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Somma Vesuviana, è polemica sull’abbandono del sindaco Allocca delle celebrazioni per il 25 Aprile

mercoledì 25 aprile 2012


Somma Vesuviana. Che il sindaco Raffaele Allocca avesse simpatie verso un autoritarismo casareccio di matrice più monarchica che dittatoriale è fatto alquanto noto. Che durante le manifestazioni per il 25 aprile, festa della Liberazione italiana dal nazifascismo, da quando è in carica s’inventasse qualcosa che facesse parlare di sé pure è abbastanza risaputo. Ma che si levasse la fascia tricolore con irritazione, e facesse ritirare il gonfalone comunale, la banda di musica ufficiale e le forze dell’ordine, dopo il suo discorso sotto il Monumento ai Caduti in piazza Vittorio Emanuele III, in pochi se lo sarebbero aspettato. Motivo del gesto plateale, la richiesta di alcuni cittadini di leggere un proprio documento sul senso della giornata. I fatti si sono svolti alla fine delle celebrazioni. Il primo cittadino stava terminando il suo discorso improntato sulle opere pubbliche cittadine in cantiere, sul patto di stabilità e infine sul ricordo delle vittime "che lottavano dalla parte sbagliata" (ai presenti è sembrato un ammiccamento ai "ragazzi della Repubblica di Salò"), quando alcune persone hanno chiesto a Gabriella Bellini, per l’occasione presentatrice dell’evento, di poter leggere un documento sul 25 Aprile. La giornalista, nel girare la richiesta al sindaco e ad Alessandro Masulli, l’organizzatore della giornata, si è vista sbattere in faccia dal sindaco il niet. "Il protocollo prevede che io chiuda con un mio discorso le celebrazioni. Io - avrebbe affermato iracondo Allocca al direttore de Laprovinciaonline - qui sono come il Presidente della Repubblica. E quindi come lui anche io sono quello che interviene per ultimo". Nelle fasi concitate della disputa è volato anche un "sei una scostumata" nei confronti della stessa Bellini da parte del primo cittadino. Alla fine, il documento letto da Ciro Castaldo (che per l’occasione è stato supportato da Crescenzo De Falco il quale ha inscenato un teatrino parodiando lo stesso primo cittadino il quale per parlare si era fatto tenere il microfono dal suo segretario personale Celeste Allocca) non sembrava avere alcunché di eversivo o di inappropriato alla sacralità del Monumento omaggiato. "La gente - sono state le parole pronunciate dal professore - non aveva fiducia nei partiti proprio come accade adesso, non sapeva distinguere un partito dall’altro e, quindi, non riusciva a scegliere da chi voleva essere governata e alla fine è stata costretta ad accettare una politica nefasta, proprio come adesso, a tutto vantaggio di coloro che, avendo il potere economico, costringono i più deboli a pagare di più. Dobbiamo capire - ha proseguito Castaldo - le differenze tra coloro che vogliono sinceramente il bene comune e quelli che vogliono andare a governare solo per i loro interessi". Il documento ha anche posto l’accento sul fatto che si debba partecipare alla "vita dei partiti, ai loro dibattiti per influenzarne le scelte". Al netto naturalmente di questi teatrini che non fanno bene davvero a nessuno.

Come richiesto da qualche lettore ecco di seguito il testo integrale dell’intervento letto dal professor Ciro Castaldo

