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Basta alla violenza sulle donne, solidarietà e discussione nell’incontro organizzato a "Il Torchio"

domenica 25 novembre 2012, di Daniela Allocca


Sabato 24 novembre lo Spazio Torchio a Somma Vesuviana ha ospitato la Cooperativa Dedalus per un incontro legato alla “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” che ricorre il 25 novembre. L’incontro ha preceduto una Milonga organizzata da tangosolidario che si è svolta in cordata in tre città italiane Milano, Bologna, Napoli i cui proventi saranno devoluti in beneficenza, per quanto riguarda lo Spazio Torchio che ha ospitato la Milonga a Napoli saranno destinati alla comunità Karabà che fornisce un servizio di accoglienza ed emancipazione per donne maltrattate sole o con figli minori.
Ad introdurre l’incontro Simona Seraponte con la lettura del monologo di Franca Rame “Lo stupro”, che consigliamo vivamente, un racconto che ci ha portato subito nel cuore del problema. Gabriella Bellini moderatrice dell’incontro ha proseguito poi condividendo con noi anche la sua esperienza personale che in un anno e mezzo l’ha portata a scrivere di ben tre “femminicidi” ed è scontato ma d’uopo ricordare che una di queste vittime era proprio una cittadina di Somma Vesuviana: Melania Rea.
I dati sono allarmanti ogni due giorni in Italia viene uccisa una donna e quello che si riscontra nelle famiglie è un sentimento che nulla ha a che vedere con le dinamiche di quello che succede. Gabriella Bellini pone infatti l’accento su come almeno qui a Sud, dalle esperienze dirette abbia potuto costatare come la vergogna, e non la rabbia aggiungo io, prevalga come stato d’animo. Ecco che in un territorio come questo dove il retaggio culturale è forte dove l’indipendenza della donna e le pari opportunità non sono nemmeno spendibili politicamente perché come si è avuto modo di riscontrare durante il dibattito manca proprio la conoscenza di che cosa significhi per una donna poter essere indipendente, ebbene qui il lavoro degli operatori della Dedalus con i loro progetti che riescono con sempre maggiore difficoltà a mandare avanti è di vitale importanza.
Mariolo Grodzka mediatrice culturale della cooperativa dedalus presenta le diverse attività della cooperativa legate anche alla presenza degli immigrati sul territorio perché spesso le vittime sono proprio donne migranti che oltre alla violenza subita dall’uomo devono affrontare anche problematiche legate al loro status giuridico e l’Italia lo sappiamo in quanto a tutela dei diritti dei migranti ha un sacco di strada da fare.
Ed è stato davvero un momento di grande dolcezza poter avere la testimonianza di una ospite della comunità Karabà che da sei mesi ha ritrovato la possibilità di vivere per sé e per i suoi figli grazie all’aiuto che riceve dalla comunità che fornisce una casa ma anche sostengo psicologico e un orientamento per il lavoro perché non dimentichiamolo ad aggravare la situazione o a rendere possibili le violenze sulle donne c’ è di fatto che molte donne non lavorano e per questo diventano spesso succubi e prigioniere dei propri mariti e non trovano la forza di liberarsi anche perché non hanno una indipendenza economica che glielo permetta.
Bisogna sicuramente evitare che muoia una donna, una madre, un’amica, un’amante affinché sia palese la necessità che abbiamo nel nostro territorio di rafforzare o addirittura aprire uno spazio di dialogo su queste tematiche perché forse spazi per parlare di questo non ce ne sono affatto!
Il tema della violenza sulle donne più che acquistare importanza e trovare una risposta da parte delle istituzioni e della società sembra venga inglobato in una cronaca che poca attenzione pone su un dato di fatto ovvero che si tratti di donne, sono donne che vengono uccise, maltrattate, violentate fisicamente e psicologicamente da uomini.
Ecco che un momento di incontro e di condivisione come quello di ieri diventa estremamente importante nonostante le persone accorse siano poche. Ma anche poche orecchie, poche ore sono un segnale che qualcosa c’è, che qualcuno pronto ad ascoltare, aiutare c’è, che qualcuno che sa, sa anche senza bisogno che una donna parli c’è, e che denunciare è possibile, cambiare è possibile. Lo Spazio Torchio continuerà il lavoro di sensibilizzazione e informazione che è legato anche alle attività stesse dello spazio in quanto il teatro, ma anche le altre attività danza, pittura e l’associazionismo stesso sono pratiche tese a sviluppare e coltivare l’ascolto e il rispetto per l’altro.
A tutte le donne ci sentiamo di dire solo una cosa: denunciate! Il numero verde nazionale è 1522.
Grazie a tutti quelli che sono intervenuti, agli amanti del Tango che hanno scelto la Milonga di Tangosolidario, agli operatori sociali per il prezioso lavoro e a tutte le donne che hanno il coraggio di cambiare!

FOTO ALESSANDRO PONE

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