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Ottaviano. Punti di vista/ Lettera del neo assessore Vincenzo Prisco alla nostra Redazione

sabato 7 luglio 2012, di Giovanna Salvati


Riceviamo e pubblichiamo dal neo assessore Vincenzo Prisco del Comune di Ottaviano la replica ad un nostro articolo. Nel contempo ci permettiamo di dissentire da quanto scritto dallo stesso assessore, ragion per cui esporremo anche il nostro punto di vista. Per opportuna conoscenza questo l’articolo contestato : http://www.laprovinciaonline.info/spip.php?article8299

"Egregia dottoressa Salvati, ancora una volta lei non si smentisce, dimostrando di non conoscere il mestiere che millanta di praticare. La prossima volta si faccia consigliare da uno qualunque dei giovani che nella nostra città animano, con i loro scritti, le pagine del Confronto. Le ritornerà molto utile! Mi sarebbe piaciuto consigliarle maestri più esperti, ma lei dimostra, quanto alla professione che sostiene di praticare, di essere molto indietro rispetto ai livelli minimi richiesti per l’esercizio di essa. Eppure – le sembrerà un paradosso- io la proporrei quale modello nelle scuole di giornalismo! I suoi articoli, rappresentano, infatti, un efficace compendio delle storture e degli errori che un giornalista non dovrebbe mai compiere. Nel suo ultimo articolo, una girandola scoppiettante di parole in libertà ,nella quale si confondono fatti e commenti, lei scrive di un ricatto che il partito democratico avrebbe perpetrato ai danni del primo cittadino. Intendo- a nome del partito democratico- chiarirle un concetto: noi non facciamo ricatti. Siamo stati eletti in una coalizione di centro sinistra e – le piaccia o meno- continueremo ad essere leali, seppure con la franchezza che ci ha contraddistinto in questi anni. Quando ci siamo accorti che c’era bisogno di nuova linfa, che l’azione amministrativa aveva perso smalto, non ci siamo rinchiusi a meditare complotti, ma abbiamo espresso la nostra posizione alla luce del sole e nella sede deputata a questo. Il sindaco ha ritenuto di dover ascoltare le nostre riflessioni e ha compiuto gli atti di cui tutti ormai siamo a conoscenza, nominando, in totale autonomia, due personalità eccellenti della società civile, che si sono distinte per i loro meriti, per la loro storia. Mi creda un sindaco sotto ricatto non avrebbe potuto farlo.
Ancora: nel descrivere la nuova giunta lei afferma che la metà “puzza di vecchio”. Esprimere dissenso è un suo diritto-dovere, ma il linguaggio rozzo che utilizza è rivelatore di una visione discriminatoria di tutto ciò che non è giovane.
Veniamo alla mia persona. Lei si stupisce che il sindaco abbia nominato assessore un giovane giovane docente di sostegno che "certo non vanta un curriculum di presenze ad effetto, in questi lunghi anni di attività di consigliere infatti non sembra aver mai proferito progetti politici se non aver letto il famoso documento a firma dei componenti del Pd per chiedere al sindaco una verifica"
Mi dispiace farle notare che, anche in ciò, lei è poco informata e scrive senza controllare le notizie alla fonte . Cominciamo col dire che svolgevo l’attività di docente di sostegno, attività che mi ha dato molte soddisfazioni umane e professionali, qualche anno fa. Attualmente insegno lettere e latino presso un liceo della provincia di napoli ( ad ogni modo poteva chiedermelo e avrei soddisfatto questa sua curiosità). Quanto al "curriculum di presenze ad effetto”, le confesso che faccio fatica a comprendere il senso delle sue parole. Chi scrive non ha mai abdicato al suo ruolo di consigliere comunale, e non ha fatto mancare il suo contributo nei toni e nelle forme che ha ritenuto più opportune ( i verbali del consiglio comunale sono a sua disposizione). Lo stesso famoso documento, alla cui realizzazione ho contribuito, altro non è che il frutto di una analisi politica democraticamente svolta all’interno dell’unico partito operante sul territorio.
Capisco benissimo che queste mie riflessioni non contribuiranno a convincerla della bontà della mia nomina. Le chiedo per questo di mostrare una pazienza pari a quella che tutti noi abbiamo dimostrato nei suoi riguardi. Per mesi abbiamo assistito in silenzio allo sterminio della sintassi e delle regole basilari della scrittura da lei perpetrato, allo scempio da lei compiuto ai danni delle più elementari nozioni grammaticali. Ci ricambi con la stessa indulgenza. Vincenzo Prisco

