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Somma. Festa privata al Castello d’Alagno (ECCO AUTORIZZAZIONE E FOTO)

mercoledì 27 giugno 2012


Tra l’indignazione dei cittadini che pacificamente manifestavano davanti al Castello d’Alagno mentre all’interno continuava la festa per il pensionamento del preside del I° Circolo didattico Francesco D’Ascoli.

Pubblichiamo di seguito alcune foto scattate all’interno poco prima che la festa cominciasse e l’autorizzazione concessa all’evento da parte del Comune di Somma Vesuviana.

L’autorizzazione è un documento Pdf, basta scaricarlo e si può ingrandire per leggerlo meglio.

Messaggi

  • D’ASCOLI MERITA QUESTO ED ALTRO, PER LA GRANDE PERSONALITA’ LA QUALE E’ ED IL LUSTRO CHE HA PORTATO AL MONDO DELLA FORMAZIONE E ALLA SCUOLA TUTTA. INDIGNATEVI PER LA VOSTRA MIOPIA, LASCIERESTE CHE QUELLA LOCATION FACCIA LA FINE DEL CASTELLO DI CUTOLO AD OTTAVIANO????? DI PROPRIETA’ DI TUTTI E DI NESSUNO???? QUESTO E’ IL PRIMO PASSO VERSO UNA GIUSTA OTTICA DI TURISMO ENOGASTRONOMICO, AL QUALE LA CITTA’ DI SOMMA VESUVIANA SI PRESTA E SI ATTESTA AI VERTICI IN CAMPANIA. SONO SEMPRE I SOLITI A DIRE DI NO A TUTTO, LO FATE DA SEMPRE ED ANCORA NON VI SIETE STANCATI, LA GENTE NON VI VOTA PER QUESTO. CONTINUATE A VIVERE NELLA VOSTRA GRETTEZZA, LO SVILUPPO ECONOMICO TURISTICO GARANTITO DAL CASTELLO D’ALAGNO VI SEPPELLIRA’ CON TONNELLATE DI FIGURACCE. COSI’ FINALMENTE NON USCIRETE PIU’ DI CASA.
    ANTONIO D’AVINO

    • Questa del turismo enogastronomico é bellissima quasi illiuminante, qualcosa a cui le grette menti che protestavano, davvero non avrebbero mai potuto pensare. Si tratta infatti , in assoluto della piú grande baggianata, mai ascoltata , letta e/o pensata da un essere sensiente e per diverse ragioni , per esempio l’enogastronomia del territorio rappresentata ed innaugurata con una ditta ( tra l’altro ottima) di Catering di San Giuseppe Vesuviano , in una location umiliata da tavole imbandite come da foto e divanetti bianco/rosa. Che dire del direttore in pensione , anime’ non ne conosco i grandi meriti ne mi sogno di metterli qui in discussione , magari da un amministrazione mi aspetterei una bella manifestazione questa si ’istituzionale’ per parlare di questi meriti ai cittadini . Mi dispiace di aver assistito pero’ ad una conclusione così triste di un onorata carriera di un dirigente pubblico impegnato nel mondo della cultura in un paese che nella cultura non mette un euro così come nel sociale, un gruppo di grette menti insieme ad altre ha nei mesi scorsi presentato idee e progetti per la promozione di quel castello . Proprio per evitargli la fine che lei descriveva e quella a cui noi purtroppo abbiamo ciecamente assistito stasera , quando vuole puo’ venirci a trovare i costi sono piú contenuti di quelli dell’evento di stasera e c’e piú enogastronomia del territorio che in tutto San Giuseppe Vesuviano saremmo onorati di sottoporla al suo aperto e sempre illuminate giudizio... E per i voti ci pensi lei che e’ sicuramente piú bravo a fare il politico.

