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Tragedia ad Ottaviano. 37enne trovata morta nel suo appartamento con il figlio. Era nuda e in una pozza di sangue

domenica 19 agosto 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. Dietro la sua morte il mistero più macrabo. Un giallo che sconvolge e consegna attimi di terrore per una tragedia con un bilancio assurdo: una 37enne morta. Con lei, in una pozza di sangue, il suo bambino messo alla luce prematuramente. Un dramma che si è consumato al secondo piano di una villetta in via San Severino. Lei, giovane 37enne di origine rumena, su quella gravidanza aveva investito i suoi sogni, il suo riscatto. Arrivata dalla Romania, tra mille difficoltà e sacrifici, stava provando a ricostruirsi una vita. E forse, c’era quasi riuscita. Sino a quella maledetta sera. Probabilmente un malore. O forse di peggio: il tentativo di qualcuno di interromperle quella gravidanza. Quello che è accaduto tra le pareti di quella camera da letto per ora resta ancora un mistero sul quale i carabinieri della locale stazione, guidati dal maresciallo Domenico Iaccarino, stanno ora indagando cercando di fare chiarezza sull’opprimente caso. Certo è, che quella sequenza le è costata la vita. Sono da poco passate le 21,00 quando da quella casa, si sentono delle urla. Alcuni vicini provano ad aguzzare la vista per cercare di capire quello che sta accadendo: ma l’abitazione è completamente al buio. Passano pochi istanti e le urla si fanno sempre più assordanti. Decidono così di avvertire i carabinieri. Sul posto l’arrivo dei militari. Suonano più volte al citofono dell’abitazione, ma senza avere alcuna risposta decidono di irrompere. Scavalcano il cancello e si introducono nell’appartamento. Il silenzio è tombale. Quelle urla che pochi istanti prima avevano terrorizzato i vicini sembrano improvvisamente scomparse. Ma i carabinieri decidono di perquisire l’appartamento. Le scale per accedere al secondo piano stanno per consegnare loro un tetro ed inquietante spettacolo. Al secondo piano della villetta, la macabra scoperta. Riverso in una pozza di sangue, il corpo senza vita di una donna. E’ completamente nuda. La scena è decisamente raccapricciante. E’ adagiata su un tappeto di sangue. La vagina completamente dilatata. Un vero e proprio orrore. Al suo fianco il corpicino del suo piccolo. Un bambino di sette mesi senza vita. Sangue e liquido fetale rendono la scena raccapricciante. Una gravidanza trasformatasi, nella stanza degli orrori, un orrido spettacolo spettrale. Lei, sola, con i pugni ancora stretti e persino gli occhi aperti. Il dolore e la richiesta invano di aiuto. Poi la morte. Arrivata così, in solitudine, per lei e quel bambino, un maschietto, che invece avrebbe dovuto essere la fonte della sua felicità e dei suoi sorrisi. Nessuna possibilità di salvare nessuno dei due: madre e figlio ora sono insieme si, ma nell’obitorio dell’ospedale partenopeo in attesa dell’esame autoptico. Sarà quest’ultimo a chiarire le reali cause della morte. Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: un parto forse arrivato prematuramente, le doglie improvvise che ha provato a controllare da sola, un’ emoraggia sino alla nascita di quel bambino. La seconda ipotesi, la più terrificante, è che qualcuno invece abbia cercato di farla abortire. Al momento gli inquirenti stanno cercando di scavare nella vita della donna: chi possa essere il padre, affetti ed amici, mentre si contattano i suoi familiari. Un giallo assurdo, scene orribili stonate dall’immagine dei pugni stretti della donna, pronta a diventare madre,mentre stringe a sè quel bambino in un lago di sangue ed incredulità. (Metropolis 19/08/2012)

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