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Ospedali e ridimensionamento, le emergenze di chi vive nel Vesuviano

martedì 28 agosto 2012, di Lisa Terranova


Ci avevano promesso il nosocomio più grande del Sud Italia, addirittura progettato dal grande architetto di fama mondiale Renzo Piano, dove dovevano confluire i seguenti ospedali: Loreto Mare, Ascalesi, San Gennaro, Incurabili e l’Apicella di Pollena Trocchia. Amplissimo e ambizioso progetto iniziato nel 2004 e non ancora terminato, lavori sospesi a causa delle “solite cause note” come i reati di falso ideologico, truffa ai danni dello stato e interessi privati in atti d’ufficio, per di più costruito in piena zona sismica. Purtroppo, “la grande opera” che doveva venire alla luce nel 2009 con tanto di annuncio accompagnato da trombe egizie, oggi quasi alle soglie del 2013 è ancora un miraggio nel deserto. A pagarne le spese, purtroppo, oltre ad essere i contribuenti campani, sono anche i residenti dell’hinterland Vesuviano, che hanno visto la chiusura prematura di alcuni reparti dell’ospedale “Apicella”, già molto tempo prima dell’apertura del nuovo nosocomio con sede nel quartiere Ponticelli. Questo ha creato un disagio notevole ai cittadini residenti alle pendici del Vesuvio che in momenti di emergenze, vengono dirottati all’ospedale civile di Nola, già operativo per i comuni del nolano, zona che conta almeno venti città. Quindi oggi oltre a questa collettività citata, all’ospedale civile con la chiusura dell’Apicella, si riversano le migliaia di abitanti dei comuni del vesuviano. Pertanto ai lettori una lucida conclusione! Proprio in questi giorni, un’anziana donna A.T. di settant’anni e passa ne ha fatto le spese. Giunta al pronto soccorso dell’ospedale nolano da Sant’Anastasia, quindi dopo una distanza di venti minuti e più, con un Triage di Codice Rosso e dopo un attesa di circa cinque ore, tra prime cure e analisi, è stata poi ritrasferita in un altro ospedale del Vomero per mancanza di posti letto. Secondo il Triage, il Codice Rosso significa: ”emergenza - indica un soggetto con almeno una delle funzioni vitali (coscienza, respirazione, battito cardiaco, stato di shock) compromessa ed è in immediato pericolo di vita” e non si è arrivati al codice successivo cioè quello Nero che significa:” il paziente è deceduto - Non Rianimabile” per la bravura e la tempestività del personale medico. Ora le coscienze impongono un’attenta e acuta osservazione:<

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