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"Caos alla riapertura delle scuole", le preoccupazioni dei genitori

lunedì 17 settembre 2012


Da un genitore riceviamo una lettera che pubblichiamo

Gentile Direttora Bellini,
l’episodio di un piccolo incidente accaduto ieri all’uscita di scuola al plesso “Costantinopoli” mi offre lo spunto per scriverLe e per approfittare della sua testata giornalistica per porre una serie di questioni sulle quali tutti i cittadini, ed in primis chi ci rappresenta, dovrebbero riflettere e fare la propria parte.

Iniziamo dall’accaduto: un auto, che si trovava in una strada dove per legge non sarebbe potuta entrare (vedi segnaletica), per di più “vigilata” da un volontario della protezione civile, volenteroso, ma poco autorevole, in retromarcia ha investito una signora, scaraventandola a terra e provocandole alcune contusioni. Il primo pensiero che abbiamo fatto tutti e, senza nulla togliere al dolore e al problema della poverina coinvolta, è stato “meno male che non è stato investito un bambino”. Un incidente che sarebbe potuto accadere in qualsiasi parte della città, un cosiddetto incidente urbano, ma da non sottovalutare.

Gli anni di crisi che stiamo vivendo ci stanno imbrutendo sempre più e ci stanno rendendo sempre più egoisti. Ci sembra normale parcheggiare in divieto di sosta, sui marciapiedi, arrivare con l’auto fin dentro il cancello di scuola, notiamo il comportamento scorretto degli altri, ma ci comportiamo tre volte peggio. Ci arroventiamo per la pagliuzza altrui e non ci rendiamo per nulla conto della trave che ci trafigge. Due anni fa, con marciapiedi malconci ed incompleti, sicuramente non a norma, sporchi ed ovviamente con tante auto in sosta selvaggia, il problema di molti cittadini, e di qualche amministratore, erano le mosche, sì le mosche!!

A distanza di due anni siamo cambiati in peggio e, mentre le mosche continuano a infastidire (in questo periodo pare sia assolutamente naturale), sono aumentati i problemi fuori alle scuole cittadine. Sempre più traffico, sempre più auto in sosta, sempre più concitazione, impazienza e poco rispetto degli altri. Questa ovviamente non è una critica all’amministrazione, ma come premesso, è un voler porre una serie di riflessioni ai concittadini.

Come II Circolo Didattico, nel Piano Formativo dell’Offerta e nell’adottare le nostre delibere, cerchiamo di essere al passo dei tempi. Cerchiamo di cogliere ed interpretare le diverse esigenze familiari, di interpretare i cambiamenti sociali, puntando sull’insegnamento delle lingue, sui laboratori, sull’attività fisica e sottolineando l’importanza di raggiungere la scuola a piedi, come facevamo noi da bambini, come hanno fatto i nostri genitori e soprattutto come hanno fatto i nostri nonni, che per raggiungere gli edifici scolastici facevano anche alcuni kilometri. Camminare fa bene ai genitori, ai bambini ed all’ambiente. Su quest’ultimo punto sarebbe auspicabile una politica informativa e formativa anche da parte dell’ente comunale, degli altri enti presenti e delle varie associazioni che lavorano sul territorio. Fit walking è lo stile di vita adottato da molti americani, dove il problema dell’obesità è molto più grave che da noi, che consiste nel cercare di parcheggiare sempre lontano dal punto dove si deve andare e di raggiungerlo a piedi a passo svelto, a noi non serve il fit walking, ma solo un po’ di buon senso.

Veniamo poi alla questione traffico e sosta selvaggia. La maleducazione (se non proprio ineducazione in taluni casi) degli automobilisti è sicuramente la causa del problema. Si guida ormai in maniera egoistica e si ritiene di aver diritto a sopraffare gli altri. Si crede di poter parcheggiare sui marciapiedi, avanti ai passi carrai, ecc. Spesso se richiami qualcuno ti risponde candidamente: mentre accompagno il bambino, mentre prendo il caffè, un minuto e la sposto, il tempo che gioco la “bolletta” e via con risposte innocenti e irritanti. Il senso è: commetto l’infrazione, ma è perche devo prendere il caffè! Non ci si rende più conto che le regole solo alla base della civile convivenza. Allora direi che ci vorrebbe,soprattutto in coincidenza con l’apertura delle scuole, “tolleranza zero” da parte dei nostri vigili. Andrebbe punita severamente la sosta selvaggia e andrebbe punito ai sensi del codice della strada anche chi suona il clacson in coda. Come Circolo abbiamo chiesto più volte la presenza dei vigili fuori ai plessi, rendendoci altresì conto delle problematiche legate all’eccessiva estensione del territorio cittadino e alla necessità di organizzare le scuole in plessi che rendono difficile che ci sia un poliziotto fuori ad ogni edificio. La soluzione potrebbe essere quella di un maggior coinvolgimento da parte dei volontari della protezione civile, un maggior rispetto per i loro “richiami” da parte dei cittadini e un pronto intervento dei vigili urbani laddove si dovesse verificare qualche episodio spiacevole: l’automobilista che nonostante il richiamo, parcheggia dove non deve o viola spudoratamente il codice della strada.

Altra questione, strettamente legata alla precedente: pare che a Somma un’automobile su tre circoli senza assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile. Risponde al vero questa casistica? Se sì, ciò vorrebbe dire che in un incidente urbano molto probabilmente potrebbe essere coinvolto un veicolo privo di assicurazione, il cui conducente non potrebbe risarcire il danno recato ad altri. Viviamo anni difficili ed i premi assicurativi sono sempre più salati, ma la legge e legge! Anche su questo sarebbe opportuno una politica di “tolleranza zero” da parte del comando vigili cittadino, con posti di blocco e sequestri. Accompagnato magari da azioni informative e da segnalazioni all’Isvap ed al governo centrale da parte dell’amministrazione, di concerto con altre amministrazioni campane, tese a ricondurre i premi assicurativi entro limiti accettabili. Anche se la premessa è sempre quella di una maleducazione dilagante: circolo senza assicurazione e se succede qualcosa poi apparamm’. Ma vi immaginate se nel piccolo incidente di ieri fosse stata coinvolta una vettura priva di assicurazione?

Per quanto mi riguarda già al prossimo consiglio di circolo porrò la questione di rafforzare nell’offerta formativa le lezioni di educazione civica, anche se in taluni casi, non me ne vogliano i genitori, ci vorrebbero proprio dei veri e propri corsi di educazione, in modo che poi i bambini possano far notare, candidamente ed innocentemente, come solo loro sanno fare, ai loro familiari i comportamenti inurbani e antisociali.

Cordiali saluti

Alessandro Giuliano
Presidente del Consiglio del II Circolo Didattico
Cittadino di Somma Vesuviana

P.S. Mi sono permesso di chiamarLa giornalisticamente Direttora, ma continuo a preferire Direttrice.

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