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Pomigliano D’Arco, Tecniche di ingegneria naturalistica

Doronzo : “ In Italia deve ancora consolidarsi la cultura della prevenzione dei dissesti idrogeologici ma , come ad esempio in Campania , c’è il diffondersi dell’Ingegneria Naturalistica per la messa in sicurezza del territorio”

mercoledì 9 maggio 2012, di Comunicato Stampa


Dalle opere i ingegneria naturalistica realizzate all’interno del Parco Pubblico di Pomigliano d’Arco, alle briglie borboniche che si trovano sul Somma – Vesuvio , alla colata lavica del 1944 percorrendo i sentieri dell’antica Funicolare , il trenino a cremagliera attivo fino alla Seconda Guerra Mondiale .

Spettacolare la geoescursione promossa da AIPIN Campania a cui hanno partecipato numerosi geologi ma anche appassionati che hanno verificato di persona l’attuale situazione sul fronte mitigazione del rischio idrogeologico in questa porzione di territorio .

“In Italia deve ancora consolidarsi la cultura della prevenzione dei dissesti idrogeologici – ha affermato Giuseppe Doronzo , Presidente dell’AIPIN Campania – e questo lo si può e si deve fare puntando ad una manutenzione programmata del territorio.

Con questa visita tecnica, a cui hanno partecipato numerosi geologi, abbiamo voluto , a pochi giorni dal triste anniversario delle frana di Sarno, riaffermare la centralità della corretta gestione del territorio sia per la prevenzione/manutenzione dei rischi ma anche per la riqualificazione del paesaggio oramai inderogabile .

Come luogo abbiamo scelto il complesso del Somma-Vesuvio ed in particolare il sistema dei Regi Lagni vedendo opere realizzate intorno al 1906 e gli interventi di Ingegneria Naturalistica messi in campo intorno alla fine degli anni ’90”.

C’è un aspetto molto positivo :
“Oramai gli interventi di Ingegneria Naturalistica sul territorio sono molteplici – ha concluso Doronzo - anche perché molto è stato fatto in regione Campania; significativi risultati sono stati ottenuti anche per quanto concerne la formazione di progettisti, funzionari e tecnici della Pubblica Amministrazione, tramite la realizzazione di corsi di aggiornamento, seminari specifici, cantieri didattici, ecc.

Tali attività, come ovvio, devono continuare e le esperienze vanno consolidate, come anche le attività di ricerca, didattica e sperimentazione che più soggetti in questo

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momento stanno perseguendo. Sono altresì da sollecitare le imprese, per una qualificazione rispetto alle tematiche in oggetto, ed i vivai che devono attrezzarsi sempre meglio per rispondere alle specifiche richieste della “nostra” disciplina.

Non può però essere sottaciuta la necessità di una specifica vigilanza al fine di ottenere una corretta applicazione delle tecniche di Ingegneria Naturalistica che, “vivendo” un periodo di gran successo, se non utilizzate in modo congruo potrebbero rivelarsi estremamente controproducenti per una duratura affermazione della disciplina stessa.

E’ auspicabile, quindi, l’innesco di meccanismi di verifica e controllo, da parte di tecnici esperti nella disciplina (come del resto prevede lo stesso Regolamento regionale sull’Ingegneri Naturalistica esistente ), per quanto attiene all’utilizzo delle tecniche di Ingegneria Naturalistica”.

Per interviste :
Giuseppe Doronzo – Presidente AIPIN – Campania – Tel 329 6114940 .

Giuseppe Ragosta – Addetto Stampa AIPIN Campaia – Tel 392 5967459.

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