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Ottaviano. Tempo di verifica: Iervolino manda gli assessori a casa. In città tutto pronto per un’estate politica "rovente"

Il primo cittadino aveva più volte negato la crisi interna, e lo stesso documento della sua maggioranza per lo stesso non sarebbe stato una minaccia. Ma ora sfiducia i suoi assessori

mercoledì 27 giugno 2012, di Giovanna Salvati


Sorridenti, compatti, grintosi e sopratutto leali. Pronti a sfidare la città, le proprie ambizioni e a cavalcare le onde dell’impegno politico facendo squadra. Eh si, perchè assessori, consiglieri e sindaco quando diventano l’espressione di un popolo hanno l’obbligo di rispondere al mandato e tenere fede non solo al giuramento politico, ma prima di tutto quello umano, etico e professionale. E la giunta del sindaco Mario Iervolino lo ha fatto, sino a quando il primo cittadino ha deciso elegantemente di metterli alla porta giustificandosi con “per una verifica nel monitoraggio del bilancio”. Le unghie stridono sugli specchi e sulle mura dell’aula consiliare. Sono quelle del tricolore cittadino, che lunedi sera, durante la seduta della pubblica assise ha cercato di giustificare la scelta dell’azzeramento della sua giunta, avvenuta appena dieci ore prima. Lui sempre così fiducioso, si è presentato in aula stanco, amareggiato e contrito in viso. Un defenestramento arrivato, dopo le continue ed instancabili, smentite sia gli assessori sia lo stesso sindaco avevano più volte negato smentendo gli organi di informazione. Che si parli di premonizioni o di anticipazioni la crisi della maggioranza non fa parte di nessuna scelta che lo stesso primo cittadino non abbia fatto senza tener conto a tavolino di conseguenze e soprattutto di condizioni. Eppure in quei corridoi, nelle piezze, nei bar non si parla altro che dell’azzerramento. Lo si fa ironizzando la regola iervolinana coniata, dell’ "articolo 5", quello al quale Iervolino non ha mai smesso di tener fede. Eppure l’estate ottavianese si apre con un calendario di tutto rispetto. Il primo appuntamento? Quello in aula consiliare: clima rovente, i personaggi sempre gli stessi, e nemmeno grossi colpi di scena. Si, perchè l’azzerramento della giunta non rappresenta nessuna novità, se non la dimostrazione di chi strategicamente finge di essere ostaggio dei partiti. “Una scelta prima di tutto tecnica – spiega il sindaco dal pulpito consiliare - per permettere una verifica nel monitoraggio del bilancio da qui al 30 settembre. Una motivazione politica che sicuramente potrebbe rivedere la riconferma come la non riconferma degli stessi assessori – continua - o delle deleghe, anche perché la scelta di indirizzare eventuali azioni parte sempre dal principio della condivisione”. Eppure quando ha firmato per il decapitamento della sua squadra che ha sempre definito “solida e blindata” era solo, nella sua stanza. Una scelta che forse qualcuno non avrebbe mai voluto, e che lo stesso è stato costretto a fare per mantenere la sua poltrona, una decisione che ha trovato però conferme in poche ore conferme. Sono stati mandati a casa così l’assessore allo sport Nello Di Palma che più volte aveva pubblicamente dichiarato “non andrò mai a casa”. Messa alla porta anche il vicesindaco Francesca Ambrosio, finita nelle polemiche dopo il flop dell’area mercatale. Con loro l’assessore alla cultura Ciro Torrà, l’assessore alle politiche giovanili Mariarosaria Caiazzo, l’assessore al bilancio Luigi Ambrosio e l’assessore ai lavori pubblici Michele Bianco. Ma questi non gli unici strascichi che Iervolino perde. Altro pezzo è quello che porta il nome del consigliere di maggioranza Franco Franzese che nella stessa seduta si è dichiarato indipendente perché “non mi riconosco nei principi di questa maggioranza”. Calci arrivano anche dalla minoranza “il sindaco azzera la sua giunta per poi annunciare che la stessa potrebbe rientrare” è l’affondo del consigliere Luca Capasso che però, come al solito, viene trafitto con la controbattuta dello stesso sindaco Iervolino “consigliere se dovessimo lasciare qualcosa sulla strada, sarà linfa per il tavolo del centrodestra che si compone” . Dunque notti insonni per gli ex assessori che nel caso di una mancata riconferma, memore della scelta del dimissionario Lele Saggese, stanno già pensando di unirsi al tavolo della movida politica ottavianese che in questi giorni sta cercando di risorgere. Un pò come i presenti in aula consiliare: per la prima volta alcuni cittadini si sono ricordati di essere ottavianesi e hanno partecipato o perchè ci si sveglia dal letargo improvvisamente per timore che si resti senza sedia o senza tavolo? Ennesima farsa, ennesima seduta filata liscia e secondo quanto programmato, l’approvazione dei debiti è unanime mentre la minoranza si allontana, lo stesso vale per i punti del bilancio all’ordine del giorno.
Uno spettacolo il cui copione sembra ormai letto e riletto, dove le uniche scene sono troppo roventi per trovare dei validi protagonisti da recitare, ma il pubblico aspetta fiducioso e sicuro, il lieto colpo di scena di quel "c’era una volta" o di un "vissero felici e contenti" .

Nella foto il sindaco Mario Iervolino, l’ex vicensindaco Francesca Ambrosio e l’ex assessore Nello Di Palma.

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