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Ottaviano. "Mi dimetto per candidarmi alla Camera". Ambizione ed arrivismo: Iervolino volta le spalle alla città

mercoledì 10 ottobre 2012, di Giovanna Salvati


Ottaviano. “Comunico le mie dimissioni da sindaco”. A margine del foglio i suoi “distinti saluti” e in fondo la firma. Un foglio bianco. Pallido, quasi anonimo.Appena quattro righe, non si spreca. In alto a destra il numero di protocollo e l’orario di emissione. Sono le 19,38 e il sindaco di Ottaviano, Mario Iervolino si dimette. Lo fa in sordina. Non lo comunica a nessuno. Entra al palazzo municipale. Si chiude nella sua solitaria stanza al secondo piano dell’ente e scrive una bozza. Chiama la sua segretaria. Procede alla battitura in formato originale. Riguarda il documento e firma. E’ l’ultimo atto da sindaco, quello che ne decreta il suo tramonto. La fuga di notizie fa impazzire l’intera cittadina. Si aspettano conferme. C’è chi smentisce. Poi è lui a comunicarlo. Chiama il suo ufficio stampa e detta quattro righe. Fa inviare il documento ufficiale di dimissioni. E via a casa. Spegne i telefoni. Ed esce di scena. Ma la sua è solo una scelta momentanea. Forzata, o quasi. Solo per poi riaprire un nuovo capitolo, o almeno spera. L’attaccamento infatti alla sua poltrona è così forte che giustifica la sua scelta all’aspirazione ad un posto alla Camera dei Deputati o addirittura al Senato. “Intendo impegnarmi per il territorio vesuviano”. Fa sapere. Ovviamente la copertina della sua città parla da sola. Poi frettolosamente aggiunge “Questo territorio ha bisogno di una rappresentanza adeguata, sono disponibile ad una candidatura in tale direzione”. Non lascia spazio a domande. Non tira bilanci. Troppe opere incompiute, troppe spiegazioni da dare su tante scelte da quelle tecnico amministrative, a quelle politiche. Scelte sbagliate, o perfette. Atti amministrativi spesso non condivisi e atteggiamenti che hanno portato l’ex primo cittadino ad un mutamento che inevitabilmente gli ha fatto perdere smalto.Eppure la realtà è una: un anno fa aveva giurato di cambiare la città, nei gironi scorsi lo aveva risottolineato dla pulpito di una chiesa in occasione dei saluti ad un parroco , ora invce volta le spalle per un’ambizione personale, un ovbiettivo, quella delle nuova ma ancora papabile candidatura, preferito a quello della collettività che invece lo aveva votato credendo in lui. Due le consiliature che si lascia alle spalle. La prima quella dove, vittorioso ha dominato discretamente grazie a quelle poche eccezionali professionalità che avevano creduto in lui. La seconda, quella che ne ha invece decretato il tramonto. Troppe cambiali politiche, troppe matasse da sbrogliare, il tentativo di cambiare casacca nell’agosto 2010, poi gli equivoci ed infine il coma profondo di un collasso amministrativo. E così le dimissioni del primo cittadino aprono un nuovo capitolo nella città ottavianese. Quel passo indietro del primo cittadino è ora legato alla possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, senza incorrere nel rischio dell’ineleggibilità, dato che per legge i sindaci (ma anche i presidenti di Provincia) devono lasciare l’incarico amministrativo almeno sei mesi prima delle elezioni per potersi candidare. Eppure anche il suo ritiro potrebbe essere solo momentaneo. Il maxi emendamento che in queste ore è al vaglio del governo centrale potrebbe infatti, in caso di sconfitta degli stessi papabili alla Camera, riportarli nuovamente al reintegro, ed evitare il commissariamento in funzione del decreto di spendig rewiuv, evitando il commissariamento, in tal caso oltre la beffa il danno.

