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METAFORA PRAGMATICA E SURREALE

Giovanni Antignani a Pomigliano D’Arco: “ Memorie di una cornice”

Il 27 Settembre, presso La Distilleria di Pomigliano D’arco, la “ consacrazione” come scrittore di Giovanni Antignani, già noto sul territorio pomiglianese per l’organizzazione di numerose esposizioni di arte contemporanea.

venerdì 21 settembre 2012, di Comunicato Stampa


Il titolo del suo romanzo d’esordio, “Memorie di una cornice”, è la metafora pragmatica e surreale della storia d’ “amore” narrata. Di seguito una breve sinossi:

Belle e Gill sono i protagonisti indiscussi di una storia ambientata in un non luogo- spiega l’autore-, che li vede impegnati a inseguirsi, a fuggire via e a farsi del male cercando il bene.

In compagnia dell’autore scambiamo quattro chiacchiere in merito ala sua opera prima.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto alla stesura del romanzo?
“ Credo che tutti abbiamo l’abitudine di scrivere. È un gesto spontaneo che ci accompagna sin dalla prima infanzia. Prima o poi, nella vita di chi vuole fare della scrittura la propria vocazione e mestiere, succede: come una sorta di “ scossa” che ti porta a prendere in mano la penna fin l’ultima pagina.”

Qual è il retroterra culturale fonte di ispirazione del libro?
“ Innanzitutto la letteratura americana del secondo dopoguerra, prima fra tutte quella di Thomas Pynchon, che ha fatto della ricerca letteraria e stilistica la sua ragione di essere e che mi ha fatto appassionare ad un fenomeno bello come quello delle parole; quella di Comarc McCarthy, che riesce a scrivere sempre con epica classe gli avvenimenti più violenti mai usciti fuori dalla penna di uno scrittore; quella di Vladimir Nabokov, che grazie a “Lolita”, mi ha aperto gli occhi su alcuni fenomeni artistici come il desiderio che può essere nascosto tra le righe di un romanzo.”
Pynchon è il padre dell’entropia letteraria, tecnica di scrittura che miscela concetti appartenenti a diversi ambiti degli studi scientifici e umanistici. Questa tecnica è presente nel tuo romanzo?

“ Si, ma di sicuro in maniera molto meno accentuata. Precisamente nelle coscienze e nei gesti dei protagonisti, che vivono di contraddizioni alimentando il caos che conduce all’epilogo.”

Belle e Gill verranno riproposti in un eventuale sequel?
“ Mai dire mai. Ma credo di no. Ci ho messo tanto per separarmene e il distacco è stato fin troppo doloroso: non so se sarei disposto a rivivere questa sensazione.”

Immagino tu voglia ringraziare qualcuno, fa pure.

“ Prima di chiunque altro voglio ringraziare Giuseppe Scuotto, il mio editore, e il bellissimo lavoro che la casa editrice Oxiana ha fatto per me. Un particolare ringraziamento va a Fabio Sacchettini, prefattore del volume e a Morena Tassi, Carmine Spiniello e Felice Panico che parteciperanno attivamente alla presentazione; e Maurizio Cascella che ha disegnato la copertina del . Infine voglio ringraziare un paio d’occhi che nel momento più critico, la fine del libro, sono stati ad osservare con me Belle e Gill che andavano via. E mentre loro andavano, qualcun altro mi teneva la mano.”

Di sicuro i contenuti e le risposte dell’autore lasciano curiosi e pieni di interrogativi. Nell’augurare un grande in bocca al lupo a Giovanni, aspettiamo la presentazione ufficiale del libro. Staremo a vedere: si spera in un successo.

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