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La Destra: "Sindaco ti sei lasciato imprigionare ed hai dimenticato la partecipazione"

mercoledì 16 gennaio 2008


SANT’ANASTASIA - Dal direttivo de La Destra riceviamo una lunga lettera politica indirizzata al sindaco Carmine Pone, in cui esaminano gli errori degli ultimi mesi e suggeriscono le loro proposte.

Lettera aperta al Sindaco di Sant’Anastasia

-  per un’azione politica- amministrativa credibile all’interno e rappresentabile all’esterno;

-  per uscire dal consociativismo che annienta la logica del confronto democratico,
che produce isolazionismo ovvero solitudine;

-  per l’affermazione del popolo che decide e partecipa attivamente (da attore, non da
mero spettatore) per bandire ogni e qualsiasi forma di sudditismo.

Caro sindaco,
‘’Quando incontri qualcuno non chiedergli mai da dove viene, chiedigli solo dove va’’(PAPA GIOVANNI XXIII)
... Cominiciava già allora a sgretolarsi il famigerato muro, era già una rivoluzione, l’inizio della cultura del dialogo (KENNEDY - KRUSCIOV).

La caduta delle ideologie che lo bloccavano dovrebbe ora favorirlo e le due principali culture, la marxista (con accento più dialettico e meno materialista) e la cattolica (con accento meno integralista e più ecumenico) oggi si incontrano sul piano etico, ricercando entrambe ‘’il bene comune’’…

Perseguendo interessi collettivi e non individuali, diversamente dal pragmatismo (americano) senza anima che ha rimosso negli ultimi anni le ragioni delle solidarietà lasciando che si affermassero modelli di vita del tutto illusori (successo- potere- danaro – piacere…).

Ora la politica propone di restaurare una società che faccia posto non soltanto alle esigenze della efficienza e della produzione, ma anche e soprattutto a valori di equità e solidarietà; sicchè tornano, liberi dalle loro gabbie, gli ideali di sempre: solo nel nostro paese sopravvivono i canoni dell’individualismo,della deregulation e dei vecchi potentati familiari!.

Il vuoto delle idealità crea il deserto culturale, impedisce un progetto comune, alimenta meschine divisioni ed infiniti, avidi, particolarismi che producono chiusura in isole di interesse e prigionia nel presente.

…allora quale azione politica, dove ci conduce l’esecutivo cittadino che rappresenti?

Dopo pochi mesi, se non da subito, ci si è posto in modo, oggi,assillante questo interrogativo cui bisogna rispondere, TU DEVI RISPONDERE, ora, giacchè l’altra faccia del POTERE è la responsabilità intesa quale diritto- dovere di decidere: QUO VADIS, SINDACO ?

Per noi è possibile, e ciò semplicemente seguendo quegli ideali capaci di ridare il primato alla ricerca del BENE COMUNE, bandendo alchimie politiche rappresentative del legame alias attaccamento, egoistico e anacronistico, ‘’alla poltrona’’alias attaccamento, egoistico e anacronistico.

La storia politica del nostro paese non può essere riposta nel cassetto dei ricordi in modo semplicistico e, se le numerose amministrazioni che S.Anastasia ha avuto dal dopoguerra ad oggi, si sono contraddistinte - quale più, quale meno – per l’inefficienza; ciò non è stato certamente, per un accanirsi di un destino cinico e baro!

Al di là delle responsabilità personali, la ricerca di capri espiatori è solo una cortina fumogena che rende l’aria irrespirabile, inquinandola di passioni esacerbate e di odi inveterati.

La nostra comunità ha, invece, bisogno di recuperare un’atmosfera di calma e di solidarietà, una coscienza dell’appartenenza a uno stesso territorio, a una stessa storia, a uno stesso destino.

È dalla lettura della nostra storia che bisogna, dunque, ripartire per riannodare i fili della convivenza civile e per dare risposta all’amletico dilemma del ’’chi siamo,dove vogliamo andare’’.

Perciò ripartiamo dalla storia, dalla nostra storia, dalla storia di S.Anastasia.

Solo il coraggio di ricordare il passato, analizzando l’attuale ci consentirà di andare avanti.

Noi, uomini della prima linea della campagna elettorale che ti ha portato a raggiungere palazzo Siano, partendo da tali fondamentali presupposti, abbiamo deciso di andare avanti… di guardare avanti con la speranza di raggiungere l’obbiettivo che tutti gli anastasiani attendono da sempre:
un paese che diventi città e che la rappresentanza politica nelle istituzioni vada al di là dei confini delimitanti il territorio comunale di S.Anastasia.

A tale progetto siamo rimasti e rimarremo fedeli!

La nostra azione è tesa a contribuire all’adeguamento della vita sociale, politica e culturale di S.Anastasia al terzo millennio; nasce dalla constatazione di tre evenienze:

1) la crisi di rappresentatività dei partiti;

2) la poca o nulla consistenza di quella struttura della nostra società civile (associazioni, club etc
etc); che dovrebbero formare il sostegno e la società politica;

3) la svolta nell’agire politico- amministrativo nel nostro paese (S.Anastasia).

La crisi dei partiti negli ultimi tempi si è andata aggravando con l’evoluzione ( involuzione ) della pratica dell’esclusione. Le conventicole e i gruppi che riescono a occupare le poltroncine delle sezioni locali tendono ad escludere dalla partecipazione alla vita attiva del partito tutte quelle persone che non sono omogenee al loro progetto di potere personale e sono viste come un ostacolo anche quando non sono propriamente dei concorrenti.

La figura del vecchio attivista di partito – che spesso non chiedeva altro che di’’ partecipare’’- viene così a scomparire con grave danno del tessuto sociale e culturale nonché politico del paese.

Perciò la nostra azione vuole essere prima di tutto una risposta al desiderio di tanti cittadini di dare il loro contributo all’elaborazione del progetto sociale e politico della propria comunità e, che, invece sono stati espropriati, di fatto, di questo loro diritto – dovere, primario in una moderna società democratica.

Conseguenzialmente la consapevolezza dell’importanza della partecipazione significa, anzitutto, dare un senso alla politica instaurando un metodo di governo che stimoli l’interessamento, la partecipazione, alla vita amministrativa per far riconciliare la gente con la politica (finora concepita come pratica riservata ai soliti noti addetti ai lavori dove ‘’ un insieme’’ inconcludente si atteggia a magister e si tiene unito con fare di bassa lega).

Il principio per l’applicazione della democrazia partecipata non è stato incartato, sic et simpliciter, nel documento programmatico ‘’non tanto per dire’’ ma con lo scopo, preciso e deciso, di costituire una nuova comunità politica e soprattutto una comunità partecipata e non subita.

Tu che per noi e per tutti gli anastasiani rappresentavi la vera rivoluzione politica – culturale e sociale ti sei lasciato imprigionare dai pochi eletti che senza idee e soprattutto senza entusiasmo ti hanno condotto nella mediocrità più assoluta, escludendo quanti rappresentano, di fatto, quel momento di novità così come hanno saputo trasmettere in campagna elettorale alla cittadinanza
( lotta agli sprechi, moralizzazione, legalità, trasparenza dell’azione politica – amministrativa e soprattutto partecipazione).

Tanto ti era dovuto

LA DESTRA
Sezione territoriale di Sant’Anastasia

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