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Ottaviano. Caso Italgest, scarcerato l’ex sindaco Giovanni D’Ambrosio

E’ tornato a casa ieri mattina : il Cappottaro tra applausi e sorrisi fa rientro nella sua roccaforte

domenica 13 maggio 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Scarcerato l’ex sindaco Giovanni D’Ambrosio. Ha beneficiato della riduzione di pena per essersi costituito, e cosi ieri ha fatto rientro a casa tra la gioia della moglie e dei figli, ma soprattutto di quanti non hanno mai smesso di stargli vicino. Ancora una volta il nome di Giovanni D’Ambrosio, conosciuto in città come il Cappottaro, ritorna sulla scena cittadina. A fare breccia nella astenia politica ottavianese è la notizia del ritorno in paese di colui che ha sorretto per anni la destra cittadina. Uomo enigmatico, ha saputo senza non pochi colpi di scena, sino all’ultimo giorno di libertà, attrarre su di se le attenzioni dei cittadini ottavianesi. Una storia infinita per un politico che comunque sia, e in qualunque modo sia, ritorna nella sua città. Nella sua roccaforte, San Gennarello. La notizia era già arrivata qualche giorno fa, ma nessuno dei suoi avversari politici aveva fatto trapelare l’indiscrezione, al contrario di quando, lo scorso 3 aprile D’Ambrosio si costitui presso il carcere di Campobasso. Lui ex sindaco della destra cittadina, e ancora lui coinvolto nel caso Italgest era reo di una sentenza di condanna definitiva a tre anni e sei mesi di reclusione, con la pena di interdizione dai pubblici uffici, reato continuato in concorso formale e peculato. Tre anni risparmiati attraverso il decreto di indulto, i restanti ai domiciliari ma poi l’arrivo del provvedimento di pena definitiva emesso dalla Corte di Cassazione che ha cosi deciso che l’ex tricolore sarebbe dovuto finire in carcere. Poi la decisione di costituirsi, quattro giorni prima della notifica del verdetto nella casa circondariale di Campobasso dove ieri D’Ambrosio è uscito. Ad aspettarlo all’esterno del carcere la moglie ed il figlio, ma anche i suoi più stretti amici, quelli che a suo avviso “non mi hanno mai abbandonato”. Sul suo volto gli sforzi di una sopravvivenza che tra quelle mura sarà stata senza dubbio non facile. Ma anche il silenzio. Preferisce non parlare, non commentare, ma è disteso e anche quando arriva a casa l’accoglienza lo premia. Fiori, pochi amici, i suoi familiari, quelli che possono restare, perché comunque sia la pena restrittiva non gli permette di ricevere grosse visite. Poi ci sono le chiamate, quelle che si alternano in un tam tam continuo. In tanti gli esprimono solidarietà. “E’ un giorno di festa” fanno sapere alcuni familiari “Giovanni è una persona perbene, e qualunque cosa gli sia accaduta in questi lunghi anni ha sempre visto la sua responsabilità moderata e lucida. Ha sempre cercato di rassicurare lui gli altri che primo o poi tutto sarebbe successo e cosi è stato”. Nel centro sangennarellese in tanti hanno accolto la lieta notizia, segno questo di una storia politica costellata di successi e di attenzioni ai cittadini sempre più esasperati dal sistema politico italiano. La decisione del giudice è stata quella di abbreviazione del rito, servizio di assistenza sociale e domiciliari, tali da permettere al big politico ottavianese di ritornare a casa. Nel frattempo sul suo immediato ritorno nella compagine politica ottavianese sono in tanti a scommetterci sopra, ma quel che è certo, è che sono ancor di più i suoi avversari che temono che seppur non in prima persona, questa voce possa concretizzarsi.

Messaggi

  • Quando si tratta di sputtanare la gente stanno tutti pronti, ora gli amministratori che faranno? Se il Cappotaro decide di ritornare a fa politica i suoi voti a chi andranno?? Iervoli arretiret...la sinistra è morta!!! Fino ad ora hai pazziato mo pazziamm nuje!

  • MEMORIA CORTA!