    • Un luogo di cultura, quale è un castello, si presta benissimo a quello che è un Simposio di celebrazione di un grande uomo di cultura quale è il preside D’Ascoli. è da tempo immemore che castelli, reggie e tenute sono usate dalle istituzioni, nobiliari prima, civili dopo, per questo tipo di feste. Ma ancora di più io opterei per fare del castello un centro turistico eno-gastronomico, e non per fare un favore ai ristoratori di Somma, quanto piuttosto per utilizzare un bene comune al servizio dello sviluppo locale, con creazione di posti di lavoro e crescita dell’economia. Chi si oppone è sempre lo stesso che fa una politica stanca e retrograda. preferisce forse costui guardarsi il castello morente e privo di vita. Io lo invito a proporre qualcosa di buono, magari una mostra degli artisti locali , con annessa degustazione di prodotto tipici locali, o perché no, una sagra dell’albicocca, visto la fine che sta facendo questo frutto prelibato.

    • Per chiarezza ed INDIPENDENTEMENTE dal contenuto del messaggio,l’Antonio D’Avino (che molti conoscono) non e’colui che ha commentato l’articolo.
      Onde evitare scambi di persona e malintesi, la prossima volta,gentile sig. ANTONIO D’AVINO apponga la data di nascita per maggiore correttezza.

      Chi scrive è Antonio D’Avino 79.

    • mi perdoni...ma questo signore è un uomo di Cultura, cottura o coltura
      diceca il principe Totò: ma, mi faccia il piacere!

    • Caro Giovanni, è nobile il tentativo di difendere tuo zio, ma è evidente che il richiamo al medioevo non si presta al caso di specie, ove vi è un evidente utilizzo per fini privatissimi di un bene pubblico...nè il richiamo alla cultura del Preside D’Ascoli può essere una buona giustificazione; nulla da togliere alla sapienza del dirigente scolastico,ma addirittura farlo passare allo stesso modo di Manzoni, Leopardi etc etc mi sembra quantomai inopportuno...

    • Egregi Signori, fra i pochi messaggi che ho avuto il privilegio di leggere, devo confessare che concordo ampiamente con la profonda riflessione del Visconte dimezzato. Se qualcuno nutrisse per puro caso qualche perplessità, lo invito a rivolgersi direttamente alle mamme dell’ormai ex prestigioso I Circolo di Somma, che grazie a questa immaginifica persona ha visto lo spettro della decadenza e l’elogio del nulla!!!
      Si prega inoltre di non scomodare quei personaggi che hanno dato lustro alla letteratura italiana e non.

    • Beh, il mio è un commento libero da qualsiasi appartenenza.

      Non nascondo affatto che, se dipendesse da me, affitterei il bene pubblico ai privati tutte le sere, e con il ricavato realizzerei un tesoretto da far gestire ad una rete di associazioni di volontariato e/o di promozione sociale del territorio per fini di utilità sociale.

      è un bene comune si, allora utilizziamolo, spremiamolo e generiamo utili per fini sociali.

      Non vogliamo affittarlo ai ristoratori? ok, pensiero rispettabile, mettiamoci in rete e organizziamo eventi, mostre, fiere, congressi ... qualsiasi cosa vi pare purchè si crei sviluppo.

      Ma la differenza è sottile, anche se il bene comune viene usato dalla più nobile delle associazioni, quest’ultima è di natura giuridica privata e quella sera ne ha la disponibilità. Quindi cosa vuol dire utilizzo privato? non vuol dire nulla, a mio avviso.

      e poi scusate tanto, ma la legge consente alle amministrazioni locali questo tipo di attività. Ogni corrente politica ha la propria visione del mondo. l’importante è che si rispetti la legge. Dal punto di vista della morale, ognuno ha la propria, la mia mi dici che è meglio sacrificare un bene comune , se questo può servire a creare anche una sola opportunità di crescita in più.

