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Bomba al Comune, arrestato estorsore di Somma Vesuviana

mercoledì 30 maggio 2012, di Gabriella Bellini


Con i fuochi d’artificio la sua famiglia ha sempre “trafficato”, diversi suoi precedenti penali sono legati all’utilizzo di fuochi illegali. A dicembre furono denunciati per lo stesso reato un figlio ed un nipote. Stavolta però è andato molto oltre mettendo una bomba davanti al municipio di Bracigliano (Salerno). A finire in manette, ieri mattina, Ciro Di Pinto di Somma Vesuviana e con lui i carabinieri del Reparto Operativo di Salerno hanno tratto arrestato Luigi Confessore, prima di loro il 3 marzo del 2010 era stato fermato Pasquale Russo. Di Pinto è responsabile a vario titolo, con altri indagati, di tentate estorsioni, detenzione e porto di ordigno dinamitardo, danneggiamento di edificio pubblico, nonchè falso materiale e ideologico, reati aggravati dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Salerno, sulla base delle indagini coordinate dal Sostituto Procuratore Valleverdina Cassaniello della Dda. Del gruppo, capeggiato dal pregiudicato Confessore, detto “ ‘o tre quart”, di Bracigliano, fanno parte appunto Russo e Di Pinto. I tre, il 3 marzo 2010 portarono a termine l’attentato che disintegrò l’ingresso del municipio del centro salernitano, mettendo a rischio la vita di molti giovani che a quell’ora (dopo le 23) frequentano in comitiva quella zona. L’attentato contro il municipio è risultato essere l’epilogo delle minacce che Confessore aveva rivolto all’interno del locale ufficio Tecnico, aveva minacciato i funzionari e il personale per ottenere indebite somme di denaro o altre utilità economiche, anche in relazione a pretestuose richieste di lavoro che gli aveva avanzato. Le minacce divennero fatti, dopo che il pregiudicato con Di Pinto, Russo ed un minore (nei confronti del quale procede la Procura della Repubblica pressto il Tribunale per i Minorenni di Salerno), con precisa distribuzione di compiti e ruoli, collocavano e facevano esplodere l’ordigno dinanzi il portone d’ingresso della Casa Comunale arrecando danni all’edificio pubblico pari a circa 60mila euro. Distrussero il pesante portone ed alcuni infissi. Il pregiudicato sommese è stato riconosciuto dagli inquirenti come colui che fornì il congegno esplosivo. La bomba è risultata costituito da sostanza esplodente del peso di 4 chili, completo di spoletta e miccia a lenta combustione. Il Gip di Salerno ha aderito alle risultanze d’indagine espletate dal Reparto Operativo del Comando Provinciale di Salerno, reati che sono stati considerati aggravati dal metodo camorristico.

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