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Somma Vesuviana, al liceo Torricelli va in scena l’assemblea permanente per il "diritto allo studio"

lunedì 19 novembre 2012, di Comunicato Stampa


Il potere affidato agli occhi da una generazione che non vuole lasciarsi imbavagliare. È molto semplice, infatti, mettere un bavaglio ai giovani ,cosa non sconosciuta alle epoche passate che hanno visto togliere la parola agli uomini. Non si può, però, ignorare gli occhi delusi, amareggiati di chi è consapevole di subire torti da una politica nazionale incurante della formazione e devastatrice delle conquiste passate. Per questo gli studenti del Liceo Torricelli hanno deciso di iniziare la loro assemblea permanente, indetta lo scorso venerdì, imbagliandosi per lasciare alla potenza visiva tutto il rammarico e il senso di frustrazione nei confronti di chi assolutamente non vuole rispondere alla mancata politica scolastica a livello nazionale e alla soluzione di problemi strutturali ormai da decenni, interni al Torricelli stesso. (Sebbene intuibile sia la connessione tra le due situazioni).
Perciò i liceali sommesi si sono impegnati in una lunga serie di manifestazioni iniziata il 12 ottobre scorso, continuata nel capoluogo campano il 14 novembre e culminata nella assemblea del 16 novembre atta a rivendicare ciò che gli studenti hanno conquistato nel tempo e che ora si vedono miseramente sottrarre: il diritto allo studio come prerogativa per un futuro scevro da condizionamenti e baronie. Una scuola più libera, laica e non confessionale, dove venga salvaguardato il diritto di libertà di espressione, della libera docenza che degli organi rappresentativi studenteschi.
Momenti, questi in cui rivendicare una soluzione alle problematiche interne all’Istituto, inerenti all’edilizia scolastica. La sede succursale in Via Aldo Moro è infatti del tutto inadatta ad ospitare degli studenti. Non è grave forse che una palazzina venga adibita ad edificio scolastico, che inefficienti siano i servizi (non solo quelli igienici), mancanti sedie e banchi, aule piccole e umide, inutilizzabile la palestra
( nella quale diventa impossibile persino una partita a pallavolo), quanto che questa sia posta sul suolo di un distributore di carburanti e che sulla testa degli studenti ci sia un tetto( quando non gocciola)di amianto. Che dire, sicuramente un bello scenario a fare da cornice alla formazione di questi discenti, propedeutico e funzionale alle loro esigenze, almeno quanto la Cittadella Scolastica promessa dall’attuale amministrazione di cui magicamente non si è più sentito parlare. Solo un’altra delle tante promesse al vento??

Fonte foto: rete

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