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Nola, parrocchia del Collegio, Comitato civico per la difesa dell’”acqua pubblica"

In data 17.09.2012, nella sala Renzullo della parrocchia del Collegio si è tenuta la riunione del Comitato civico per la difesa dell’”acqua pubblica per discutere la proposta presentata dal Sindaco di Nola Geremia Biancardi ai rappresentanti del Comitato civico.

giovedì 20 settembre 2012, di Comunicato Stampa


NOLA- Nella stessa, si è subito evidenziata la presenza, all’interno del Comitato, due posizioni:l’una minoritaria favorevole all’accoglimento della proposta; l’altra, assolutamente maggioritaria , in decisa opposizione.

I motivi sono stati subito chiari: non ci si è trovato di fronte ad una proposta bilaterale , elaborata insieme al Comitato. Si trattava insomma di un prendere o lasciare.

Non solo , ma il Sindaco paventava non solo la sua firma a questo pseudo accordo, anche senza l’assenso del Comitato, ma sembrava addirittura profilare il suo defilarsi dalla faccenda qualora la Gori, società privata spa che, ancora oggi, il Comitato non riconosce alcuna legittimità alla gestione dell’acqua pubblica, decida di procedere al distacco della fornitura idrica.

Ora , il comunicato consegnato dal Sindaco ai rappresentanti del Comitato oltre ad essere un vero e proprio ultimatum nei riguardi dei cittadini “morosi” secondo la comune accezione del Sindaco, Gori, Ato 3 , con evidente dispregio di chi sta portando avanti una battaglia di civiltà oltre di vera democrazia (ricordate, appena un anno fa la volontà popolare ha ribadito con un referendum,ancorché osteggiato dai partiti, dai media e dai poteri forti, che l’acqua , essendo un dono del Signore, non può essere oggetto di un becero mercanteggiare. I cittadini che si riconoscono nel Comitato civico da sempre hanno affermato che sono pronti a pagare solo all’Ente pubblico!

Nel dettaglio , le proposte contenute nella bozza elaborata, si badi bene non dal Comitato, ma solo dal Sindaco o da chi per lui , la Gori e forse l’ATO 3, sono assolutamente risibili:

1) Fatturazione secondo le vecchie tariffe dal 2005 al 2008, fatta salva la l’inflazione programmata, per motivi non dovuto “all’incolpevole Gori”! Peccato , poi, scoprire che la Gori applichi l’inflazione programmata a partire, chissà poi in base a quale motivo, dal 1996! Il che significherebbe in pratica pagare il doppio rispetto alle tariffe comunali!

2) Concessione di una dilazione in 36 mesi. Anche questa non solo non è una concessione, ma è addirittura restrittiva rispetto , per esempio, alla città di Napoli, dove il Sindaco ha concesso 60 mesi per rientrare dal debito. Poichè trattasi di somme che pochi si potranno permettere di pagare in così poco tempo, si capisce perchè anche questa proposta non può essere ben accetta

3) all’ultimo capoverso della proposta sindacale, era prevista che qualora alla Gori l’applicazione dell’accordo di cui trattasi si fosse procurato delle perdite, queste sarebbero state iscritte in bilancio come residui attivi da riscuotere comunque. Come dire, questo è l’accordo ma se alla Gori non riesce di riparare tutte le sue falle (cosa impossibile visto che questa società privata ha accumulato milioni e milioni di euro di debiti), comunque i cittadini rientranti in questa sorta di sanatoria avrebbero dovuto pagare con la conseguenza che anche pagando non avrebbero avuto la certezza di avere sanato il proprio debito. A questo proposito, invito tutti i cittadini che sono già amministrati dalla Gori di controllare le loro fatture : risulta infatti che esse vengono rilasciate ” salvo conguaglio”, dicitura che dice tutto o nulla ma che comunque può nascondere la classica fregatura.

4) Altro punto controverso: dal 2009 si dovrebbe pagare, stante l’assenza delle letture dei contatori, secondo un metodo empirico: verificare un anno di consumi e su quella media applicare le varie fasce per anno. Cosa che ritengo illegittima in quanto non ci sarebbe la certezza giuridica del quantum dovuto ( in questi anni potrebbe pure essersi verificata l’assenza da casa di qualche membro della famiglia o consumi minori dovuti a qualsiasi causa). E allora , come avere la certezza che trattasi di somme effettivamente dovute? Inoltre, sembra quanto meno politicamente scorretta questa brusca accellerazione, dopo aver per anni rifiutato, da parte dell’Amministrazione ( che pure dovrebbe tutelare i cittadini !), qualsiasi confronto con il Comitato.

Cui prodest? Noli la risposta la conosciamo, ma non è questa la sede per la sua discussione. Ma è indubbio che i nostri “politicanti” si stanno muovendo in prossimità delle prossime elezioni politiche. Ricordiamo inoltre che l’anno prossimo, a meno di stravolgimenti elettorali,andrà in vigore la città metropolitana di Napoli dove , tra l’altro , De Magistris sta portando avanti l’ABC, acqua bene comune, di diritto pubblico, e quindi andrebbe a gestire anche la zona nolana. Non solo, ma tra poco ci saranno le sentenze da una parte del Consiglio di Stato sulla illegittimità degli aumenti tariffari deliberati, udite udite, all’indomani dell’esito referendario e dall’altra i ricorsi degli aderenti al Comitato per l’acqua pubblica innanzi ai tribunali dello Stato.

E allora ripeto, cui prodest? A chi giova? Comunque, poichè il nostro è un movimento civico democratico, la decisione finale riguardo all’oggetto sarà presa in pubblica Assemblea lunedì prossimo secondo le modalità e i luoghi che saranno resi noti con apposito volantino.

P.S. Se qualcuno si prenderà la briga di guardare il comunicato stampa del Comune di Nola sul sito dell’Ente locale, si accorgerà che l’addetto stampa ha riportato i dettagli ” dell’accordo” in modo molto parziale tant’è che ne appare completamente distorto il contenuto.

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