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Striano. Tonino Scala chiude la rassegna "Stringiamoci a Corte"

giovedì 12 luglio 2012, di La redazione


È terminata con la presentazione del libro di Tonino Scala “Buona fine e…buon
principio” edito da cento autori la rassegna “Stingiamoci a Corte” organizzata
dalla proloco di Striano. Tre appuntamenti, tre incontri, tre serate di libri,
poesia e musica “dove meno te lo aspetti”: in un cortile di campagna, tra le
piante di nocciola e qualche casa sparsa a fare da scenografia. È la
manifestazione “Stringiamoci a corte” che è diventato un appuntamento fisso
dell’estate strianese con un gruppo di ragazzi, quelli della proloco che
animano un territorio che ha la necessità di risalire la china. Quest’anno tre
sono stati gli appuntamenti il primo con “Operazione Penelope” di Raffaele
Cantone – magistrato e scrittore, il secondo con Raffaele Urraro e il suo “Ero
il ragazzo scalzo nel cortile” e dulcis in fundo Tonino Scala con il suo “”
Buona fine e buon principio” . ““Stringiamoci a Corte” è anche un modo per
esprimere un modo di esserci, nella realtà sociale e culturale del paese: a
modo nostro e “dove meno te lo aspetti” stare insieme con semplicità, poche
spese e tanta, tanta passione” questo il commento dei giovani della proloco.
Buona fine e buon principio è un viaggio nella sua Napoli, nelle sue storie che
si districano nel 31 dicembre napoletano. Il giorno in cui tutto dovrà
cambiare, il giorno in cui un popolo spera, poi arriva il primo, il principio
e… Una città protagonista con le sue storie i suoi vicoli, le sue canzoni. Un
camion che corre una canzone la colonna sonora del libro e della vita dei
napoletani “Nu napulitano nun è sempe allero, nun le baste ‘o sole, tene troppe
penziere. Dint’ ’a chesta gara parte sempe areto, corre tutt’ ‘a vita e ‘o
traguardo è ‘na barriera”. L’autore è l’ex scugnizzo dal caschetto biondo Nino
D’Angelo. una città che è un palcoscenico di vita. Napoli, le sue strade, le
sue piazze, i vicoli, i personaggi, le scene singolari, i dialoghi, i monologhi
… La Napoli che dal suo ventre partorisce storie indimenticabili, musiche,
suoni, rumori, caos, aneliti di pace, d’amore, di vita dignitosa. È al ritmo di
motivi ben noti ai napoletani “ delle strade provinciali, secondarie, di viuzze
e di ogni pertugio che trabocca di gente” si snodano i fatti, si ripetono
tradizioni, usi, costumi, si rinnova quel “tour de force culinario” di un
Natale volutamente festoso, delle abbuffate e dei profumi delle immancabili
pietanze partenopee. È il Tonino Scala, autore impegnato e creativo, che
osserva, che medita, coglie momenti di vita, ascolta e descrive in modo
mirabile la realtà di una città eterna. Una città madre e matrigna, in alcuni
casi, ma sempre la stessa. Un orologio scandisce il tempo, è una voce, un segno
inconfutabile della vita che scorre e fa rintoccare i suoi attimi, momenti
della storia di un popolo verace, sanguigno col suo linguaggio forte, incisivo,
immediato, talvolta rassegnato e fatalista, talvolta fortemente combattivo.

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