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"Il Boschetto ’rosso’ è diventato una discarica a cielo aperto"

martedì 5 febbraio 2008


SANT’ANASTASIA - Da un nostro lettore, Gianluca Di Matola, abbiamo ricevuto questa lettera che segnala il disagio che stanno vivendo gli abitanti del Boschetto e la pubblichiamo con la speranza che giunga all’attenzione dell’amministrazione comunale.

Questa è la situazione in cui, da alcuni giorni, versa il parco Boschetto. I cumuli di spazzatura, diventate ormai strutture piramidali, giacciono in terra da diversi mesi.
Un’ondanta di insetti ha invaso le case rendendo la situazione igienico-sanitaria insostenibile.
Da diversi giorni attendiamo, così come è avvenuto in gran parte del paese, l’intervento dell’esercito a rimuovere i rifiuti(ci accontenteremmo anche di una parte, vista l’ingente quantità al suolo).
Tutta la zona Boschetto è diventata una discarica a cielo aperto. In diverse occasioni, molti abitanti della zona, affermano, indignati, di aver visto scaricare addirittura rifiuti di altre parti del paese.
Forse, pensandola in modo malizioso, l’etichetta di zona politicamente rossa(anche se il sindaco Pone dovrebbe ricordare che alle ultime elezioni ha fatto un bel bottino di consensi al Boschetto), ci sta costando questo pesante scotto.
Le colpe politiche che stanno all’apice dell’emergenza rifiuti sono ben note ed è inutile tornarci, anche per non creare il solito “bla bla bla” politico tra destra e sinistra; gli abitanti del Boschetto(anastasiani anch’essi) chiedono di non pagare le colpe di una politica fallimentare; chiedono di essere trattati in maniera equa, ricevendo, da parte dell’istituzione locale, il medesimo impegno, nell’attuazione delle proprie azioni di amministrazione, che sta investendo nel resto del paese. Insomma, rivendichiamo il diritto di vivere in maniera umana.
A questo invito, spero, e speriamo, segua una pronta risposta del primo cittadino che, conclusasi da più di un anno la campagna elettorale e vinta la competizione politica, non dovrebbe mai dimenticare di essere il Sindaco di tutti: che gli piaccia o meno.

In attesa,
Gianluca Di Matola

Messaggi

  • Caro Gianluca puttroppo è il prezzo che il boschetto deve pagare.
    Ma questo serve alle tante persone(mi sembra 290 voti per pone)che volevano il cambiamento.

  • E tu credi veramente che solo perchè al boschetto c’è qualche voto in piu per la sinistra il sindaco Pone ti faccia scaricare la monezza di parti del paese che hanno votato a destra?
    se seguiamo questa aberrante logica mi chiedo come mai la regione campania che ha votato per il governatore bassolino di sinistra si trovi in questa vicenda vergognosa con i rifiuti praticamente sotto casa di ognuno di noi.....evidentemente Don Antonio Bassolino aveva pensato che in questo modo si facesse pubblicità alla nostra regione....non trovo altra spiegazione. Caro amico devi pazientare come tutti noi in quanto questo casino non ce lo siamo cercati

  • CARO ELETTORE COSTUI SONO I COLPEVOLI CHE SI SONO ARRICCHITI PER QUESTO I RIFIUTII SONO ANCORA PER STRADA

    Duro atto d’accusa della Procura di Napoli nei confronti del governatore della Campania, Antonio Bassolino, e altre 28 persone di cui è stato chiesto il rinvio a giudizio per l’inchiesta sulle presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti. Secondo i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, l’emergenza rifiuti in Campania è stata sfruttata per elargire superstipendi e "guadagni inimmaginabili" per altri settori della Pubblica Amministrazione.

    Dall’impianto accusatorio emerge l’equazione per cui il perdurare dell’emergenza, lunga 14 anni, è servita a tenere in piedi un sistema di consulenze milionarie. Per chi lavorava nel commissariato "più durava l’emergenza, più guadagnava". Davanti al gip Marcello Piscopo, i pm hanno ribadito le accuse contro la gestione commissariale che avrebbe avuto interesse nel mantenimento della situazione di emergenza. I magistrati hanno citato, come esempio, i casi di compensi annui di un milione e 50mila euro annui per il subcommissario Vanoli e cifre tra 800-900mila euro per i subcommissari Paolucci e Facchi.

    I pm durante l’udienza preliminare hanno riferito casi di ingenti compensi e rilevanti rimborsi spese per i vertici del commissariato. I magistrati hanno poi affrontato il tema dei vantaggi che avrebbero avuto amministratori e titolari delle aziende, in primo luogo l’Impregilo, che non avrebbero rispettato i termini del contratto producendo, tra l’altro, negli impianti Cdr un materiale inutilizzabile come combustibile nel costruendo inceneritore di Acerra. Se le discariche in Campania sono sature - emerge dall’accusa - la responsabilità è da individuare nella cattiva gestione, risalente agli anni scorsi, dell’emergenza da parte della struttura commissariale.

    Delineato anche il ruolo del governatore Antonio Bassolino che - per i pm - come commissario per l’emergenza rifiuti era amministrativo e non politico, per cui il presidente della Regione era al corrente, ad esempio, delle inadempienze riguardanti gli impianti Cdr. Secondo i magistrati, Bassolino inoltre "sapeva" e nei suoi confronti non viene applicato il teorema del "non poteva non sapere". Bassolino era venuto a conoscenza delle inadempienze riguardanti gli impianti Cdr, e si sarebbe dovuto attivare in quanto aveva "giuridicamente l’obbligo di controllare".

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