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Il Blog dell’Ulisse: L’ultima occasione persa dalla Cultura sommese, proporsi per ospitare i libri "sfrattati" di Gerardo Marotta

mercoledì 29 agosto 2012


Quanti sommesi in questa torrida estate, seguendo la cronaca dell’ormai nota e triste vicenda dei 300mila volumi dell’Istituto italiano di Studi Filosofici sfrattati non senza l’amarezza di quel mostro sacro della cultura europea che è Gerardo Marotta (vera e propria anima dell’immensa collezione libraria), avranno pensato: “Adesso il nostro assessore alla Cultura, Emanuele Coppola, emulerà gli amministratori dei comuni vicinori e farà un gesto da politico “illuminato”. Prenderà immediatamente contatto con lo staff di Marotta e darà disponibilità ad ospitare, a nome di tutti i sommesi, almeno una piccola, minuscola parte di quei 1600 scatoloni finiti in un “freddo” capannone di Casoria in attesa che la Regione sistemi la vicenda (sperando ovviamente che ciò avvenga, anche se le premesse non sono delle migliori)”. Magari agli stessi sarà passato anche per la mente “che quelle preziose pagine sarebbero state a loro agio tra le mura del Castello D’Alagno. Avranno ripensato “al fatto che c’è il collaudo della struttura, altrimenti mica avrebbero organizzato una festa privata?”. E così, nelle fantasie di chi ancora ha un sussulto d’orgoglio, in questo deserto socio, civico, culturale ed economico costruito in modo certosino dall’attuale classe dirigente cittadina, oltre ai matrimoni, alle feste private, al catering, ai festini per gli amici e per gli amici degli amici, ci si potrebbe anche trastullare in questa santa sanctorum della Cultura e godersi l’ Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, gli scritti di Giordano Bruno, qualche opera di Benedetto Croce, qualcosina di Filangieri, Genovesi, Kant, Hegel, Fisher. Naturalmente è stato un sussulto che è durato un secondo. Anzi, forse più, perché qualcuno degli arditi pensatori estivi si sarà detto: “No, il nostro brillante e vulcanico assessore starà sicuramente operando. Starà lavorando talmente tanto a questa folle idea che si è scordato di organizzare qualche evento che potesse tenere compagnia ai poveri cristi rimasti in città in questo caldissimo agosto”. E poi lui perché si sarebbe dovuto imbrattare la mente per mettere in piedi un cartellone estivo degno di tale nome. Abbiamo gli schiuma party, le cocomeraie, i balletti, le sagre, le feste della birra, le tammurriate, i bar. Non vi bastano? Il nostro è avanti. Non libri di Marotta certo, ma la nuova edizione del calendario, la tombolate, le aste di beneficenza, le cene galanti, le sfilate, il capodanno. Insomma all’assessore i libri che puzzano di Cultura piacciono poco (anche se dice che con i fondi del calendario avrebbe dovuto restaurare i libri antichi , sebbene poi si sia scoperto che i calendari non sono in vendita. E vallo a spiegare ai giornalai che invece lo vendono a 10 euro). A lui, al Coppola, piacciono le cose scintillanti, mondane. Vuoi mettere l’emozione di festeggiare il proprio compleanno nel luccichio del Castello D’Alagno con il grigiore di sfogliare dei libri. Perché, come scrisse un tale: “I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro”. E se non abbiamo ancora niente pazienza, le ferie, come le amministrazioni, prima o poi finiranno.

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