Messaggi

  • Gentile dott.ssa Salvati,
    questa mattina ho avuto modo di leggere il suo articolo sulle dimissioni del sindaco di Ottaviano, dott. Mario Iervolino. Avrei a tal proposito qualcosa da appuntare.
    Non entro nel merito delle sue opinioni e non potrebbe essere altrimenti; la libertà di espressione e di opinione è sacrosanta e sancita da numerosi documenti legislativi.
    Sulla prima parte dell’articolo avrei, invece, da esprimere qualche osservazione. Potrei sbagliarmi, ma penso che la “cronaca dei fatti” sia una cosa ben diversa dall’opinionismo e soprattutto credo che la cronaca di un fatto debba essere fatta solo quando si hanno a disposizione notizie CERTE, VERE INCONTESTABILI ma soprattutto CONTROLLATE: l’assoluta oggettività dovrebbe essere la caratteristica imprescindibile senza la quale si rischia di essere richiamati e corretti. Invece, la prima parte del suo articolo, che racconta in maniera cronologica quello che è accaduto nella giornata di ieri è contestabile sotto molteplici punti di vista.

    Lei scrive: “Sono le 19.38 e il sindaco di Ottaviano, Mario Iervolino si dimette” . E questo è vero. D’altra parte il documento delle dimissioni è stato pubblicato proprio da me sulla mia pagina face book.
    Ma poi aggiunge: “Entra nel palazzo municipale. Si chiude nella sua solitaria stanza al secondo piano dell’ente e scrive una bozza” . Già qui avrei da ridire. Al massimo si sarebbe chiuso nella stanza al primo piano. Al secondo, se non ricorda male, ci sono gli uffici dei dipendenti: salendo le scale sulla sinistra gli uffici tecnici e quello igiene; sulla destra, l’informagiovani, la ragioneria e l’economato. Preciso, poi, che nella giornata di ieri, da quando è arrivato al Comune di Ottaviano, il sindaco non è mai stato chiuso nella sua “solitaria” stanza.
    “lo fa in sordina. Non lo comunica a nessuno.” Completamente falso. Se mi avesse telefonato, le avrei raccontato in maniera precisa tutti i passaggi della giornata. Alle 18.30 al Comune di Ottaviano, nella sala giunta, si è tenuta una riunione alla presenza di “tutti” gli assessori comunali e dei consiglieri di maggioranza. In questa riunione il sindaco ha avuto modo di confrontarsi con noi su quanto stava per decidere ed ha spiegato i motivi che lo stavano spingendo a prendere la strada delle dimissioni. La riunione è durata fino alle 19 e 20. Se questo per lei significa “non comunicarlo a nessuno”, allora sono io che sto sbagliando e la prego di correggermi.
    “Chiama il suo ufficio stampa e detta quattro righe. Fa inviare il documento ufficiale delle dimissioni” .
    Falso. Il Comune di Ottaviano non è dotato di Ufficio Stampa. E il sindaco non ha dettato queste famose quattro righe. Se avessimo fatto un comunicato per annunciare la notizia, lo avrebbe certamente ricevuto.

    Dopo che il sindaco Mario Iervolino ha comunicato alla sua maggioranza la scelta di procedere alle dimissioni, solo allora è stato preparato il documento che ha potuto visionare sulla mia bacheca face book (le c.d. quattro righe). Dopo averle firmate e protocollate (sempre alla presenza di una parte dei consiglieri e degli assessori), sono state depositate al protocollo generale in maniera tale che l’indomani chiunque avesse voluto, avrebbe potuto prenderne visione. Le aggiungo, inoltre, che sono state inviate al segretario comunale e al presidente del Consiglio nella mattinata di oggi e che i consiglieri comunali hanno ricevuto il documento attraverso posta elettronica alle ore 12:48. Infine, per completezza, il documento è stato inviato alla Prefettura di Napoli nel primo pomeriggio di oggi.
    Infine, solo per completezza, ieri sera, il dimissionario sindaco non ha spento i telefoni. Chiamato dal dott. Francesco Gravetti, giornalista del Mattino e del Mediano, ha spiegato anche i motivi che lo hanno portato alle dimissioni (vedi articolo “Il Mattino” Edizione Napoli Nord, pag. 44) e che lei riporta, in parte riassunte, nel suo virgolettato.

