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Camorra e voto inquinato ad Acerra, intervista all’ex sindaco Riemma

giovedì 3 maggio 2012, di Domenico Maione


E’ notte. Una moto di grossa cilindrata. Un malintenzionato col casco integrale. Un candidato al consiglio comunale. Uno schiaffo e una minaccia. La paura. Un candidato in meno. La morte della democrazia. La fine della società. Il fallimento dell’uomo. Ad Acerra la camorra è tornata a palesarsi. Lo ha fatto con la violenza, la forza dei deboli d’idea. Nelle ultime settimane, a ridosso delle imminenti elezioni, tendono alla decina gli atti intimidatori – pubblicamente acclarati – alle spese dei candidati in lizza. C’è chi è stato vittima di un raid notturno, chi ha ricevuto una lettera minatoria, chi è stato minacciato con tanto di sfoggio del “ferro”, chi ha visto la porta di casa danneggiata, chi ha rinvenuto un proiettile dinanzi all’uscio della propria abitazione e chi è stato “avvertito” davanti alla figlia affetta da grave handicap. Eppoi le infiltrazioni tra gli stessi candidati: rapinatori, estorsori, pregiudicati per tentato omicidio. Senza contare le quantomeno scomode parentele di taluni altri. I finanziamenti europei, gli appalti, l’inceneritore, i lavori ferroviari, il sempre fiorente campo edilizio, i terreni ad uso agricolo, la Montefibre, le discariche: la camorra vuole mettere le mani su tutto. Sei mesi fa, il pentito Di Fiore ha reso edotta la DDA (direzione distrettuale antimafia) circa i rapporti che intercorrono tra i politici locali e i clan, che vengono informati su ogni business appena profilatosi da funzionari conniventi, cosicché amici-imprenditori possano intervenire dando adito al riciclaggio di denaro sporco. A meno di una settimana dalle prossime elezioni, uno scenario a dir poco agghiacciante. Ne abbiamo parlato con Michelangelo Riemma, ex sindaco di Acerra, che, dissuaso dai suoi familiari, ha rinunciato alla competizione elettorale dietro minaccia di ritorsioni.
Riemma, a fronte dell’intervento della camorra, che hanno senza dubbio viziato le imminenti elezioni comunali, ritiene ci siano i presupposti necessari per andare a votare i prossimi 6 e 7 maggio?

«Effettivamente, oltre alla mia, ci sono state anche altre denunce e so che la questione è all’attenzione del Prefetto. Durante una conferenza stampa che si è tenuta qualche giorno fa, io ho parlato di voto inquinato. Noto che c’è diffidenza, preoccupazione e anche disaffezione nei confronti di questa campagna elettorale da parte di diversi candidati; alcuni, pur essendolo ancora, non svolgono più la propaganda. Questo è un dato inquietante. Si può sicuramente pensare all’esistenza di qualcosa o qualcheduno che voleva o vorrebbe rallentare almeno una parte di una coalizione facendo in modo che non sia incisiva e presente in campagna elettorale. E, forse, ci sta pure riuscendo».

A questo proposito: Domenico De Luca, il candidato sindaco del centrosinistra da lei sponsorizzato, alla luce degli episodi di violenza che per la stragrande maggioranza hanno visto quali vittime esponenti di liste sostenenti la sua designazione a primo cittadino di Acerra, ebbe a dichiarare che “vogliono spostare i consensi verso altre coalizioni”. Come a suggerire che se ci sono i martiri politici, allora ci saranno anche dei beneficiari politici benvoluti dalla malavita organizzata.

«Anzitutto ci tengo a precisare che continuo a sostenere De Luca, sebbene mi sia visto costretto a ritirare la candidatura in suo appoggio. Certamente, se noi ci soffermassimo a fare un’analisi, potremmo constatare come questi atti di violenza, eccetto l’episodio di un proiettile ritrovato sull’uscio di casa di un candidato appartenente alla sfera di centrodestra, almeno per quanto attiene a ciò che è stato chiarito pubblicamente, sono sempre e soltanto avvenuti ai danni della medesima coalizione (quella guidata da De Luca, ndr)».
Di più. Un’altra sequela di “strane coincidenze”, chiamiamole così, concerne alcune delle altre compagini politiche in bagarre elettorale, quasi a costituire – una volta congiunti tutti i pezzi – un allarmante puzzle: dei 5 pregiudicati per reati gravi – tra cui l’estorsione appannaggio dei clan – rilevati dallo screening delle forze dell’ordine, due appartengono a liste che appoggiano l’aspirante sindaco Raffaele Lettieri (Terzo Polo) [i nominativi dei restanti tre rimangono secretati], laddove un altro quotato pretendente alla fascia tricolore, Antonio Crimaldi (centrodestra), sarebbe – secondo gli organismi anticamorra che hanno scandagliato le sue parentele – nipote di quel Crimaldi, già consigliere comunale acerrano, sospettato di legami con le organizzazioni criminali e vittima di una faida nell’ambito della strage del ’92. Vengo al punto: secondo lei, Riemma, da questa palese convergenza di elementi, si ha buon diritto di desumere per quali squadre faccia il tifo la camorra?

«(Ride, ndr) Questa è una bella domanda, una bella riflessione. Io penso che le forze dell’ordine, che mi sento di ringraziare – senza sviolinate di sorta – per l’umanità e l’attenzione con le quali stanno svolgendo un ottimo lavoro, debbano prestare attenzione a questi elementi nelle loro indagini. Ciononostante, come lei sa benissimo, non possiamo responsabilizzare soggetti che non sono stati sentenziati in prima persona come appartenenti al sistema della camorra. Però sono evidenti queste anomale concentrazioni da una parte e dall’altra, che – lo ripeto – non possono bastare a qualificare dei candidati a sindaco, fino a prova contraria estranei a certi contesti, come correlati ad ambienti malavitosi».
Pur tuttavia, hanno “tifosi” alquanto discutibili.

«Sì, diciamo così».

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