  • È semplicemente una vergogna, un palazzo di inestimabile valore storico-artistico viene per l’ennesima volta mortificato dall’attuale amministrazione sommese. Una struttura che da tempo richiedeva una ristrutturazione adeguata è stata trasformata in modo da far inorridire; come se non bastasse viene sensibilmente sminuita del suo valore ed usata per scopi privati. Per quanto si dica del “festeggiato” che non ho il piacere di conoscere e dell’assessore che pare ignorare i principii basilari della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, ciò che più lascia perplessi è la delibera con cui questo scempio è reso possibile. Il fatto che un pensionamento venga definito atto eccezionale tanto da essere celebrato con una pubblica cerimonia, può anche essere compreso ma che a tale cerimonia sia poi negato l’ingresso se non invitati è di per sé un controsenso logico-linguistico che lascia senza parole.
    Mi sorge spontanea un’ultima riflessione: dato che il permesso non è stato concesso all’assessore che ha inoltrato la richiesta ma al festeggiato, non è che per poter presiedere la cerimonia istituzionale anche le istituzioni abbiano dovuto chiedere di poter entrare????
    Non possiamo far altro che sorridere dinanzi a questo modus operandi che va avanti da troppo tempo e che speriamo cessi il più presto possibile,…. attendiamo solo una nuova amministrazione fatta di persone competenti ma che soprattutto rispettino davvero i diritti dei cittadini!!

    Il Delegato ACLI Beni Culturali per l’area vesuviana.
    Dott. Armando Raiti

  • Cari amici e lettori, innanzitutto non ho nulla contro il Preside D’Ascoli e per il suo pensionamento. Ma in realtà il mio messaggio è rivolto all’Assessore alla Cultura per dirgli che quella festa di ieri sera non ha nulla di cultura, in quanto è andato in pensione il Preside e non il 1° Circolo didattico. Poi vorrei lanciare un invito all’amministrazione mio zio l’anno prossimo andrà in pensione ed è un ottimo docente. Quindi tra qualche giorno invierò una richiesta all’assessore per prenotarmi la location.

  • Il professor francesco D’ascoli, onore e vanto della cultura vesuviana e nazionale è purtroppo deceduto alcuni anni fà .Il dirigente del primo circolo di somma Vesuviano è un ex docente di educazione fisica diventato dirigente in forza di una leggina non in seguito a vincita di concorso.

  • aldilà di tutto questo casino,la cosa più importante è che il comando dei vv.uu. di somma vesuviana ha svolto funzione di butta fuori ed è una cosa molto importante almeno i nostri vigili hanno un futuro fuori alle discoteche.CIAO da gugu70

    • sigor Giovanni coppola il suo intervento è del tutto frutto di una visione aziendalista dell’utilizzo dei beni pubblici di Somma Vesuviana, mi sembra che lei non riesca a vedere oltre l’ottica del profitto. In questo caso si parla di una gestione arbitraria di un bene che va utilizzato nell’interesse esclusivo della collettività. Le pare giusto trasformare il castello in un luogo dedito alle cerimonie private solo per produrre profitto? a me no!!! anzi, credo che tale bene debba essere a disposizione di tutti i cittadini in maniera assolutamente gratuita, affinchè questi possano trovarvi un luogo di cultura, confronto e crescita (senza pensare sempre a come guadagnarci sopra). L’assessore Coppola ha commesso un atto di pessimo gusto e non è il primo (basti pensare al famoso calendario) e non sarà l’ultimo degli scempi che compirà, se non lo si ferma prima. La cultura è una cosa fondamentale e non necessariamente deve essere vista in funzione di un guadagno. Con la cultura non si mangia, ma senza la cultura si muore!