    Cordiali saluti, Emanuele Ragosta

    • Emanuele questa e’ la tua ultima scena??? Sempre ad elemosinare visibilità .... Ma la biblioteca??? Che fine ha fatto? Saremmo curiosi di sentire...non vorrai mica essere etichettato anche tu come aver dichiarato falso!!!mi chiamo!! Luigi Ambrosio ... Non ho fede politica e non me ne fotto dei sindaci ma di tipi come te che dicono di voler fare e poi mettono il biberon ed obbediscono a papà ne abbiamo le palle piene. La dottoressa mente e hai ragione come a fatto quando ti ha scritto un bell’articolo sul tuo ingresso in consiglio...

    • Gentile consigliere Ragosta,

      dando seguito alla sua polemica quanto mai sterile risposta al mio articolo, Le premetto che il diritto di cronaca è riconosciuto nell’ordinamento italiano tra le libertà di manifestazioni e di pensiero. La mia professionalità mi impone di scusarmi con i lettori per l’ errata descrizione "architettonica" della casa comunale ma ritengo che questa sia l’unica notizia infondata , peraltro irrilevante, di cui Lei, unitamente ai veri autori del commento, possiate accusarmi. Mi rendo conto che forse il suo nervosismo deriva dal fatto che svolge , con impegno , dedizione e remunerazione il servizio civile presso Legambiente; che il servizio è svolto nel comune in cui Lei è consigliere; che ha dovuto cambiare , in maniera fulminea , ideologie politiche per poter entrare a far parte della maggioranza (maggioranza che in uno al suo Sindaco era da Lei tanto "additata" negli articoli del Confronto). Una pressione psicologica veramente notevole a cui ben pochi saprebbero resistere e che porterebbe, anche il piu’ saggio dei politici, a promettere cose irrealizzabili (vedi proprio il completamento dei lavori presso biblioteca comunale in un massimo di prima quindici giorni, poi trenta e ora quanti saranno ancora?). Le sarà inoltre sfuggito forse che quando il primo cittadino ha convocato gli assessori e i consiglieri di maggioranza per confrontarsi , si fa per dire, sulle sue dimissioni, la decisione era stata precedentemente presa in " camera caritatis" con i suoi fedelissimi . Caro consigliere quando la sottoscritta dice "chiama il suo ufficio stampa" lo fa in tono sarcastico per dire che il primo cittadino si rivolge SEMPRE alle stesse testate giornalistiche. Ha ragione, mi scuso nuovamente, il sarcasmo è cosa assai sottile e non alla portata di tutti. Se avesse profuso lo stesso impegno che ha impiegato nel trascrivere il commento (noti che ho detto trascrivere) nel trovare i fondi necessari per ripianare i debiti derivanti da una gestione poco attenta ed oculata della macchina comunale, i cittadini Ottavianesi non avrebbero attualmente il triste primato di paese con l’ Imu piu’ cara della provincia di Napoli.

      Grazie

      Ps.Le preciso infine che non sono solita rispondere alimentando inutili battibecchi isterici e poco costruttivi ancor più perchè strumentali e pertanto quando vuole, può contattarmi direttamente come ha sempre fatto (prima di diventare consigliere via sms, mail e chiamata voce) e sarà un piacere doppio ascoltare le due obiezioni! Buona serata.

    • Dottoressa,
      lasci perdere il consigliere Ragosta, emblema del giovane vecchio attaccato alla poltrona e agli incaricucci. Non appena ne ha avuto uno ha smesso di scrivere contro, si vede che esser stipendiato col servizio civile non bastava. A Iervolino è sempre piaciuto contornarsi di questi personaggi di poco spessore come Ragosta e Caputo. Ora le cose cambieranno.

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