrivano i fondi, attraverso l’ambito 10, che dovrebbero garantire il diritto ad avere una vita sociale per questi nostri sfortunati ragazzi e non una festicciola, una tantum, che non fa onore a nessuno.
      Comunque il nostro spazio cercheremo di non cederlo nonostante che il Santa Anna del momento ha fatto scontrare artatamente i nostri diritti con quelli di studenti che non so con quale piacere, dalla periferia, devono giornaliermente arrivare nel centro cittadino.

    • pienamente d’accordo con le parole di umberto russo. purtroppo, al di là delle migliorie che sicuramente bisogna apportare alla gestione del sociale nel nostro paese, l’operazione di (s)fascismo operata dalla "illuminata" amministrazione non giova a nessuno e, certamente, non contribuisce a migliorare ma solo a distruggere!

    • Concordo con Umberto,
      ai disabili non serve un anima caritatevole alla luce di diritti sanciti dalla Costituzione.
      Sebbene non dovrebbe essere necessario, trovo utile che le associazioni in campo (quelle buone) organizzino non solo le feste per i disabili al centro liguori.
      ci sono sale consiliari e sale per convegni dove poter formare e informare sui diritti dei disabili, organizzate convegni e seminari, portate la voce dei disabili in forma ufficiale.
      La formazione si fa in tanti modi, non soltanto facendo attivita’ per i disabili ma facendo sapere che le famiglie dei disabili sanno quanto a loro spetta e quanto le Amministrazioni hanno il dovere di realizzare.
      Non e’ necessario aspettare sant’anna quando e’ possibile invece obbligarla moralmente e politicamente a sedere su una sedia ed ascoltare per capire, per guardarsi intorno,per rendersi conto , per decidere tenendo conto delle altrui consapevolezze che hanno il diritto di ottenere tramite Lui il diritto alla vivibilita’.
      In bocca al lupo

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