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Tentato omicidio a Saviano, si è costituito l’uomo che ha sparato all’insegnante

sabato 28 aprile 2012, di Gabriella Bellini


Lo hanno aspettato sotto casa e poi gli hanno sparato un colpo di fucile alla nuca. E’ in fin di vita all’ospedale “San Giovanni Bosco” di Napoli, Biagio Notaro, 62 anni, un insegnante in pensione che nella vita si stava dedicando ad un piccola attività imprenditoriale gestita con la sua famiglia, è stato raggiunto sotto la sua abitazione in corso Umberto 163 a Saviano intorno alle 14. L’uomo aveva appena finito di pranzare ed era uscito dal suo appartamento quando gli hanno sparato un colpo alle spalle. Lo hanno trovato riverso a terra i parenti che lo hanno poi soccorso e portato in ospedale a Nola. Qui però i medici si sarebbero subito resi conto delle sue gravi condizioni ordinandone il trasferimento al nosocomio napoletano, dove è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Sono stati proprio i medici del “Santa Maria della Pietà” di Nola ad allertare le forze dell’ordine, da ieri impegnati a scoprire chi ha attentato alla vita di Notaro i carabinieri della Compagnia di Nola (diretti dal maggiore Andrea Massari) che per tutto il pomeriggio hanno interrogato familiari e vicini di casa. Proprio un uomo che abita nella stessa strada della vittima, sarebbe già stato fermato come responsabile del tentato omicidio e portato nel carcere di Poggioreale, anche se gli inquirenti al momento non confermano. Si sarebbe trattato, dunque, di liti degenerate nel tempo per motivi di “vicinato e confini di proprietà”. L’aggressore si sarebbe consegnato ai militari già nel pomeriggio, quando i carabinieri avrebbero perquisito la sua abitazione in cerca dell’arma che ha sparato: un fucile da caccia. Avrebbe in casa un armadio con diverse armi, tra queste ne mancava una quella usata per la sparatoria. Notaro da qualche anno si era dedicato alla realizzazione di cesti in vimini, aiutato dai suoi familiari, l’unico neo le liti avvenute nella stretta strada in cui vive. Ieri un colpo di fucile lo ha colpito alla nuca, da una distanza ravvicinata meno di due metri, ed un bossolo sarebbe stato recuperato dagli inquirenti conficcato nella cassetta della posta che si trova accanto al portone d’ingresso.
Una persona perbene il ferito, una persona perbene chi l’avrebbe colpito. Così raccontano in paese, tutti ancora sgomenti per quanto accaduto in corso Umberto nel pomeriggio di ieri.

DA METROPOLIS DEL 27 APRILE

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