Che cosa deve significare per noi la festa del 25 aprile

Essere grati ai giovani soldati che nelle due guerre mondiali hanno dato la loro vita per difendere la nostra casa e il nostro territorio da attacchi stranieri, è sempre una cosa giusta e importante; però non possiamo perdere di vista la finalità della festa del 25 aprile che è la festa per ricordare e commemorare coloro che si sono battuti per combattere il nazi-fascismo, cioè per liberare l’Italia dall’oppressione di una bieca dittatura che ha arrestato quel normale processo di sviluppo socio-economico che si era avviato nel nostro Paese a inizio novecento.
Questa precisazione non vuole essere fatta, nel modo più assoluto, per esaltare il valore o l’importanza di alcuni combattenti (quelli che ci hanno liberato dal nazi-fascismo) rispetto ad altri (quelli che ci hanno liberato dagli stranieri), ma solo per non creare confusione nella mente di quelle persone che, non ricordando bene i fatti, potrebbero non comprendere l’esatto significato di questa festa che è la FESTA della LIBERAZIONE dal fascismo, la festa per ricordare quelli che hanno resistito e hanno combattuto per riacquistare la libertà di pensiero, d’azione e di decisione; perché solo se riusciamo a scegliere e a decidere liberamente possiamo considerarci veramente liberi.
Questo, soprattutto, è molto importante ricordare oggi; perché, adesso come allora, la gente non riesce più a scegliere, e quindi, a essere veramente libera, sia perché non ha più fiducia nei partiti, sia perché si lascia condizionare troppo spesso, si sente costretta a dare il voto a certe persone di cui non è veramente convinta.
Stiamo ricadendo negli stessi errori fatti ai tempi in cui è sorto il fascismo.
La gente non aveva più fiducia nei partiti, proprio come accade oggi, non sapeva distinguere un partito dall’altro e, quindi, non riusciva a scegliere da chi voleva essere governata e alla fine è stata costretta ad accettare una nefasta politica, proprio come oggi, a tutto vantaggio di coloro che, avendo il potere economico, costringono i più deboli a pagare di più.
L’errore, dunque, in cui non dobbiamo ricadere è quello di non riuscire a decidere chi deve essere posto alla giuda del nostro Paese.
Dobbiamo capire le differenze tra coloro che vogliono sinceramente il bene comune e quelli che vogliono andare a governarci solo per i loro interessi.
Dobbiamo essere molto attenti e non disinteressarci alla politica, ma anzi al contrario dobbiamo interessarcene di più proprio perché è difficile capire chi scegliere, perché scegliendo i soggetti sbagliati, o non scegliendoli affatto, significa far aumentare i prezzi dei beni che consumiamo tutti i giorni, far aumentare le imposte, far aumentare la corruzione e l’evasione fiscale, vivere senza un lavoro o da precari e senza un futuro per i nostri figli.
Non possiamo essere degli analfabeti politici, dobbiamo partecipare di più alla vita dei partiti, ai loro dibattiti, dobbiamo stare vicino ai partiti, essere dentro i partiti, influenzare le loro scelte, se vogliamo essere sicuri di non sbagliare e conoscere di più chi ci sta attorno.
Questo, e solo questo, ci vuole ricordare questa festa.

Gli eredi della Resistenza

Messaggi

  • Sindaco ormai ha monopolizzato pure l’aria a Somma! Che ti costava farci parlare? Ma veramente ti credi così’ onnipotente? Mah!

  • Vergognoso e inqualificabile l’atteggiamento ed il comportamento del sindaco arrogante,saccente e borioso.
    Che ancora una volta dimostra di non saper reggere il confronto, di non saper gestire le frustrazioni, e ancora una volta denota un inaccettabile atteggiamento aggressivo rispetto a tutti coloro non fanno parte del suo stuolo di lacchè. Aggressivo nei riguardi di tutti quelli che non sono disposti a "reggergli il microfono", e a tutti quelli osano avere un’ idea che si discosti anche minimamente dalla sua. Io ieri mattina ho visto un sindaco nervoso e infastidito, un sindaco che sembrava avere i sassolini nelle scarpe, un sindaco che non è riuscito nemmeno a gestire civilmente i rapporti con la stampa. Una commemorazione importante trasformata nell’ennesima buffonata messa in scena e magistralmente portata a termine da nostro caro Re Sole. Divertentissima e quanto mai geniale a questo punto la "parodia" messa su da De Falco, almeno lui ha avuto gli attributi per mettere in luce ed in risalto quello che realmente è la scena politica attuale sommese: una farsa basate su situazioni e personaggi mediocri e di poco spessore (sindaco, consiglieri e assessori)che faticano e non poco a risultare credibili e verosimili. Meditiamo sull’accaduto e smettiamola di coprirci di ridicolo.

