Home > Politica > “Sindaco rispondi ai nostri dubbi”

L’associazione neAnastasis scrive ad Esposito per i contrasti sull’isola ecologica

“Sindaco rispondi ai nostri dubbi”

venerdì 3 agosto 2012, di Gabriella Bellini


Dodici domande al sindaco Carmine Esposito, alcune dirette, in qualche caso anche “imbarazzanti”, tutte con l’unico obiettivo di arrivare al centro della questione che da settimane tiene banco a Sant’Anastasia: perché l’isola ecologica è stata “trasferita” da dove era prevista inizialmente? A porre gli interrogativi, con una lettera aperta, l’associazione neAnastasis che esordisce scrivendo: “Se a Lei sta a cuore la crescita del paese, allora dovrebbe cominciare a farlo crescere anche dal punto di vista della legalità. A tale scopo, in qualità di primo cittadino, dovrebbe dare l’esempio e, una volta per tutte, chiarire le gravi incoerenze contenute nella delibera N.178 e nelle sue recenti dichiarazioni fatte all’indomani della manifestazione per l’isola della legalità”. E ancora: “Lei cerca di spostare l’attenzione sulla necessità di realizzare l’isola ecologica (su cui siamo tutti d’accordo) evitando sistematicamente di spiegare perché non si è già realizzata da due anni al Boschetto. Il suo silenzio rispetto a domande ben circostanziate non fa che alimentare il sospetto del vero motivo per cui l’isola ecologica non si è più fatta in via Pertini, ovvero per aver voluto favorire interessi di singoli suoi amici, per giunta consiglieri comunali. Sappiamo che la cosa la infastidisce non poco al punto da minacciare di denuncia (non si capisce per quale reato) quando queste domande le vengono poste in pubblico dinanzi ai suoi supporters.
La invitiamo a usare toni più pacati, evitare di fomentare una spaccatura tra cittadini, tra chi è a favore e contro l’isola ecologica. Tutti la vogliamo l’isola ecologica, tutti non vogliamo perdere il finanziamento della Provincia ma tutto deve avvenire nel rispetto della legalità e in modo condiviso e partecipato. Se Lei forzerà la mano per fare l’sola ecologica accanto alla scuola non passerà alla storia come il sindaco del “fare” quanto come il sindaco che “s’ha da fare !””. Premessa per le dodici domande che affrontano diversi argomenti, l’associazione chiede, ad esempio, perché il sindaco non ha ascoltato i cittadini che hanno fatto ricorso al Tar, hanno promosso una denuncia ed invece ha deciso di cambiare il progetto, la prima volta, solo sulla base di una semplice diffida. Chiedono poi di sapere se “E’ vero o no che l’area destinata dal sindaco Pone per l’IE era, ed è, nella disponibilità di un consigliere di maggioranza? A che titolo?
Perché ha impedito alla città di poter disporre già da due anni di un’IE già progettata e finanziata? Perché, decidendo di spostare l’Isola, ha scelto un’area pregiata da un punto di vista urbanistico già individuata per progetti di urbanizzazione in un’area residenziale, per giunta a ridosso di una scuola senza neppure consultare gli organi di governo della scuola? Perché ha ignorato il parere critico dell’Asl circa l’ubicazione dell’Isola accanto ad una scuola? Perché non ha accettato le decine di suggerimenti alternativi proposti anche in relazione ad una dislocazione più baricentrica rispetto alla popolazione residente nel comune (ad esempio l’area destinata alla caserma dei carabinieri)?”. Ma non solo, l’associazione, da tempo attiva sul territorio, chiede di poter vedere tutti i documenti inerenti l’argomento per attuare “una reale partecipazione democratica alle scelte di governo del territorio”. Ecco perché chiedono al sindaco perché nelle sue ultime dichiarazioni afferma che “lo spostamento dell’ Isola fu determinato dall’ elaborazione del PSO (proposta di Piano Strategico Operativo che risale al 2006, nemmeno approvato e che si occupa prioritariamente della messa in sicurezza del territorio vesuviano e del decongestionamento) che, a suo dire, individuava l’area prescelta al Boschetto nella fascia di eccellenza turistica per la vicinanza al santuario di Madonna dell’Arco quando la Provincia ha approvato e finanziato il progetto del Comune nel 2009 senza fare alcuna osservazione circa la “spiccata vocazione turistica del sito”? Per quale motivo un’area distante solo qualche centinaio di metri in più dal Santuario di Madonna dell’Arco (1100mt contro 900mt) a sua avviso non deve essere considerata “nella fascia di eccellenza turistica” sebbene più facilmente raggiungibile e disponibile anche per altre infrastrutture (stadio Comunale). Perché ora tira in ballo le vie di accesso all’area in via Pertini quando né bando né la Provincia facevano alcun rilievo su questo punto?”. Ed infine gli chiedono perché rifiuta ogni proposta di confronto. Ora si attendono le risposte di Esposito.

FOTO PASQUALE INDUSTRIA

Un messaggio, un commento?

moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Chi sei?
I tuoi messaggi
  • Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.