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Somma Vesuviana, lo spettro dei licenziamenti fa mettere in sicurezza il ponte pericolante della SS268

martedì 17 luglio 2012


Somma Vesuviana. “E’ bastata una calata di serrande ed una protesta di piazza per risolvere in poche ore un problema che durava oramai da otto anni”. A pronunciare la battuta, che in realtà ha il sapore di un’amara costatazione di come vadano le cose in questo paese, uno dei residenti di via del Cenacolo il quale si è visto mettere in sicurezza il ponte della SS 268 solo dopo che Gennaro Secondulfo, titolare dell’omonimo hotel a quattro stelle, ha provocatoriamente incrociato le braccia e licenziato i suoi trenta dipendenti a causa della chiusura della strada che porta al suo albergo. I fatti. Ieri mattina receptioniste, cuochi, addetti alle pulizie, alle camere e baristi si sono dati appuntamento sotto Palazzo Torino, sede del municipio, per protestare contro la decisione del Comune di chiudere via del Cenacolo a causa del ponte pericolante della SS268. Nel mirino dei manifestanti, che per alcune ore hanno bloccato gli accessi a via Aldo Moro ed isolato piazza Vittorio Emanuele III sia il sindaco Raffaele Allocca che il comandante dei vigili urbani Vincenzo Di Palma, quest’ultimo “reo di aver gestito malissimo la vicenda ed allestito in prossimità del ponte una segnaletica d’emergenza insufficiente ed inadatta (quattro grossi blocchi di cemento di quattro metri n.d.r.) che ha provocato ben tre incidenti in una sola notte, quella di venerdì”. La situazione si è sbloccata poco dopo mezzogiorno, quando cioè una delegazione di manifestanti è stata accolta dal primo cittadino che ha garantito loro l’intervento, puntualmente giunto, dell’Anas. Non è la prima volta che il ponte pericolante sale prepotentemente alla ribalta delle cronache. “Nell’agosto del 2004- come si legge in un’interrogazione consiliare presentata nel 2007 dal consigliere Raffaele Maione che raccolse l’istanza di alcuni cittadini preoccupati di avere dei calcinacci penzolanti sulla propria testa- esso fu danneggiato da un autocarro che colpì in pieno la prima travata della struttura. In quell’occasione l’Anas, che si occupa della manutenzione della SS268, inviò i propri tecnici per un sopralluogo e per mettere in sicurezza il ponte pericolante. Poco più di una anno dopo si ripeté la scena con un autocarro di grosse dimensione che andò a danneggiare sempre la prima travata già colpita. A quel punto si misero in moto anche i vigili del fuoco che attestarono il danno e consigliarono all’Anas l’adozione di accertamenti estesi al viadotto per verificare evidenti danneggiamenti strutturali; urgenti lavori di riparazioni e ripristino delle condizioni di sicurezza ed inibizione al transito veicolare della carreggiata interessata dal pericolo”. Da allora poco o nulla si è fatto anche se nel 2007 l’Anas, in una circolare fatta pervenire all’ente di Palazzo Torino, annunciava di “aver predisposto un’apposita perizia di spesa inerente ai lavori di messa in sicurezza per i quali si attende la relativa copertura finanziaria”. Poi il silenzio, la sciatteria e la precarietà fino a ieri, quando una prima pezza è stata messa senza che, fortunatamente, ci sia scappato il morto.

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