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Vandalizzato il roseto simbolo della lotta delle donne d’Italia

domenica 17 giugno 2012, di Gabriella Bellini


Un atto vandalico che va ben oltre il danno economico, che ha danneggiato un simbolo di lotta alla violenza e che rappresentava il “Primo Giardino delle Donne d’Italia“. L’altro pomeriggio l’amara scoperta in piazza Siano, davanti al municipio di Sant’Anastasia. L’aiuola dove era stato allestito il roseto è stata vandalizzata: la targa divelta, quattro piante della nuova varietà di rosa “Donne D’Italia 150 anni”, prodotta dall’ibridatore di San Remo, Antonio Marchese, sono scomparse e con esse altre piantine ornamentali delle aiuole di piazza Siano, recentemente curate e rinverdite. Il roseto, come si ricorderà, fu il primo in Campania, e fu realizzato grazie alla generosità dell’Unicredit Banca, che poi è diventato lo sponsor ufficiale dei roseti in tutt’Italia. Trovò posto nell’aiuola sita a Piazza Siano (di fronte al Servizio Tributi), per dar vita al monumento-simbolo inaugurato il 12 novembre 2011 con dedica alle donne che hanno fatto la storia italiana e che, molto spesso non vengono ricordate costruttrici della Patria. “E’ un atto di grande inciviltà – afferma la Presidente della commissione locale per le Pari Opportunità (C.P.O.), Francesca Beneduce – che oltre a danneggiare il bene pubblico offende soprattutto noi donne di Sant’Anastasia. Proveremo a porre rimedio al danno con la speranza che almeno l’ultima pianta di rosa rimasta non vena portata via. L’alto simbolismo che questo monumento rappresenta non ci fermerà dal curarlo ancora di più e dal continuare la nostra azione di normalizzazione dei valori che a quanto pare ci sono stati fraudolentemente sottratti. Un grave atto, commesso per bravata o semplice dispetto, sottolinea la mancanza di rispetto non solo per la cosa pubblica quindi di tutti, ma anche e soprattutto “violenta” simbolicamente l’idea che esso stesso rappresenta”. Un roseto di valore anche per la varietà di piante di “Rosa Donne d’Italia 150 anni”, che, secondo il loro creatore, noto nel mondo come poeta delle rose, “parlano attraverso i loro colori: c’è il verde della speranza, il giallo della festa delle Donne e il rosa, colore femminile per antonomasia. È un fiore che, reciso, può vivere anche tre settimane senza cure particolari. È forte e resistente quanto le madri. Le sue spine cadono dopo che si è maneggiato lo stelo, così come avviene per le donne che riescono a minimizzare problemi per gli uomini apparentemente gravi e difficili da risolvere”. Continua la Beneduce: “Eravamo finalmente arrivati alla prima fioritura delle piantine dopo un inverno particolarmente rigido, la prossima fioritura sarebbe stata ancora più bella. Evidentemente il malfattore deve averne capito il valore, non solo simbolico”.

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