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12/7/2012 Una data da ricordare.

Una poesia per una data storica: 12 luglio 2012!

“Riappropiamoci della nostra festa” lo slogan che campeggiava sulla bocca di tutti. Festa calpestata e offessa da un manipolo di “nolesi”, quelli che non amano ed offendono Nola solo per salvaguardare i loro loschi affari.

lunedì 16 luglio 2012, di Comunicato Stampa


Nel 1821, da Nola, partirono con Morelli e Silvati i modi rivoluzionari. Quindi la storia ricorda le 5 giornate di Milano e, ancor di più, le più famose 4 gironate di Napoli.

Facendo, naturalmente, le debite proporzioni, Nola ricorderà per sempre la date del 12 luglio 2012.

Ieri sera, una marea di giovani, (los indiganados) ha dato vita ad un corteo che resterà indelebile nella mente e nel cuore di tutti i partecipanti Uomini, vecchi, signore si sono uniti, emozionati e commossi fino alle lacrime, in un unico abbraccio, a questi ragazzi che hanno lanciato un grido di libertà.

“Riappropiamoci della nostra festa” lo slogan che campeggiava sulla bocca di tutti. Festa calpestata e offessa da un manipolo di “nolesi”, quelli che non amano ed offendono Nola solo per salvaguardare i loro loschi affari.

Mi fermo qui, per non rischiare una querela. Solo,ai Nolesi, voglio dare un consiglio: Fate modo che dopo Giffoni, qualche sperduto paese dell’Asia vi inviti, colà, a portare un giglio. Accettate di corsa. Però San Paolino deve fare ai Nolani una grazia: che voi facciate il biglietto aereo di sola andata.

Infine il più sentito “grazie” agli organizzatori, che mi troveranno sempre al loro fianco, e a tutti coloro che hanno partecipato al corteo e che io definisco “i testimoni del 12 luglio 2012”. Potranno dire. “ Io c’ero!” W Nola W San paolino.

PERDONACE E AIUTACE

PE’ tutt’ e guaje c’ammo cumbinato
Pe’ tutt’ ‘E Vvoe ca t’avimmo annummenato
Chiammanno o’ nomme tuoie senza cuntegno
Perdonace
Tenvemo nu core e’ gugaglincello
Ca tu ce avive dato
E nuie l’avimmo perduto
Perdonace
Pe’ Tutt’ ‘o bbene ca tu ce avive regalato
Ca faceva bella ‘a vita
E nuie l’avimme spezzato
Perdonace
San paulino s’era stancato
‘e tirà stu filo
Ca manteneva nuie e ‘o cielo
Nuie e o mare, nuie e Dio
E se fermaie llà
All’angolo d’ ‘o vico.
E, offeso a morte,
dicette: Io, ‘a ccà nun passo!
S. Pulì, Aiutace
Aiutace a vedè cu ll’uocchie e nu criaturo
Aiutace a pruà ‘o sapore d’ ‘a vita
Aiutace a truà ‘o calore ‘e n’amico
Aiutace ‘a guardà ‘o mistero d’ ‘o Munno
Aiutace
Perdonace e Aiutace.

(ndr: gigino barone)

Note. Poesia scritta dopo aver visto la barca ferma all’imbocco Vico Piciocchi il 25/06/2012.

Note dell’autore:

San Paolino (la barca) si è fermato. All’alba del 25 giugno all’imbocco del vico Piciocchi. Quasi avesse voluto significare, simbolicamente, “questa è la vostra ultima prova. Non ve la faccio fare. Io da qua non mi muovo. Io ‘a ccà nun passo! Prima che io torni a passare dovete farlo voi, col cuore pulito.”

E, ieri, Con Il Cuore Pulito, Una marea di gente è passata per quel vico “astritto e luongo”. Era il 12 Luglio 2012. Una data da ricordare. Voglio con tanta umiltà lanciare un invito alle paranze. Dal prossimo anno, prima di passare il Piciocchi, quasi a voler testimoniare la ritrovata pace con il nostro santo, Suonate e cantate l’inno a San Paolino.

Autore/Fonte: Antonino Cassese

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