  • Di fronte ad affermazioni quali "è un bene comune si, allora utilizziamolo, spremiamolo e generiamo utili per fini sociali.", riferite ad un bene di valore storico-artistico quale il castello d’Alagno, mi è impossibile rimanere in silenzio. Il problema è che, purtroppo, affermazioni del genere racchiudono in maniera incisiva come poche, tutta una mentalità circa l’uso dei beni pubblici e la tutela dei beni culturali in particolare. Una visione che vede in essi mucche da mungere e non beni da tutelare innanzitutto per il loro valore intrinseco. Purtroppo chi gestisce i beni culturali a Somma sembra ignorare ogni nozione basilare in termini di tutela e valorizzazione, a partire dal principio cardine secondo il quale la funzione assegnata ad un edificio di valore storico artistico è il MEZZO e non il FINE della tutela. Ciò vuol dire che il castello d’Alagno va utilizzato per conservarlo e non conservato per utilizzarlo (e spremerlo, e trarne utile, e farne una merce di scambio qualsiasi e sfruttarlo). Detto ciò vorrei dire due parole a chi accusa il movimento di critica sterile: be’, a queste persone vorrei solo dire di non parlare per partito preso. Per i memebri del movimento "restituiamo il castello d’Alagno ai cittadini" infatti, questi sono stati mesi di lavoro in cui alle critiche sono seguite proposte molto concrete circa i possibili usi del castello: funzioni che consentirebbero un uso vitale del castello come bene appartenente a TUTTI i cittadini sommesi(e non ai pochi eletti in grado di strappare, arbitrariamente, una concessione del gentile assessore alla cultura), nel rispetto della sua dignità storico-artistica.
    Mariangela Parisi
    p.s.Il documento da noi redatto, in cui sono visibili le NUMEROSE PROPOSTE di questi poveri sparuti manifestanti può essere consultato nel gruppo facebook "restituiamo il castello d’Alagno ai cittadini"...sempre che qualcuno abbia voglia di informarsi prima di lanciare accuse infondate. Grazie.

  • possibile che nessuno abbia letto e commentato il fatto che, gli invitati non potevano superare le 40 unità? chi avrebbe dovuto tenere il conteggio? l’autorizzazione, così come scritta lascia molto spazio a chi vuole "vedervi" delle forzature per la concessione.

    • Un giorno, mentre ʿAli taglia legna, sente delle voci. Si nasconde sopra un albero, dal quale ascolta il capo di una banda di 40 ladroni pronunciare la formula magica che permette l’apertura della roccia di una caverna: «Apriti, Sesamo!» e la formula magica per richiuderla: «Chiuditi, Sesamo!». Dopo che i ladroni (entrati precedentemente all’interno della caverna) ne escono e si allontanano, ʿAli Baba pronuncia a sua volta la formula e penetra nella caverna, scopre tesori ammassati al suo interno e preleva una parte d’oro. Suo fratello, Qāsim, che è abbiente per aver sposato la figlia di un ricco mercante, ma che non ha aiutato mai il fratello indigente, è sorpreso dall’improvvisa fortuna di ʿAli Baba che gli rivela la sua avventura.

      Il castello è un bene pubblico e patrimonio dell’umanità. Non è una villa privata

  • egregi signori se potete aiutarmi... vorrei fittare il castello per un battesimo.... come posso fare????’
    grazie!!!! a...., quanto mi costa? il sindaco ha fatto un listino..???

  • Ma di cosa ci meravigliamo? L’Amministrazione aveva promesso di "riportare il Castello d’Alagno al suo vecchio splendore" e lo ha fatto: infatti se nei secoli ha ospitato le feste e i bagordi dei potenti del tempo, la cui legittimazione andava ricercata nello jus sanguinis, oggi ospita le feste di potenti del nostro tempo: in entrambi i casi il popolo sta fuori e si rompe la schiena, ma forse a differenza del passato potrebbe alzare silenziosamente la voce nelle urne... chissà! oramai stiamo toccando il fondo, un luogo che era destinao ad essere museo e luogo di cultura e polo attrativo di tutismo ridotto a sala per cerimonie è un’altra dimostrazione di arroganza e del potere locale a cui mancano idee di largo respiro e una visione di lungo periodo del futuro della città...

  • La colpa di tutto ciò è principalmente della Dirigente Monica D’Amore.
    Tutto questo succede perchè la Dirigente non è stata assunta con un regolare concorso ma per nomina e quindi deve necessariamente sottostare alle volontà politiche. Se avessimo avuto un Dirigente di "carriera" tutto ciò non sarebbe accaduto!!!!

  • vorrei ricordare un po’ a tutti che il D’ASCOLI e’ preside al 1°circolo da appena 4 anni e non ha portato nessuna innovazione ne novita’ , addiruttura c’ erano genitori che non l’hanno mai visto, ed ha fatto rimpiangere molto il precedente dirigente MASSA.LA FESTA AL CASTELLO L’HA FATTA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PERCHE’ AMICO DEL SINDACO. i genitori di via roma non l’hanno mai amato.

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