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Somma. A 28 anni muore per un pugno

domenica 24 giugno 2012, di Gabriella Bellini


“Vincenzo bello di mamma sua, torna da me”. “Vincenzo, Vincenzo, Vincenzo”, è l’unico nome che tra le urla e le lacrime la mamma del maresciallo della guardia di finanza, Vincenzo Moccia, ripete da ore nella casa di famiglia in via Micco 17 a Somma Vesuviana.
Urla strazianti da quando, poco prima delle 9, ufficiali delle Fiamme Gialle hanno raggiunto la villetta dei Moccia per dare la triste notizia di quello che era accaduto a Milano in quella che per Vincenzo sarebbe dovuta essere una serata di divertimento in compagnia di alcuni suoi colleghi di corso.
Il maresciallo non aveva ancora compiuto 29 anni, e a febbraio aveva terminato il corso triennale alla scuola sottoufficiali dell’Aquila, nella sua casa di Somma tornava spesso a trovare la mamma Filomena, casalinga, il papà Angelo imprenditore edile ed il fratello Ignazio poco più grande di lui. “Un bravo ragazzo, un pezzo di pane”, come lo ricordano gli amici che fin dalle prime ore della mattinata si sono presentati all’abitazione del compagno di una vita, in quella stradina stretta di periferia dove tutti si conoscono e i ragazzi della masseria sono cresciuti insieme. Arrivano le prime notizie di quello che è successo a Milano e nessuno di quelli che Vincenzo lo conosceva riesce a crederci. “Impossibile pensare che abbia preso parte ad una rissa”, racconta uno degli amici, quello delle serate passate a divertirsi in compagnia, “lui non era un attaccabrighe anzi. Se capitava che ci trovavamo da qualche parte e io magari discutevo con qualcuno era lui a frenarmi, a tirarmi via, a dirmi di lasciar perdere”. Vincenzo era fidanzato da tempo con Letizia, una ragazza di Marigliano, che ieri è rimasta per ore vicino alla suocera con le altri parenti ed amici di famiglia. Tutti a cercare di dare conforto ad una famiglia distrutta. Appresa la notizia è stato il fratello Ignazio a partire con la sua auto per Milano, a lui toccherà l’ingrato compito di riconoscere la salma del fratello.
A dare sostegno alla famiglia anche la “grande famiglia” della guardia di finanza, per tutta la giornata i colleghi di Vincenzo si sono dati il cambio davanti la casa di via Micco. Ed ad un certo punto proprio a loro la mamma del giovane militare si è rivolta tra le lacrime: “Ditegli a quelli che stanno la fuori, che mi andassero a prendere Vincenzo, che me lo portassero qua, lo voglio qui con me”. Il 28enne in quella casa era tornato sopesso anche durante il corso di tre anni in Abruzzo, ogni quindici giorni era a Somma. Da marzo era stato trasferito in Emilia Romagna e mancava dalla masseria che lo aveva visto crescere da Pasqua, “Presto”, raccontano gli amici, “sarebbe tornato”. Un via vai di persone è arrivato ieri a casa della famiglia che, chiusa nel loro dolore, non ha voluto parlare con i giornalisti. Tra questi anche il sindaco della città di Somma Vesuviana, Ferdinando Allocca, parente dei Moccia, è un cugino della mamma che si è detto “profondamente addolorato”. E poi a dare sostegno ai genitori di Vincenzo, anche un altro militare che quasi un anno fa era miracolosamente scampato alla morte: il caporal maggiore capo Aniello Cerqua, 29 anni paracadutista rimasto ferito nell’attentato del 2 luglio dello scorso anno in Afganistan. Gravissimo attentato nel quale morì Il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo di Palma Campania. Cerqua abita nello stesso quartiere, poco distanza dalla casa di Vincenzo ed era anche lui ieri mattina tra gli amici fuori la villetta. Vincenzo era un bravo ragazzo, si affannano a ripetere tutti aveva studiato e poi aveva trovato un buon lavoro, un posto fisso, al quale teneva molto. Si era laureato in Scienze delle Comunicazione, e poi aveva deciso di fare il concorso nelle Fiamme Gialle. “Ci eravamo visti per la mia cresima”, ricorda un amico, “Non mi pare vero che oggi non torni più a casa. Gli raccomandai di stare attento, di non mettersi nei guai, ma era una raccomandazione inutile. Ci posso mettere la mano sul fuoco che non è stato lui a cominciare, non era il suo carattere”. Paradossi della vita, tra i primi agenti di polizia ad arrivare sul posto della tragedia un giovane agente di Sant’Anastasia, Comune confinante con Somma, da tempo in servizio a Milano

DA METROPOLIS DEL 24 GIUGNO

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