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Somma Vesuviana, operaio perde la vita cadendo dal tetto sul quale stava lavorando

domenica 3 giugno 2012


Somma Vesuviana. Un morto sul lavoro nel giorno della festa della Repubblica, quella stessa la cui carta costituzionale, al primo articolo, la vuole “fondata sul lavoro”. Le chiamano morti bianche, come se il sangue versato dalle vittime non macchiasse di dolore le anime di chi perde persone care. Questa volta il “caduto” della guerra silenziosa è di Somma Vesuviana. Si chiamava Vittorio Cifone, un operaio di 41 anni ed era assunto all’Ateco di San Marzano, una società che si occupa di bonifiche e di installazione di pannelli fotovoltaici.

La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno nella zona industriale di Salerno dove l’Ateco lavorava da oltre un mese per impiantare pannelli solari sul tetto della «Caramico», nell’area ex Cavamarket, nello stesso stabilimento dove qualche settimana fa si è ucciso il custode dell’azienda, Generoso Armenante. Secondo una prima ricostruzione la vittima sarebbe caduta da circa venti metri d’altezza. Vittorio era nato a New York, aveva vissuto la giovinezza a Riardo, provincia di Caserta, ed era venuto a vivere, dopo il matrimonio con Assunta, a Somma Vesuviana. Era padre di tre ragazzi, due dei quali, uno maschietto ed una femminuccia, appassionati di danza. “Era una persona- raccontano i parenti accorsi a casa sua- semplice, generosa, tutto casa, famiglia e lavoro”. Già, quel lavoro rincorso per mesi dopo la crisi della sua azienda e poi riacciuffato poco meno di quindici giorni fa. “Era innamorato della vita, adorava il calcio, tifava Juve” prosegue chi lo conosceva bene. Parole pronunciate con dignità per chi della dignità ne ha fatto una ragione di vita. L’operaio è morto sul colpo ed a soccorrerlo sono stati per primi i suoi colleghi. Nulla hanno potuto invece gli uomini del servizio 118 prontamente accorsi sul luogo della tragedia, che si sono trovati di fronte già un cadavere. La procura di Salerno ha già disposto l’autopsia per capire se l’uomo è caduto in seguito ad un malore. La salma, come disposto dal procuratore capo di Salerno Franco Roberti, si trova presso la camera mortuaria del ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’. Ora le indagini dovranno stabilire se ci sono state falle nell’applicazione della legge 626 che disciplina la sicurezza sul lavoro o se il tutto sia stato una fatalità..

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