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Somma. "Non fate morire la scuola Fiordaliso"

mercoledì 27 giugno 2012


Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata sulla situazione dei ridimensionamenti dei plessi scolastici a Somma Vesuviana, certi che l’accorato appello venga ascoltato dall’amministrazione comunale.

Caro Direttore,
le difficoltà di questi tempi così depressi non hanno risparmiato la scuola pubblica, che - seppur guidata dal Governo Monti - non ha subito nessun miglioramento di sorta, dal momento che il Tecnico sta continuando nell’opera denigratoria e demolitoria avanzata, avallata e sostenuta dalla sig.ra Gelmini, ministro Berlusconi.
Siamo due genitori e abbiamo una la fortuna di avere tre figli, uno dei quali frequenta Elementare a Somma Vesuviana, e l’altro Liceo ad Ottaviano; e l’altra di avere due figli con una che frequenta Elementare a Somma Vesuviana.

Ci siamo decise a scriverle questa lettera perché ci siamo accorte che a Somma Vesuviana si sta tentando un approccio di risistemazione, dei plessi scolastici, destinato a far morire la scuola dell’Infanzia e Primaria ospitata presso il plesso Fiordaliso di via San Sossio, succursale dell’Istituto Comprensivo “Summa Villa”.
Cosa si sta tentando di fare? Si sta provando a portare classi di bambini di scuola dell’Infanzia e Primaria (che non è scuola dell’obbligo) dal plesso Fiordaliso, di via San Sossio, e di quelle ospitate presso via Roma (del 1° Circolo didattico), a via De Matha, dove appunto, ci sono i corsi della Scuola Media (che è scuola dell’obbligo).

Di conseguenza, i corsi della scuola dell’Infanzia e Primaria sarebbero (saranno?) trasferiti presso i locali della scuola Media situata in zona Rione Trieste.
Non abbiamo nessuna remora a sostenere che in questo modo si sta avallando, colpevolmente, la fine della scuola dell’Infanzia e Primaria di via San Sossio e della scuola Media di via De Matha e l’abbassamento della qualità dell’offerta formativa del territorio. A cosa andremo incontro se le voci che si rincorrono diventa ssero concrete? Questi i possibili scenari:

- coloro che abitano al centro di Somma Vesuviana saranno obbligati a frequentare la scuola Media “S.Giovanni Bosco”, la quale ha già di suo enormi difficoltà strutturali;
- si limiterebbe seriamente il diritto delle famiglie ad operare la scelta per la frequenza della scuola Media da parte dei propri figli (in effetti, sarà difficile vedere ragazzi che abitano a Somma Vesuviana centro iscriversi alla scuola Media di Rione Trieste);
- la grande qualità dell’offerta educativa e formativa proposta dai docenti della scuola dell’Infanzia e Primaria di via San Sossio e della scuola Media di via De Matha si spegnerà per mancanza di alunni. Senza contare che quest’ultima possibilità determinerà una seria conseguenza: il soprannumero dei docenti con la inevitabile perdita della propria sede di lavoro.

Da genitori e da cittadine, ci auguriamo che la politi ca sommese rifletta bene sulle cose che si appresta a fare. Che consideri in modo responsabile di non penalizzare la scuola dell’obbligo ed eviti di cadere nell’errore di sostenere privilegi e privilegiati. Infatti, in giro si dice che questi ipotizzati movimenti sarebbero fatti per accontentare il preside del Liceo “Torricelli”, che usufruirebbe delle classi lasciate vuote dal trasferimento della scuola dell’Infanzia e Primaria del plesso Fiordaliso, e il dirigente del 1° Circolo didattico di via Roma, che riavrebbe in suo possesso dei locali fino ad ora occupati dai bambini della scuola dell’Infanzia di “Miele”, un plesso chiuso per inagibilità nei mesi scorsi.

Ma sotto sotto, forse c’è di più e di più grosso. Magari all’orizzonte si profila il cosiddetto dimensionamento scolastico, con il ridisegno della mappa delle scuole e dei dirigenti. Una bieca operazione di potere ammantata da false necessità econ omiche, che penalizzerebbe famiglie e buoni docenti. Ci auguriamo che siano solo voci e che il Sindaco Allocca non voglia rendersi “nero” protagonista di uno scempio organizzativo, culturale ed educativo.

Loredana Mazziotti e Annunziata Bellobuono

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