Home > Cronaca > Palma Campania. Nel giorno dell’addio ad Alessandra il dolore dei familiari (...)

Palma Campania. Nel giorno dell’addio ad Alessandra il dolore dei familiari e degli amici

sabato 7 luglio 2012, di Giovanna Salvati


Palma Campania. E’ il giorno dell’addio. E’ il giorno dell’ultimo saluto alla “Dolce Ale”. La città si ferma alle 17,00 quando il feretro arriva dinnanzi alla chiesa del Santissimo Rosario. Nella bara il corpo è quello della giovane Alessandra Sorrentino, la 26enne uccisa barbaramente dal marito, Giancarlo Giannini, per un «Ti amo» postato su Facebook. Una storia assurda che lascia spazio solo al silenzio. Quello che chiede don Pietro dal pulpito, ma soprattutto quello che all’esterno della chiesa i cittadini e gli amici. “E’ una vicenda assurda come la si fa a commentare?”. E’ l’interrogativo di Anna “la conoscevo perché abitava di fronte casa mia, la vedevo quando scendeva con i bambini, due tesori, che brutta fine”. Non si sbilancia dal commentare la cruenta morte ma aggiunge “non si può morire in questo modo, imperdonabile”. E’ una città che si chiude. Alla vista della telecamera qualcuno esordisce “venite a riprendere le cose belle di questa città non le cose brutte”. Ma Palma Campania oggi è vestita di lutto, e gli unici colori sono quelli del rosso. Il sangue di una vittima innocente di appena 26 anni morta per un «Ti amo» sul social network, o il rosso della passione con la quale aveva amato i suoi piccoli figli e lo stesso marito, che per lei invece ha riservato solo la morte. “Nessuno può decidere di togliere la vita di un’altra persona” commentano alcuni ragazzi che dal muretto aspettano che arrivi il feretro di Alessandra. “Era una ragazza solare, una ragazza semplice, impazziva per i suoi figli. Per loro avrebbe dato la vita”. “Ricordo quando era in dolce attesa – racconta in lacrime una sua amica – doveva a tutti costi andare a vedere i negozi di abbigliamento per neonati, era bella e solare, non doveva morire così”. C’è chi poi con cinismo azzarda una sentenza “spero che il marito paghi e si renda conto di quello che ha fatto”. Per altri invece “un amore può anche finire, non so se il loro era finito, ma la gelosia non può rendere un uomo così cieco e mostruoso”. C’è chi si cala nel ruolo e prova ad immaginare il perché un marito sia arrivato a tanto. Ma poi si guardano intorno e esclamano “non c’è nessuna spiegazione e nemmeno nessuna giustificazione”. “Come faranno ora quei due piccoli bambini a rassegnarsi e a vivere una simile tragedia”. Il pensiero va a Christian e Biagio, i figli di Alessandra e Giancarlo. Entrambi non sono stati portati al funerale della madre “troppo strazio hanno fatto bene” commentano. Ma poi dopo tanto parlare , all’interno della chiesa, invece le parole cedono il passo allo sguardo. Gli occhi sono tutti puntati su quella foto: Alessandra con i suoi occhiali da sole, dolce, sorridente, piena di vita e voglia di cavalcare la vita. Quella che per lei però è finita troppo presto. (Metropolis 7 Luglio 2012)

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.