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"Doping Out", X edizione: a Volla per diffondere un "giovane" sport pulito.

Incontro - dibattito all’Istituto Comprensivo "Matilde Serao"per infondere nei giovani la consapevolezza della pericolosità del doping.

mercoledì 24 ottobre 2012, di Patrizia Panico


VOLLA. “Doping Out”, la prevenzione itinerante contro l’uso di sostanze dopanti, giunta alla sua decima edizione, quest’anno si è svolta a Volla nell’Istituto Comprensivo “Matilde Serao”. Il progetto intende infondere in particolare nei giovani la consapevolezza della pericolosità del doping avendo evidenziato nel corso dei precedenti incontri tendenze ad assumere da parte di ragazzi e giovani farmaci e sostanze salutistiche. Organizzata dall’Asl Napoli 3 Sud e coordinata dal dottore Vanni Moretti, la manifestazione è nata oltre dieci anni fa dal Servizio Territoriale di Catellammare di Stabia-Sorrento e da allora si ripete nei vari comuni di competenza. L’iniziativa a Volla è stata voluta fortemente dal direttore sanitario dell’Azienda sanitaria locale, Giuseppe Russo e ha coinvolto il sindaco di Volla, Angelo Guadagno, il suo vice Simona Mauriello, nonché assessore alla Pubblica istruzione, oltre ai diversi protagonisti delle azioni di prevenzione che si sono avvicendati ai microfoni. Ha fatto gli onori di casa il dirigente scolastico Giovanni Ciro Mastrogiacomo che ha messo i puntini sui veri destinatari della lotta al Doping, cioè una nutrita e qualificata rappresentanza di allievi provenienti dagli altri Istituti Comprensivi di Volla e dalla sezione staccata del Liceo Calamandrei. Il dirigente Mastrogiacomo ha voluto sottolineare, da educatore e formatore, che l’uso di sostanze dopanti è fatto da chi vuole trovare scorciatoie illusorie per affermarsi sugli altri nello sport come nella vita. “Lo stesso vale con il gioco della “Bolletta” - dice Mastrogiacomo - panacea per risolvere i propri problemi senza sforzi ed impegni”. E ha aggiunto ancora: “I giovani sono coinvolti, prima inconsapevolmente dai nonni e dagli stessi genitori per eseguire un “servizio” nel recarsi al botteghino delle illusioni, poi autonomamente, nella speranza di trovare la loro fortuna che si riduce nella più rovinosa delle dipendenze”. Tra i relatori ha riscontrato grande interesse, e non poteva essere diversamente, il medico sociale della Società sportiva Calcio Napoli, Alfonso De Nicola, che ha riportato l’esempio del giocatore Cavani, ritenuto il più pulito e passionale degli atleti. Alfonso De Nicola - con il suo intervento ‘Lo sport dà la vita’ - ha partecipato con entusiasmo alla decima edizione di questo progetto itinerante di prevenzione e socio-riabilitazione che il Ser.T. di Castellammare di Stabia-Sorrento ha ideato e portato avanti negli anni rivolgendosi ai ragazzi delle scuole del territorio. Dagli incontri con gli alunni si sono evidenziate tendenze ad assumere dei farmaci e prodotti salutistici. De Nicola, in quanto professionista eccellente nel suo campo è il testimonial ideale per sensibilizzare i più giovani, rappresentando uno sport ‘pulito’ e non contaminato da sostanze pericolose per la salute e per la stessa performance sportiva. Presenti alla kermesse sono intervenuti diversi campioni di pallanuoto, boxe femminile e pallavolo. La coach della Volley Volla, Concetta Anacleria, la cui squadra maschile milita nella serie C, ha affermato con orgoglio che la loro sostanza dopante è “la Passione: l’unico doping lecito per lo sport e per la vita e null’altro”. Tra le forze dell’Ordine c’era il Colonnello dei NAS di Napoli, Lombardi, il comandante della Stazione locale dei carabinieri Salvatore Manna. Al dibattito è seguito un incontro di calcio allo stadio “Paolo Borsellino”: quadrangolare che ha visto sfidarsi l’amministrazione comunale contro la direzione della Asl Napoli 3 sud, la polizia di Stato, Commissariato di Ponticelli contro l’Unità operativa del Ser.T di Castellamare di Stabia-Sorrento e Somma Vesuviana. Il messaggio è stato quello di affidare il futuro ai giovani nella certezza di andare dritto alla meta senza scorciatoie.

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