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Somma Vesuviana, AAA leader politici e classe dirigente cercasi

venerdì 27 aprile 2012


Somma Vesuviana. “AAA leader politici e classe dirigente cercasi” potrebbe capeggiare su di un ipotetico cartello da appendere in piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana. Sì perché ad oggi, tranne di fantomatici accordi pre-elettorali, di ataviche antipatie tra competitors e di incontri più o meno segreti tra nuove e vecchie formazioni politiche, di concreto (e di nuovo) nel panorama politico sommese al momento non c’è assolutamente nulla. Ed il nulla si sa, rischia di trasformare una comunità democratica in una a-democratica. Ma andiamo con ordine. Il primissimo evento da prendere in considerazione sono le elezioni amministrative del 5 e 6 maggio prossimo. Quello è il punto di partenza per avere un dato sul quale cominciare a pensare alle prossime alleanze. Anzi, il prossimo turno elettorale, sembra davvero il test più difficile per l’intero sistema politico nazionale dalla fine della cosiddetta Prima Repubblica ad oggi. Di questa breve riflessione non sembra esserne immune il fragilissimo corpo politico sommese. Dato certo: Raffaele Allocca, sindaco in carica, sta costruendosi già il futuro per le prossime amministrative. Dopo lo smacco subito dal Pdl (commissario cittadino Paola Raia ed esclusione dal coordinamento provinciale del Popolo della Libertà) si è subito ripreso. Nessuno scossone all’interno della sua maggioranza (che a parte Esposito e Beneduce si è compattata nel rifiutare gli inviti ad incontrare la stessa Raia) e due degli uomini più vicini a lui (Raffaele Ranieri e l’assessore all’Ambiente Lello Angri, anche se per quest’ultimo mancherebbe ancora l’ufficialità) in Fli. Operazione dal doppio risvolto in una “futuribile”, ma non certa, guerra intestina al Pdl. Da un lato il primo cittadino si garantirebbe il simbolo di un partito da far correre insieme ad una lista civica ed al Pdl, mentre dall’altro, se non dovesse ottenere il simbolo del partito berlusconiano (anche se non è detto che esso non venga soppianto in vista delle prossime politiche da un nuovo soggetto), potrebbe addirittura scegliere di entrare nel formazione finiana. Intorno a lui un’intera classe dirigente di centrodestra che non sembra brillare di certo per autonomia, confronto e dialettica (per esempio: che fine hanno fatto i Di Palma, i Parisi, i D’Avino, quelli di Alleanza per Somma, i Sommese ed i Carotenuto?). Chi però sembra essere messo male è l’altra sponda o meglio, ciò che dovrebbe essere alternativo a questo centrodestra. Del Pd non si hanno tracce, se non nell’azione flebile ed isolata di qualche consigliere comunale. L’Udc idem. Il Movimento 5 Stelle si è sciolto come neve al sole. Polis si sta impelagando nel cercare di costruire alleanze e percorsi comuni con tutto ciò che si muove fuori dall’orbita allocchiana (e granatiana). Paola Raia, subito l’ammutinamento dei consiglieri comunali del Pdl (ad esclusione di Esposito e Beneduce), non sembra, al momento, avere la giusta forza per sferrare la controffensiva né per aprire un dibattito all’interno del suo partito (i discorsi sono rimandati a dopo la metà di maggio). La sinistra tenta di far qualcosina, ma non sembra in salute. Restano i Popolari del Buongoverno, additati dai più come pronti per lasciare la maggioranza Allocca, e capaci, al momento di costruire un gruppo nel quale sarebbero entrati anche Arturo Rianna, e gli ex consiglieri Antonio Granato e Salvatore Rianna (anche se ci si aspetta di comprendere come la pensano degli argomenti riguardanti questa comunità). Con loro dialogherebbe anche Gino Pappalardo. Il tutto mentre sembra perdere quota la candidatura a sindaco sia di Pasquale Piccolo che dei primissimi nomi della prima ora. Insomma, in questo deserto dal quale potrebbe emergere un parodistico “messia” poche settimane prima delle elezoni, l’unico a gongolare è proprio il sindaco Allocca il quale, se riuscirà come nelle previsioni a portare positivamente in consiglio il Bilancio, avrà in mano i cordoni della borsa e la strada spianata verso le prossime amministrative. Al di là dei simboli dei partiti, delle liste civiche e delle lamentele di una classe dirigente immobile, ricurva su se stessa e lontanissima dalle istanze dei cittadini.

P.S. Sarebbe bello che il Bilancio non diventasse una mera questione di alzata di mano in un consiglio comunale al quale partecipano, in genere, solo una decina di spettatori. Sarebbe bello che prima della sua approvazione, visto il momento storico complesso, ci fosse un’accurata discussione tra le forze politiche di questa cittadina. Il 25 Aprile non è solo sinonimo di Resistenza o Liberazione, ma anche di Unione e Ri-Costruzione nel momento peggiore di uno Stato totalitario che di lì a poco sarebbe diventato una Repubblica democratica.

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