Questa la replica:

Gentile professore Prisco,

La ringrazio per le “lusinghe” rivolte alla mia persona, ma considerato il pulpito da cui provengono e la pochezza dell’uomo che Le muove, lasciano il tempo che trovano.
Con la sua lettera offende non solo me, ma anche i giovani de “Il Confronto”, apostrofandoli, indirettamente, poco esperti, e francamente non penso che ne abbia licenza e facoltà per farlo.
Sin dagli albori della mia carriera giornalistica ho cercato con oggettività e professionalità di mettere la mia penna al servizio del pubblico, trasformando il giornale in cui mi onoro di lavorare in una cassa armonica capace di dar voce alla gente. La stessa gente di cui la politica, a tutti i livelli, dovrebbe essere al servizio, e che puntualmente ignora.
Se la sua saccente persona si fosse fermata per un attimo a riflettere sul perché una giornalista laureata e con al suo attivo un master in comunicazione, utilizzi un modus scrivendi, così elementare, quello che Lei in maniera dispregiativa definisce “girandola scoppiettante di parole in libertà”, si sarebbe accorto che i miei articoli sono strutturati in modo tale da essere compresi anche da lettori meno forbiti ma non per questo condannati ad essere meno informati.
La infastidisce il termine “puzzano di vecchio” ma Le ricordo ciò che impropriamente definisce “linguaggio rozzo” altro non è che una sintesi di un celebre aforisma di William Shakespeare “ah, la mia offesa è ripugnante, ma il suo puzzo sale al cielo” (per sua opportuna conoscenza William Shakespeare era un celebre scrittore inglese).
Le faccio inoltre notare che la mia perplessità, come anche quella di altri giornalisti, intorno alla sua persona, nasce dall’elemento oggettivo che Lei, dal punto di vista politico, ha operato sempre nel totale anonimato. Seppur come dice “non ha fatto mai mancare il suo contributo nelle forme che ha ritenuto più opportune” dai tempi della sua militanza nei Ds ad oggi, della sua lunga carriera politica, la città di Ottaviano non ne ha alcuna memoria. Ricordo solo, CINQUE discutibili interventi e mi perdoni, discutibili perché, se la memoria non mi inganna, nella seduta del 27.02.2012 chiese la parola per giustificare l’assenza per motivi di salute di due consiglieri. Generando i sorrisi di quanti assistevano alla stessa.
Ma veniamo al documento della discordia di cui Lei è stato un’abile amanuense e ambasciatore, ma forse non ha inteso né il vero significato politico né la gravità del suo contenuto.
Il senso di insoddisfazione profonda nei confronti di chi amministra il nostro paese non era solo un indicatore del malessere della cittadinanza ma anche dello stesso Partito Democratico. La stessa insoddisfazione era stata resa manifesta più volte all’interno delle riunioni di maggioranza e prima ancora alla presenza dell’onorevole Orlando. Tutto ciò era stato esternato al primo cittadino, non solo nelle sedi opportune, ma anche in colloqui privati resi alquanto animati da atteggiamenti “guasconi” di alcuni esponenti. Se questa situazione che, per ovvi motivi, mi limito a descrivere in maniera riduttiva e grossolana, non può definirsi ricatto politico, mi dica Lei come la dobbiamo descrivere.
Non ho mai messo in discussione la bontà della sua nomina, né quella dei suoi compagni di partito. Mi sono limitata semplicemente, come faccio ogni giorno, a riportare la notizia. Questa volta forse mi sono fidata troppo di una delle mie poco attendibili fonti: il sito istituzionale del Comune di Ottaviano. Nello stesso alla rubrica dove si descrivono i componenti del consiglio comunale, alla voce Vincenzo Prisco cita “E’ docente esperto all’insegnamento per i ragazzi diversamente abili”.
La prego di leggere questo mio documento anche in sede istituzionale in modo da portare a conoscenza di quanto scritto anche quanti con lei hanno collaborato alla stesura della replica all’articolo da me redatto.
Auguro a Lei e alla relativamente nuova compagine politica ottavianese un buon lavoro. Certa che finalmente riuscirete ad ottenere risultati significativi nell’ambito politico comunale.
Giovanna Salvati

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