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Allergie infantili, una giornata di studi per approfondire le cause

sabato 9 febbraio 2008, di Ferdinando Gaeta


ROMA. E’ iniziata l’8 febbraio la terza edizione della Giornata del Bambino Allergico. Ad organizzarla è stata l’ ALAMA (Associazione Laziale Asma e Malattie Allergiche), FEDERASMA (Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno dei Malati Asmatici e Allergici), l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e la SIAIP (Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica). Tema del congresso “Il diritto allo sport e maggior chiarezza sulle allergie alimentari”. Due argomenti molto dibattuti soprattutto per i tanti risvolti, anche psicologici, che spesso si riscontrano nel “quotidiano” dei bambini allergici. Per questo motivo, individuare soluzioni atte a favorire l’accesso e la permanenza dei bambini allergici e/o asmatici in luoghi sportivi è non solo doveroso ma possibile. Basti pensare che un grande campione come Giorgio Di Centa, vincitore di 2 medaglie d’Oro alle Olimpiadi invernali di Torino 2006, soffre di asma e allergie da quando aveva 2 anni. E non è il solo. “In Italia il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi, è provocata da allergie -ha affermato il Prof. Giovanni Cavagni, Responsabile di Allergologia Pediatrica presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma- il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 4-5% può presentare dermatite atopica di grado elevato. Per non parlare delle intolleranze alimentari che colpiscono il 6-7% dei bambini e che spesso vengono confuse con le allergie alimentari gravi che riguardano, invece, solo lo 0,5%.” Ma cos’è l’allergia? E’ una reazione esagerata del nostro sistema immunitario verso un antigene innocuo, o allergene. In altre parole, il nostro organismo per difendersi da un “corpo estraneo” considerato erroneamente dannoso, produce una serie di “anticorpi”, chiamati IgE, che scatenano questo tipo di fenomeni. Fenomeni conosciuti già nell’antichità da Ippocrate e Lucrezio ma che negli ultimi anni sono andati sempre più diffondendosi colpendo soprattutto l’infanzia. “Anche in Campania i bambini allergici sono tanti –dice il dottor Fulvio Esposito, direttore del reparto di Pneumologia Pediatrica dell’Ospedale Santobono- circa il 30% soffre di allergie respiratorie e di questi la metà di asma. Le cause più frequenti sono le polveri oltre agli acari e ai pollini. Paradossalmente, è una malattia del benessere. Sempre più spesso si vive in ambienti sigillati ed inquinati da fumo di tabacco o altri agenti chimici, senza ricambio d’aria con l’esterno, oppure si respira l’aria inquinata dagli scarichi del traffico veicolare. Un altro aspetto da non trascurare poi, è il progressivo ridursi delle infezioni, soprattutto della prima infanzia. Per questi motivi, quando i piccoli presentano tosse ed affanno senza febbre può essere opportuno rivolgersi al pediatra e poi eventualmente all’allergologo. In alcuni casi, quando si stabiliscono particolari condizioni di equilibrio, è possibile fare il vaccino, l’unica terapia che combatte direttamente la causa.”

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