    Cara Dott.ssa Salvati,come Lei sa io sono per la totale libertà di stampa,ognuno ha il diritto di esprimere la propria idea fermo restando non calpestare la dignità degli altri. Detto questo Le sarei grato se per bilanciare i commenti precedenti ricordi ai signori che mi hanno preceduto a cosa si riferiscono le accuse,passate in giudicato,all’Avv. D’Ambrosio.
    Se la memoria non mi inganna si tratta di un’appalto dato ad un’Azienda specializzata nella riscossione e tesoreria per gli Enti pubblici: la ITALGEST S.P.A.
    Questa Azienda di proprietà dei fratelli Chiacchio,che stanno a Napoli come i cugini Salvo stavano a Palermo, dal 1985 in poi fino al crak del 1996 ( se non erro) divenne, con gare al limite della legalità, il tesoriere di decine e decine di Comuni della Provincia di Napoli. Quando fallì portò con se oltre 100 miliardi di lire degli anni ’90 provocando il dissesto in molti comuni fra cui Ottaviano,Pompei e Casoria ( vado a mente) uno dei pochi a salvarsi fu S.Giuseppe Ves. perchè da meno di un anno era gestito da una giunta di centrosinistra grazie al fatto che chi aveva stretto il patto di ferro con i fratelli Chiacchio era momentaneamente impegnato a difendersi dalle accuse sui suoi circa 10 anni di dominio sangiuseppese finiti nel primo scioglimento per infiltrazione camorristica che il Comune aveva subito nei primi 100 anni di storia.
    Tornando ad Ottaviano sembra che il buco provocato dall’ITALGEST era intorno ai 20 miliardi dell’epoca,soldi che hanno bloccato la crescita economica del paese per oltre 20 anni.
    Mi stupisco che ci siano ancora persone che barattano la legalità dei bilanci con sorrisi e certificati elargiti in maniera feudale.
    Cara Dott.ssa Salvati Lei in quanto professionista dell’informazione,avrebbe secondo me,il dovere di informare questi signori che certe idee fallimentari dal sapore feudale sono morte e sepolte sotto la montagna di debiti che il Governo Monti è stato chiamato ad arginare,dubito che l’attività dei tecnici ci porterà fuori dalla fogna in cui ci ha lasciato una certa politica miserabile dal motto ".... Mo beche io ...".
    Ripeto Le sarei grato se desse delle risposte esaustive a questi signori che mi hanno preceduto,la Verità grida giustizia.
    Grazie dello spazio che concederà al mio scritto.
    Saluti
    MIMMO RUSSO

  • QUALCUNO HA LA CODA DI PAGLIA?
    A NOI, INVECE, PIACE RICORDARE A QUESTI PSEUDO PROFESSORINI DELA POLITICA NOSTRANA, COME HANNO CONDOTTO LA CAMPAGNA ELETTORALE CONTRO GIOVANNI D’AMBROSIO.
    ARMANDO LA MACCHINA DEL FANGO, CIOE’ DENIGRANDO E DIFFAMANDO GIOVANNI D’AMBROSIO.
    MA RIPETO NON ACCETTIAMO LEZIONI DI MORALITA’,DA QUESTI PROFESSIONISTI DEL PALAZZO ORMAI GIUNTI AL CAPOLINEA.
    AVETE FALLITO MISERAMENTE,ANDATE A LAVORARE.
    GIOVANNI SEMPRE UNO DI NOI.
    PIETRO

    • Mimmo Russo non ricordarci quei giorni di campagna elettorale l’unica cosa che si leggeva sui giornali e che riportava proprio la signorina in questione erano le parole di mario iervolino che ogni volta che giovanni d’ambrosio lo attaccava rispondeva solo una cosa "io non sono stato mai sciolto per camorra" mai un dialogo con dati di fatto: di iervolino due cose riconosciamo le poste e lo sfascio di via cesare augusto. Tra il male minore? Sceglaimo sempre il peggiore!!!

  • Credo che Ottaviano meriti molto di piu’ che una semplice delocalizzazione di un ufficio postale, mi pare, francamente, un risultato misero per un amministrazione che propagandava di trasformare il paese.
    Anche sulla risposta che il Sindaco dava(io non sono stato mai sciolto per infiltrazoni camorristiche)bisogna dire che l’impegno di questa amministazione, ANCHE su questo tema cosi’ importante, lascia molto a desiderare.
    Infatti non si ricorda nessuna SIGNIFICATIVA iniziativa,come invece richiederebbe questa PIAGA.
    Certo,un impegno alla VASSALLO, il Grande Sindaco Pescatore,non era sicuramente nelle loro possibilita’ ma al DILAGARE della criminalita’, ormai e’ un dato di fatto che furti e rapine sono aumentati e tutti in paese sono preoccupati per questo fenomeno ,un piccolo colpo da parte di questi noSTRANI rappresentanti era ed e’ auspicabile.
    PIETRO, VIVA LA LEGALITA’.

  • Credo che Ottaviano meriti molto di piu’ che una semplice delocalizzazione di un ufficio postale, mi pare, francamente, un risultato misero per un amministrazione che propagandava di trasformare il paese.
    Anche sulla risposta che il Sindaco dava(io non sono stato mai sciolto per infiltrazoni camorristiche)bisogna dire che l’impegno di questa amministazione, ANCHE su questo tema cosi’ importante, lascia molto a desiderare.
    Infatti non si ricorda nessuna SIGNIFICATIVA iniziativa,come invece richiederebbe questa PIAGA.
    Certo,un impegno alla VASSALLO, il Grande Sindaco Pescatore,non era sicuramente nelle loro possibilita’ ma al DILAGARE della criminalita’, ormai e’ un dato di fatto che furti e rapine sono aumentati e tutti in paese sono preoccupati per questo fenomeno ,un piccolo colpo da parte di questi noSTRANI rappresentanti era ed e’ auspicabile.
    PIETRO, VIVA LA LEGALITA’.

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