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Tante le vittime dell’area Vesuviana che hanno ottenuto sostegno psicologico e materiale

Una casa per le donne abusate

venerdì 3 agosto 2012, di Lisa Terranova


“Questa di Marinella è la storia vera che scivolò nel fiume a primavera” così inizia la celebre canzone di De Andrè, fonte d’ispirazione per l’apertura della casa di accoglienza per donne maltrattate “La Casa di Marinella” , prima struttura nata nel Napoletano con la legge regionale del 2000. Operativa sul campo una squadra tutta al femminile, guidata dalla responsabile Mariella Nappo, Dircelia Pia Ambrosino nel ruolo di counselor/educatrice e Rita Fabiola Guicciardini. Donne combattive, con l’arduo compito di difendere altre donne vittime di ogni forma di violenza che sia di natura fisica, psichica oppure stalking. La casa di accoglienza comprende anche un team di psicologhe, sociologhe, avvocati e assistenti sociali in grado di svolgere attività come ospitalità gratuita (vitto e alloggio) per se e i propri figli, orientamento, consulenza legale, consulenza psicologica, gruppi di auto aiuto, partecipazione a progetti laboratoriali e reinserimento nel mondo del lavoro. All’interno della casa accoglienza troviamo un ambiente caldo, confortevole, luminoso, dove a rivolgersi non sono solo le donne provenienti dalla zona vesuviana, proprio da Sant’Anastasia è giunta una delle ultime vittime, ma come lei ne arrivano da ogni angolo d’Italia. Questa nobile iniziativa è rivolta a chi è stata vittima di stupro, di violenza domestica, donne costrette alla prostituzione insomma chiunque subisce un dramma immane, dove spesso nel baratro nero vengono trascinati anche i loro bambini indifesi ma al contempo stesso motivo di rinascita e speranza per le loro mamme. “Cerchiamo di far sentire le nostre ospiti al sicuro”, spiega la Ambrosino, “Pianifichiamo un percorso individuale, dove le aiutiamo a riacquisire la loro autostima annullata dalla violenza subita, le rendiamo autonome reinserendole nella società, ma soprattutto le aiutiamo ad riallacciare i rapporti intrapersonali, come l’amicizia, l’affetto, l’amore, sentimenti cancellati dalla loro tragedia”. “Di recente, abbiamo ottenuto un’altra vittoria”, aggiunge la responsabile nonché ideatrice di questo progetto, Mariella Nappo, “Sulla stessa linea d’onda, abbiamo inaugurato il Centro Antiviolenza per donne “Maria Claudia Falcone” , dedicato ad una ragazza quindicenne anche lei vittima della ferocia dell’uomo, uccisa durante la repressione argentina, nel bagno di sangue della Notte delle matite. Tutti noi, in piena sinergia cerchiamo con questi progetti di essere in prima linea per combattere questi orrori, aiutiamo queste donne insieme ai loro bambini a rinascere, senza la paura di essere vittime di un’ennesima violenza. Le ospitiamo in questa casa, che durante il loro soggiorno diventa la loro dimora, tra attività domestiche e la cura dei loro bebè. Infatti di recente, La Casa di Marinella ha visto nascere delle vite preziose”. Racconta commossa la Nappo felicissima per questo evento, e prosegue: “Le tuteliamo in tutto e per tutto, soprattutto legalmente”. Questo team di angeli che operano per il buon funzionamento della struttura ha come unico obiettivo quello di difendere le vittime, e dunque di non fargli la vita di una donna perseguitata come la canzone di De Andrè, ma di farla vivere in tutto il suo splendore in quel roseto immortale, posto d’onore che le compete.

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