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S.Anastasia Dopo le accuse dell’Amministrazione il comitato di via Romani scrive a De Martino

“Prefetto, non siamo violenti”

mercoledì 1 agosto 2012, di Gabriella Bellini


Non si placa la scia di polemiche che hanno seguito la manifestazione dei residenti del quartiere Romani a Sant’Anastasia, protesta voluta non contro l’isola ecologica, ma contro la sua realizzazione nei pressi di una scuola e tre parchi residenziali. Ora per far sentire le proprie ragioni, dopo le accuse dell’amministrazione comunale, che ha affermato che per la loro “violenza” bloccata solo dall’intervento delle forze dell’ordine non si è potuto tenere un incontro programmato sul “Puc partecipato”, gli esponenti del comitato prendono carta e penna e scrivono al prefetto di Napoli, Andrea De Martino. “Con la presente”, scrivono, “i membri del Comitato di Via Romani intendono fornire al Prefetto chiarimenti in merito alla manifestazione tenutasi il giorno 24 luglio 2012 all’interno del Comune di Sant’Anastasia per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale (delib. N.178 del 5/10/2010) di cambiare il sito per la costruzione di una Stazione Ecologica Tipologia 3B, abbandonando un progetto già approvato e finanziato. Nello specifico è doveroso sottolineare, per contribuire alla ricostruzione della realtà dei fatti, che: la manifestazione era stata da tempo programmata e regolarmente autorizzata dalla Questura; I manifestanti non hanno in alcun modo impedito l’accesso dei cittadini alla contemporanea conferenza pubblica sul PUC: difatti il corteo è arrivato in piazza Siano alle ore 19.40 circa, ben oltre quindi l’orario di inizio (18.30) dell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale. È stato semmai impedito ai componenti del corteo, su ordine del Primo Cittadino, l’ingresso nel Palazzo del Comune per assistere e partecipare pacificamente alla conferenza pubblica; i manifestanti infine mai si sono lasciati andare ad atteggiamenti o atti violenti, nonostante le continue provocazioni subite in questa come in altre circostanze; considerando poi che del corteo facevano parte bambini, anziani e madri di famiglia, la definizioni di facinorosi, che è stata data ai partecipanti, ci sembra inappropriata e lontana dal reale”. A riprova dell’iniziativa non violenta dei manifestanti Rifondazione ha deciso di utilizzare una delle foto del corteo, che dal quartiere periferico si è poi concluso in piazza Siano davanti al municipio, dove si vedono chiaramente alcuni bambini che mantengono lo striscione “Si all’isola ecologica, ma lontano da case e scuole” ed una frase emblematica ed ironica, “Black Bloc”, così come vengono notoriamente definiti i manifestanti dediti ad azioni di protesta spesso caratterizzate da atti vandalici, disordini e scontri con le forze dell’ordine.

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