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Di Fiore (UDC): “Correrò per diventare sindaco”, ma il consigliere comunale smentisce

lunedì 8 ottobre 2012, di Gennaro Addato


Una guerra intestina nell’UDC. Questo il risultato ottenuto dal commissario cittadino del partito di Casini, Raffaele Di Fiore, dopo aver ufficializzato la propria intenzione di candidarsi a sindaco alle prossime amministrative. Una decisione, in verità, che il politico ed imprenditore locale non ha mai tenuto del tutto nascosta ma che è stata sempre guardata con una certa diffidenza dal consigliere comunale in quota UDC Giovanni Onore, che stavolta però proprio non ci sta.
Ad infiammare gli animi il contenuto di un comunicato stampa a firma della sezione dell’Unione di Centro, nel quale Di Fiore ha annunciato di star tenendo una serie di incontri (l’ultimo con il sindaco Francesco Pinto sulla questione del cimitero comunale) per la costruzione di un programma elettorale a sostegno della propria candidatura, come “espressione dei moderati e della società civile per concorrere alla corsa per la poltrona di primo cittadino con il sostegno dell’UDC e di Cittadinanza Attiva (l’associazione guidata da Vincenzo Sannino ndr)”.
Secca la precisazione di Onore, che fin dal suo ingresso nel partito scudocrociato (nel gennaio del 2011 dopo la fuoriuscita dalla maggioranza, nella quale occupava la poltrona da vice-sindaco) non ha mancato di sottolineare a più riprese la mancanza di democrazia interna: “Ho richiesto il 20 marzo scorso un’assemblea degli iscritti e sollecitato la stessa a maggio – ha spiegato Onore – ma ad oggi non è stata convocata nessuna assemblea. Ritengo che l’UDC debba necessariamente essere promotore, insieme a tutti gli iscritti e simpatizzanti, di un serio e credibile programma per la prossima tornata elettorale da sottoporre a tutte le forze politiche e le associazioni presenti sul territorio cittadino che intendono partecipare alla rinascita della nostra cittadina”. “A tutt’oggi non è stata decisa alcuna alleanza con Cittadinanza Attiva, nessuna proposta di coalizione con altri partiti o associazioni presenti sul territorio e nessuna investitura a sindaco di chicchessia – ha affermato, prima di lanciare la silurata a Raffaele Di Fiore, la cui “aspirazione dimostra la mancanza di dimestichezza con la democrazia partecipativa e nessuna attitudine alla collegialità per le decisioni da assumere”.
I problemi però non sono tutti in casa UDC: è il fronte anti-Pinto che si va sfaldando. Un caso analogo era infatti emerso pochi mesi fa anche nel gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà locale, dove le divergenze sui criteri della scelta del candidato sindaco portarono alle dimissioni (in seguito ritirate) del presidente del partito.

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