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Amore tra minorenni: famiglie al limite, sei feriti e sei arrestati

domenica 21 ottobre 2012, di Maria Beneduce


Sant’Anastasia – Scudiscio e martello per difendere l’onore: finisce con 6 arresti e 6 ricoverati una lite tra famiglie per un amore tra minorenni. Lei, 16 anni, lui 17 anni mettono in atto la classica ‘fuitina’ perché il loro amore è contrastato dalla famiglia della minorenne. Si rifugiano a casa del giovane anastasiano cercando di mettere la famiglia di lei alle corde ed ottenere il ‘consenso’ per quell’amore che per la famiglia della giovane è un amore al veleno, ma l’epilogo è una furibonda lite tra famiglie che si conclude con sei arresti. Lo scontro è avvenuto nella tarda serata di venerdì, ed ha coinvolto ben 15 persone, familiari ed amici dei due innamorati. Palco delle scene da film, Murillo di Trocchia, piccolo quartiere della zona collinare di Sant’Anastasia. Ad assistere allo scontro, nato per contrastare l’amore tra i due minorenni, passanti e vicini che hanno allertato il 112, preoccupati che la lite potesse portare gravi conseguenze vista la piega presa. Sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna che hanno arrestato, per rissa aggravata e lesioni, Domenico Giordano, 33 anni, Rita Grazioli, 51 anni, Fabio Giordano, 25 anni, (genitori e fratello di lui) Luigi Napoletano, 39 anni, Antonietta Rozza, 33 anni (genitori di lei) e Salvatore Fernando, 43 anni, già noto alle forze dell’ordine, (un amico di famiglia) tutti e tre residenti a Cicciano. I sei sono stati fermati su via Gaetano Donizetti (nel quartiere di Murillo di Trocchia) proprio mentre se le stavano dando di santa ragione a calci e pugni. Lei, 16 anni di Cicciano, da qualche giorno era scappata di casa per andare a vivere a casa del suo fidanzato a Sant’Anastasia, un ragazzo di 17 anni che la famiglia di lei non vedeva di buon occhio. Dopo la fuga, la famiglia della minorenne aveva cercato di ‘convincere’ con le buone la 16 enne a tornare nella casa paterna e lasciare il fidanzato. Nessuno ha però voluto cedere e così le richieste non hanno sortito l’esito desiderato. Cosi la decisone estrema. Accompagnati da ‘amici’ sono andati a riprendersi la propria figlia. Giunti sotto casa della famiglia anastasiana, hanno cercato di convincere la ragazza. Per la famiglia di Cicciano onore e rispetto erano le ragioni che avrebbero dovuto prevalere, e nell’ipotesi che le parole non sarebbero servite, oltre agli amici pronti a fare valere ‘ragioni’ sugli avversari, nessuno si è presentato a mani vuote, così dalle parole si è passati ai fatti. La violenza è cosi diventata la ‘padrona’ di casa delle due famiglie ferme sulle loro posizioni, chi favorevole a fare proseguire la storia d’amore, chi propensa alla ‘fine’, ed allora appaiono le armi: uno scudiscio ed un martello. A suon di frustino usato per i puledri servaggi, la famiglia della giovane comincia a far valere le sue ragioni, immediata la risposta a suon di martello, calci e pugni, insomma botte da orbi. Sei i feriti, tra questi il padre della 16 enne, medicato in ospedale con una prognosi di 15 giorni per colpito alla testa di striscio da una martellata. Gli altri cinque soccorsi e medicati dai medici presto l’ospedale di Nola e della clinica “Villa Betania” di Napoli, per lesioni, con un una prognosi minima di sei giorni. Gli stessi feriti sono stati arrestati, ed il processo per direttissima svoltosi sabato, ha convalidato l’arresto e i sei sono stati rimessi in libertà, in attesa del processo che è stato fissato al prossimo maggio. Per la giovane è stato disposto l’affidamento momentaneo a casa di una zia materna.

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