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La crisi dell’albicocca vesuviana sbarca in Regione. Mocerino (Udc): "Lavoreremo per salvare il comparto agricolo del vesuviano"

giovedì 2 agosto 2012, di Serena Ruta


Somma Vesuviana. Le albicocche del vesuviano approdano in consiglio regionale prima e in audizione presso l’ottava commissione consiliare agricoltura Agricoltura poi. A portacele, metaforicamente, il consigliere regionale Carmine Mocerino (Udc) il quale ha presentato un’interrogazione al presidente Stefano Caldoro sullo stato di crisi che quest’anno ha attanagliato i produttori del vesuviano. “Con la denominazione di “Albicocca Vesuviana” si indicano in una dozzina di antiche varietà, la cui area di produzione coincide con il territorio di 18 Comuni della provincia di Napoli, all’interno della Cocca Vesuviana del Parco Nazionale del Vesuvio” recita il documento del segretario provinciale del partito dello scudocrociato. “La Campania - si legge nell’atto- in generale è la regione più importante, nella coltivazione di albicocche, con quasi 50mila tonnellate di prodotto, proveniente per la maggior parte dal Parco nazionale del Vesuvio, che rappresenta circa l’80% della produzione regionale. Nell’area dell’Ente Parco attualmente vi sono circa 2000 ettari di albicoccheti, con una produzione che in condizioni climatiche normali si dovrebbe attestare sui 400mila quintali. Quest’annata-prosegue l’interrogazione - è stata disastrosa per i produttori che hanno venduto le albicocche dai 5 ai 15 centesimi al kilo per i prodotti utilizzati dal comparto industriale agroalimentare e dai 20 ai 60 al kilo invece per i prodotti consumati freschi” aggiunge Mocerino. “Un vero peccato se si considera che L’”Albicocca del Vesuviano” ha delle qualità organolettiche, derivanti da colture che poggiano su terreni lavici, che la rendono unica rispetto ad altre coltivate in altre zone del paese. E la problematica è ancora più seria- ammonisce il consigliere- se si considera che la produzione e la commercializzazione delle albicocche del Vesuviano supera i 10 milioni di euro di fatturato annuo e dà lavoro, tra posti fissi, stagionali ed indotto, a diverse migliaia di persone residenti nella regione Campania. Ed in tempi di crisi stringente ciò non possiamo permettercelo” afferma Mocerino. Una prima proposta il politico la fa: “Bisogna mettere in campo progetti per sistemare il complesso sistema agricolo del vesuviano reso debole dalla quasi assenza di aggregati cooperativistici e dall’eccessivo frazionamento dei terreni che rendono di fatto le produzioni di albicocche in queste terre poco concorrenziali rispetto a prodotti di altre regioni d’Italia” conclude il segretario provinciale udiccino.

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