    • Per quanto la reazione del sindaco possa essere sicuramente da rivedere, non possiamo non ammettere di aver osservato - e ascoltato in diversi punti del discorso letto dal prof. Castaldo - una evidente azione "di parte". Ne è testimonianza la disposizione "a raccolta" di coloro che hanno accompagnato il canto intonato dal prof.

      E se i contenuti di tale intervento potevano essere spunto di ulteriore riflessione sui significati del 25 Aprile e su orizzonti ancora più larghi (cittadini e nazionali), questa azione ha reso a mio avviso il tutto davvero, alla fine, poco credibile.

      In tutto questo, poi, l’esecuzione di Bella Ciao non rientra nel protocollo delle musiche da suonare in eventi ufficiali come questo. Farlo addirittura dal microfono, insomma, mi è sembrato fin troppo "studiato" a tavolino. Non è stato di buon gusto, sinceramente.

      Così come non è stato bello nemmeno vedere il direttore responsabile di questo portale, nella circostanza presentatrice, se così si può definire, unirsi al coro finale dopo lo scambio acceso di vedute con il Sindaco... un pò una caduta di stile, sinceramente, alla luce dell’ufficialità dell’evento.

      Ripeto, il comportamento del Sindaco poteva essere diverso, magari un tantino più disponibile, ma stavolta la ragione - anche per come si è sviluppata e conclusa la cosa - a mio avviso non gli può essere negata.

    • Gentile lettore, come sempre così "coraggioso" da evitare accuratamente di firmarsi. Avevo evitato di scrivere di questo argomento proprio perchè coinvolta in prima persona. Sinceramente ho "presentato" l’evento poichè mi è stato chiesto da una persona corretta e perbene qual è Alessandro Masulli. Non avevamo preparato alcuna scaletta, ma da almeno sei anni il 25 aprile alcuni cittadini sono soliti prendere la parola dopo il sindaco e ricordare la resistenza. In passato lo hanno più volte fatto il professor Salvatore De Stefano e il compianto Pasquale Di Palma. Credevo che sarebbe accaduto anche stavolta, ma speravo che a differenza degli anni scorsi si potesse fare con ancora il sindaco presente. Così quando qualcuno mi si è avvicinato per dirmi che intendeva leggere una lettera e porre dei fiori nel cannone ho chiesto che entrambe le cose fossero autorizzate da Masulli essendo l’organizzatore. In quel momento il sindaco stava tenendo il suo discorso e non era opportuno, questo si, interromperlo. Quando ha finito gli ho spiegato che qualche cittadino voleva la parola, forse temendo che si trattasse di polemiche infruttuose si è risentito, ha detto che non era nel protocollo, che lui in quel momento era il presidente della Repubblica e che nessuno parla dopo il presidente. Gli ho ribadito che la lettera si sarebbe potuta leggere anche senza la sua presenza, considerato che siamo per fortuna in una Repubblica democratica, e a quel punto mi ha detto che sono una "scostumata". Il fatto di aver cantato "Bella ciao", una volta scesa dal palco non mi sembra affatto grave. Anzi, si tratta di un canto partigiano (e non di parte, si badi alla differenza) che mi è stato insegnato a scuola molti anni fa e nel quale mi ritrovo perfettamente pur non avendo partecipato direttamente alle atroci crudeltà della Seconda Guerra Mondiale. Se vuole imputarmi questo per giustificare il gesto irrispettoso del sindaco fa male. Una cosa è cantare una canzone patriottica un’altra e togliersi di dosso con spregio il tricolore e portarsi via il gonfalone del Comune. In quel momento il sindaco aveva ricordato che la Resistenza era storia di tutti gli italiani e dunque avrebbe dovuto dimostrare rispetto e unità e ascoltare i cittadini che aveva qualcosa da dire sul 25 aprile.

    • Egli non ascolta nessuno, non conosce la storia,la democrazia, la libertà di parola e di confronto, è un cafone affamato di solo potere.
      Esimio!!!!!! Sindaco il tempo sta per scadere.
      Lei non potrà più firmare la cambiali in bianco come la scorsa elezione.
      Lei è stato protestato, quindi: inaffidabile.

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